Re magi, storia o leggenda? Cosa dicono gli studiosi?
- Ultimissime
- 18 Dic 2024

I Re magi tra storia e leggenda. I Magi sono esistiti davvero? O è un’invenzione leggendaria? In questo articolo una breve sintesi delle conclusioni dei vari studiosi accademici che si sono occupati della storia dei Re Magi.
Chi furono davvero i Re Magi?
L’unico testo cristiano che ne parla è il Vangelo di Matteo (2, 1-12).
Vengono descritti come misteriosi visitatori “dall’Oriente” giunti a Gerusalemme per cercare e adorare Gesù dopo aver visto spuntare la sua stella.
Dopo aver incontrato re Erode, giunsero alla grotta di Betlemme, si inginocchiarono e offrirono tre doni: oro, incenso e mirra. Infine, senza riferire nulla a Erode, tornarono al loro paese d’origine, sparendo dalla narrazione.
L’evangelista non dice quanti fossero, né fa sapere i loro nomi. Il racconto è sobrio, scarno e rapido.
La storia dei Re Magi, dal vangelo agli apocrifi tardivi
Dei Magi parlano anche il Protovangelo di Giacomo e un altro apocrifo, entrambi però dipendenti dal testo evangelico di Matteo.
La storia dei Magi fu arricchita nel Medioevo, i loro nomi Melkon, Gaspar, Balthasar (o Melchior, Jaspar, Balthasar) sembra siano emersi per la prima volta nell’Historia Trium Regum di Giovanni di Hildesheim, opera del 13641L. Scarlini, Natale dei Magi, Einaudi 2011, p. 16.
I Re Magi tra storia e leggenda, cosa dicono gli studiosi
E’ bene premettere che in questo articolo non ci occupiamo degli studi astronomici realizzati sulla “stella di Betlemme”, anche perché non c’è consenso su quale fosse esattamente il fenomeno celeste descritto nel Vangelo di Matteo. La famosa Cometa di Halley? Una rara congiunzione di pianeti o una supernova?
Di questo abbiamo già scritto in passato.
L’intenzione è capire se quella dei Re Magi è storia o leggenda, ascoltando gli specialisti che se ne sono occupati o si sono espressi.
Secondo il biblista Mauro Pesce, ordinario di Storia del cristianesimo all’Università di Bologna si tratta di una «evidente leggenda»2M. Pesce, C. Augias, Inchiesta su Gesù. Chi era l’uomo che ha cambiato il mondo, Mondadori 2006, p. 35.
Dal libro non si capisce se a scrivere questa frase sia stato lui o il co-autore Corrado Augias, noto polemista anticristiano di dubbia competenza.
A livello accademico però la questione non è chiusa, né così evidente.
B.D. Ehrman dell’Università della Carolina del Nord sospende il giudizio spiegando che l’episodio dei Magi non è confermato nelle altre fonti cristiane (Marco e Giovanni), né nelle fonti pre-sinottiche (come Q e L): «Potrebbe essere vero, ma è impossibile stabilirne l’autenticità con il criterio della molteplice attestazione»3B.D. Ehrman, How Jesus Became God: The Exaltation of a Jewish Preacher from Galilee, Harperone 2014, pp. 80, 81.
L’antico storico greco Erodoto (484-425 a.C.) parlò dei Magi come una tribù persiana, una casta di sacerdoti della religione mazdea che coltivava anche lo studio dell’astronomia e dell’interpretazione dei sogni.
Lo storico del cristianesimo Giuseppe Ricciotti ha studiato le convinzioni teologiche della religione mazdea rintracciando l’attesa di un “soccorritore” rappresentato da tre personaggi escatologici futuri, nati dalla stirpe di Zarathushtra, che avrebbero assicurato il trionfo del Bene.
Ecco come conclude Ricciotti:
«Storicamente è del tutto verosimile che verso l’inizio dell’Era cristiana fosse diffusa nella casta dei Magi in Persia la conoscenza dell’aspettativa giudaica di un Re-Messia, che questa aspettativa straniera fosse identificata con l’aspettativa persiana di un “saushyant”-soccorritore e che taluni dei magi si interessassero in una maniera qualsiasi della comparsa di questo gran personaggio»4G. Ricciotti, “Vita di Gesù Cristo”, Rizzoli 1941, p. 270.
Lo storico italiano Franco Cardini ha alluso al fatto che questo giocherebbe a favore della storicità dell’episodio in quanto l’evangelista Matteo non poteva conoscere l’esistenza di Magi persiani.
Ecco le parole di Cardini:
«I Magi veri c’erano, eccome […]. Matteo però, povero pubblicano galileo, dei magi mazdei non doveva saper un bel niente o quasi: com’è che con tanto sostanziale esattezza ha mostrato reminiscenze di tradizioni che noi conosciamo soltanto dall’Avesta, giunteci peraltro attraverso redazione tardive e non anteriori comunque al III secolo d.C.?»5F. Cardini, Avvenire 27/11/2007.
Nel suo Revelation of the Magi (Harperone 2010), Brent Landau, docente di Studi religiosi all’Università dell’Oklahoma e specialista nei vangeli apocrifi, ha rivelato che la storia dei Magi è contenuta anche nel testo apocrifo chiamato Apocalisse dei Magi, conservato in un manoscritto siriaco dell’VIII secolo d.C. e conservato nella Biblioteca Vaticana.
Le prime versioni del testo potrebbero essere state scritte già a metà del II secolo, meno di cento anni dopo la composizione del Vangelo di Matteo. Si tratta di una composizione scritta in prima persona che narra le origini mistiche dei Magi, l’avvistamento della stella e il loro viaggio a Betlemme per adorare il Bambino.
Secondo l’apocrifo, i Magi sarebbero rientrati nel loro Paese e avrebbero predicato la fede cristiana ai loro fratelli, venendo infine battezzati dall’apostolo Tommaso.
Come tutti i testi apocrifi, anche la narrazione dell’Apocalisse dei Magi è leggendaria oltre che molto tardiva, le informazioni contenute non andrebbero prese molto sul serio. Si riferisce che i Magi sarebbero stati almeno 12, i quali non erano né astrologi babilonesi o zoroastriani persiani ma mistici provenienti da una terra lontana chiamata Shir, forse la Cina.
Lo studioso italiano Giulio Firpo, ordinario di Storia romana all’Università di Chieti-Pescara, ha concluso il suo studio sui Magi attribuendo parziale verità all’episodio evangelico:
«Si ritiene possibile che taluni astrologi, interpretando questo evento eccezionale (previsto e registrato a Babilonia e in Egitto) come l’annuncio della nascita di un re (Giove era l’astro del re), si siano diretti proprio verso la Giudea»6G. Firpo, Il problema cronologico della nascita di Gesù, Paideia 1983, p. 61.
La storia dei Re Magi rimane quindi avvolta da dubbi e incertezze.
Sebbene facciano parte della tradizione cristiana natalizia, l’unico testo evangelico che ne parla li cita di sfuggita e le loro origini storiche non sono facilmente rintracciabili. Le informazioni note a livello popolare (il numero, i loro nomi, la loro origine) sono spesso frutto di semplici leggende.
L’analisi storica dei Magi dimostra che gli studiosi del cristianesimo primitivo e delle origini cristiane sono perfettamente in grado di distinguere tra ciò che può essere considerato vero, attendibile o soltanto verosimile e ciò che appartiene alle meno affidabili interpretazioni tardive.








13 commenti a Re magi, storia o leggenda? Cosa dicono gli studiosi?
Sempre molto interessante. A favore della storicità di fondo dell’evento (di cui sicuramente Matteo fa anche riflessione teologica) potrebbe esserci anche un altro dettaglio: il titolo stesso di “magoi” dato ai saggi venuti dall’Oriente. I maghi e la magia erano visti in modo negativo tanto nel mondo ebraico quanto poi nel mondo cristiano, dunque nessun vantaggio a inventare dal nulla una simile tradizione. Quanto alla stella, secondo molti al di là del fenomeno in sé il richiamo è alla profezia di Numeri 24,17. Può darsi certamente che siamo di fronte all’adempimento di una profezia, ma di solito Matteo, da esperto ebreo qual era, riporta le profezie quando si adempiono: in questo caso invece pare non averci pensato. Ragion per cui resta assolutamente plausibile anche la realtà del fenomeno astronomico.
Comunque, è importante ribadire tutto ciò come avete fatto, dato che ormai chiunque si sente in dover di mettere in dubbio qualsiasi cosa (stile Pesce). Lo hanno fatto persino con i pastori, che invece è abbastanza pacifico potessero trovarsi sui campi attorno a Betlemme.
A tal proposito, Redazione, ci sarà anche un bell’approfondimento sui pastori prima di Natale? Dalla loro presenza, mi pare di ricordare, dipendono anche le varie ipotesi sulla data di nascita di Gesù. Grazie.
Grazie, interessante anche il tuo commento!
Mamma mia pure i re magi so veri? Come fa una stella a spostarsi e senza creare cataclismi cosmici!?
O era una cometa?.. una stella-cometa, tipo il sole con la coda.. MAH! Misteri della fede…
Quanto dev’essere bello cullarsi nella propria ignoranza (= “non conoscenza”) e avere beate certezze, tutte sbagliate, ma chissenefrega, no? Prima notizia per te: tutte le stelle si spostano si muovono a velocità elevatissime, e solo per la loro enorme distanza ci appaiono fisse nel cielo. Seconda notizia: le comete (che NON SONO stelle) non solo “soli con la coda”, ma semplici ammassi di ghiaccio e polveri che orbitano attorno al sistema solare e di tanto in tanto lo attraversano, a volte tornando a volte no e sullo sfondo del firmamento si spostano velocemente e senza creare effetti negativi (o peggio disastri) sulla terra, o i tuoi cataclismi cosmici. Secondo alcuni, nel 1910 la Terra avrebbe attraversato la coda della cometa di Halley. Guardi troppi film catastrofici. Terza notizia: l’ipotesi prevalente tra gli scienziati è che si trattasse di un allineamento di due o più pianeti nella costellazione dei pesci, che storicamente era associata a Israele. Anche stavolta, niente cataclismi, gli allineamenti planetari sono nocivi solo nei film di Lara Croft. Buona giornata, fratello.
Siete voi che avete sempre parlato di “stella-cometa”!
Le stelle non si spostano, semmai ruotano con una propria orbita fissata al memento della loro formazione, ma non vanno in giro per lo spazio a segnalare i profeti bambini!
I segni astrali sono la più vecchia forma di fantasia mitologica per segnalare eventi miracolosi nelle varie culture, non esiste nessun allineamento magico, nè la conunità scientifica ha mai perso tempo con una simile baggianata.
Arrivedorci!
Gentilmente Cook ti ha già risposto (“non benissimo con l’astronomia” è un delicato eufemismo, io, che sono cattivo, l’avrei definita “crassa ignoranza”). Magri vai a dare uno sguardo su wikipedia alla voce “Moto proprio”, te la linko qui:
Quindi le stelle non sono fisse, come tu pensi, ma vanno in giro, per l’esattezza ruotano attorno al centro della galassia. Buono studio 😀
ma che hai linkato, mal’hai letto l’articolo? Si parla di rotazioni, di moti apparenti..
che vorresti dire che una stella è partita , se ne è andata per conto suo per dire aiMAGI dove sta la grotta col bambinello (che non dovrebbe conoscere nessuno e a cui nessunodovrebbe importare nulla) e poi è ritornata a posto?
sei proprio matto..
Accusi noi di essere matti però quello che non ragiona sei tu. Continui a parlare di stella in senso proprio, quando ti è stato già spiegato che il fenomeno potrebbe essere stato diverso. Se ti riesce difficile credere che degli astronomi orientali vedendo uno strano fenomeno astrale che stando alle loro conoscenze del tempo poteva indicare un evento eccezionale in Giudea… il tuo problema è con la storia dell’antichità, non con la fede.
Te lo linko di nuovo, magari per sbaglio lo leggi: https://www.uccronline.it/2015/01/06/cosa-videro-i-re-magi-una-cometa-o-due-pianeti-allineati/. Se preferisci c’è anche un recente articolo di un noto portale di divulgazione scientifica: https://www.geopop.it/cosera-la-stella-di-betlemme-le-possibili-spiegazioni-astronomiche/
Baggianate baggianate e intanto ci sono scienziati che si interrogano… chissà come mai
Apprezzo lo sforzo, gentile Cook, ma la saggezza popolare dice che a lavare la testa all’asino si perdono il tempo e il sapone. Temo che la situazione sia simile, anche se non vorrei fare torto agli asini…
Non benissimo con l’astronomia, se posso permettermi. Per fortuna UCCR ha scritto anche in proposito e l’articolo è anche citato qui. Ma repetita iuvant, soprattutto a chi non vuole ascoltare: https://www.uccronline.it/2015/01/06/cosa-videro-i-re-magi-una-cometa-o-due-pianeti-allineati/
Senza contare che il termine greco usato da Matteo, “aster”, è usato per indicare un fenomeno astronomico non meglio specificato. Per gli antichi un po’ tutto era “stella”. Se può far piacere, si può cercare di comprendere cosa fosse il fenomeno in questione, ma sempre senza la presunzione di conoscere meglio i fatti dopo 2000 anni rispetto a chi li aveva conosciuti dopo qualche decennio.