Silvio Viale, guru pro-aborto, a processo per violenza sessuale
- Ultimissime
- 16 Lug 2025

Il ginecologo Silvio Viale subirà un processo per violenza sessuale su alcune pazienti. Capogruppo di +Europa, Viale ha alle spalle una controversa carriera da ideologo dell’aborto.
Silvio Viale, storico volto del radicalismo italiano e simbolo della lotta per l’aborto libero, è stato ufficialmente rinviato a giudizio per violenza sessuale.
Secondo la Procura di Torino, Viale – noto ginecologo e membro dell’Associazione Luca Coscioni – avrebbe molestato alcune donne che lo hanno denunciato.
Il ginecologo è stato perquisito nel 2024 e dai pc, tablet e cellulari sono state sequestrate foto delle parti intime delle pazienti, creando un pesante quadro accusatorio a carico del militante radicale. Viale ha respinto ogni addebito.
La prima udienza è fissata per il prossimo 15 settembre.

Chi è Silvio Viale, l’impresentabile abortista
Celebre per aver introdotto in Italia la pillola abortiva RU486, Silvio Viale ha spesso deriso e marginalizzato i medici obiettori, spesso ridicolizzandoli.
Paladino del femminismo, nel gennaio scorso abbiamo pubblicato un video in cui Viale, da capogruppo di +Europa, ha umiliato le colleghe presenti in Consiglio comunale a Torino invitandole a tornare a «fare le casalinghe».
Se le accuse dovessero essere confermate (anche per lui vale l’innocenza fino a prova contraria), significherebbe il tramonto definitivo di un personaggio controverso, noto per regalare pillole abortive alle studentesse nel giorno della Festa delle donne.
Secondo una dettagliata ricostruzione di Stefano Lorenzetto, ripresa da UCCR, l’attivista dell’Associazione Luca Coscioni iniziò la sua “carriera” come leader di Lotta continua, diventando latitante all’estero dopo essere stato arrestato e condotto in galera per 6 mesi.
Assolto per insufficienza di prove nell’attentato al bar “Angelo Azzurro” di Torino del 1983, Viale fu imputato per l’assalto alla sezione del Movimento Socialista Italiano. Favorevole alle droghe libere, nel 1996 propose la somministrazione controllata di eroina e nel 2001 i Giochi olimpici gay, si è battuto (fino a pochi mesi fa) contro l’esposizione del crocifisso e a favore del criminale cubano Ernesto Che Guevara.
Viale ha anche battuto ogni record di aborti all’Ospedale Sant’Anna di Torino avendone praticati circa 4mila all’anno.
Il silenzio di Riccardo Magi e di +Europa
Per il momento il mondo politico non si è espresso, neppure il partito politico di Viale, +Europa. Del segretario Riccardo Magi rimane un post del 2019 in cui sperticava lodi nei confronti di Viale a seguito di critiche delle forze politiche dell’opposizione.
Considerando le accuse oggi a carico di Viale (ancora da dimostrare), balzano agli occhi le parole di Magi sul «rispetto della dignità dei cittadini» che il noto ginecologo avrebbe sempre attuato nella sua attività professionale.









2 commenti a Silvio Viale, guru pro-aborto, a processo per violenza sessuale
Vorrei portare l’esempio di un altro tipo, rispetto a questo “povero tra i poveri” direbbe Madre Teresa. L’esempio e la testimonianza di un “medico dell’anima”, un filosofo.
Ha affermato, Kreeft, una volta che il tema dell’aborto è un “tema controverso” perché le persone non sono semplici e la vita stessa è una “guerra spirituale” che coinvolge un conflitto di idee, spiriti, anime, persone, movimenti di pensiero e forze finanziarie, lobby ed esseri soprannaturali, angeli e demoni. Eppure, se anche una sola persona avesse ricevuto da lui un’idea da mettere in pratica, il potenziale di salvare vite umane sarebbe enorme.
“Se una persona, in una sola occasione, facesse cambiare idea a un’altra persona sull’aborto, e quindi quel bambino venisse salvato, crescesse, si sposasse e avesse figli, e avrebbero figli… e chissà… potresti salvare milioni di vite”. Padre Pio avrebbe detto anche qualcosa di più forte a una donna che aveva abortito, che suo figlio sarebbe stato Papa.
Piuttosto che confrontarsi con idee astratte, gli attivisti pro-vita devono porsi la domanda: “Cos’è l’aborto?”. Questa domanda è particolarmente difficile e pericolosa, perché costringerebbe i radicali, ossia i profeti del relativismo morale per antonomasia, a guardare alla realtà di ciò che stanno abortendo.
Kreeft ha anche affermato che chi difende la vita nascente deve anche rendersi conto delle ferite fisiche e mentali presenti nella mente e nel cuore degli attivisti del “diritto” all’aborto.
Vogliamo guarire non solo la ferita della morte inflitta ai bambini non ancora nati, la ferita dell’aborto inflitta alla società e la ferita dell’approvazione dell’aborto inflitta alle coscienze umane dei cittadini e dei giovani senza guida, senza esperienza, anestetizzati dalla società dei consumi, ma vogliamo anche guarire la ferita mentale che è presente nella mente dei “figli” del marxismo culturale e della società opulenta, che ormai coincidono nei principi e nella vita.
Le donne sono istintivamente portate ad avere figli, e coloro che scelgono l’aborto lo fanno per paura. Una gravidanza indesiderata causa quasi inevitabilmente confusione e incertezza, e la maggior parte delle donne in seguito si pente dell’aborto, ma gli attivisti radicali, attenzione, non lo dicono, non lo dicono alle donne!
Il numero verde dell’SOS Vita e i consultori cattolici possono cercare di alleviare la paura delle donne di partorire mostrando loro delle alternative. Questi centri mostrano l’amore cristiano, l’agape, “l’amore perfetto che scaccia la paura”.
Sebbene sia necessario riconoscere la paura delle donne che prendono in considerazione l’aborto e ascoltare la persona, è anche necessario essere onesti e mantenere due premesse essenziali:
1) è sempre moralmente sbagliato uccidere deliberatamente un essere umano
2) l’aborto è sbagliato perché uccide un essere umano.
I filosofi del pensiero unico dominante debole e relativista, politicamente corretto, cercano di negare la premessa che l’aborto uccida esseri umani innocenti, quindi cercano di ridefinire chi è un essere umano allo stesso modo in cui Hitler ridefinì gli ebrei, e altre razze, come esseri inferiori.
Bisogna disumanizzare, dimidiare il concetto di persona, prima di ucciderla – ossia commettere un omicidio mentale, linguistico (“grumo di cellule”) – prima di commettere l’omicidio fisico, ossia di propagandare e compilare le ricette delle pillole del(i) giorno/i dopo.
Ciò che mi terrorizza è il cambiamento di mentalità degli attivisti radicali dopo le scoperte della univocità e della gradualità dello sviluppo embrio-fetale e il progresso delle tecnologie di immagine (ecografia).
Quasi tutti i relativisti morali all’inizio negavano la seconda premessa, ossia che il feto fosse un essere umano.
Ora, negano sempre più la prima premessa – perché i dati scientifici ormai sono chiarissimi sul fatto che il feto sia quello di un uomo ( o una donna).
Quindi ecco che dicono: ‘Non è sempre sbagliato uccidere esseri umani, anche se innocenti’. Per affermarlo, bisogna aver prima trasformato le proprie intuizioni morali basilari in tramezzini! Aristotele diceva che i nostri giudizi seguono il nostro modo di essere: se uno è arrabbiato, giudicherà diversamente da quando è in pace. Un narcisista non giudicherà mai come una persona generosa, veramente buona.
Se le persone pensano in modo logico all’aborto, non rimarranno mai a favore dell’aborto a lungo, ma convincere le persone, i giovani a riflettere è il compito più difficile.
Ecco qualche consiglio del mio “mentore”:
• Quando parlate con chi è a favore dell’aborto, parlatene con assoluta serietà e dimostrate che l’aborto è una questione centrale di vita o di morte, ma non compromettete mai i valori assoluti cristiani di verità e amore.
• Non concentratevi sugli aspetti legali o politici. Non potete fare tutto in un colpo solo, quindi concentratevi sulla persona concreta in quella situazione concreta, perché quella persona ha un’anima che vivrà per sempre.
• Prendete sul serio la verità e l’amore, ma rispettate i sentimenti dell’altra persona, con empatia, direbbe santa Benedetta della Croce (oggi è la solennità della Madonna del monte Carmelo!) altrimenti non ascolterà.
• Prega prima e dopo aver parlato con le persone, consapevole che stai pregando il Padre, per mezzo dell’Immacolata, di cui possiamo fidarci totalmente.
• Pazienza e perseveranza. La pazienza non è debolezza: “Non arrenderti mai e poi mai”.
• Non pretendere che quella persona cambi idea, si converta e te lo ammetta. Spera solo di seminare qualche sano dubbio nella sua mente, così forse ammetterà a se stesso/a di essersi sbagliato/a.
• Fai delle domande, che sono più socratiche, lievi, più che dare molte risposte, come fanno i “moralisti”, i “soloni”, i “farisei”, direbbe Papa Francesco.
• Sii creativo e improvvisa: la maggior parte della vita è imprevedibile: chiedi questo dono del consiglio allo Spirito Santo e alla Madonna del Buon Consiglio, direbbe Papa Leone.
• Fai appello ai principi, al fascino femminile: ascolta la donna interiore e il suo intuito, e falle capire che un bambino non ancora nato non è un problema da risolvere, ma una piccola persona di cui prendersi cura.
• Sii presente personalmente per loro, anche a costo di sacrificio, di perdita di tempo e di mezzi; fai amicizia; sacrifica il tuo tempo, la tua vita. Le azioni creano amicizie.
• Mostra loro i tuoi figli, i tuoi bambini. Ogni bambino che nasce al mondo è stato fatto in paradiso, alleluia!
Anche lui sul Viale del tramonto