Davvero la Bibbia è il libro più venduto del 2024?

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La Bibbia è il libro più venduto nel 2024. Un dato sorprendente? Non proprio, ogni anno è così e purtroppo acquistare il testo cristiano purtroppo non equivale a leggerlo o orientare la propria vita verso il suo insegnamento.


 

Le vendite totali di libri stampati negli Stati Uniti sono aumentate di circa l’1% quest’anno.

Un dato discreto che enfatizza ancora di più la sorpresa per la crescita del 22% rispetto al 2023 per la vendita della Bibbia.

I dati di BookScan mostrano infatti che nel 2019 sono state vendute 9,7 milioni di Bibbia mentre nel 2024 ad ottobre eravamo già a 13,7 milioni di copie vendute.

 

La Bibbia si vende per crescente bisogno esistenziale?

Il Wall Street Journal riferisce le parole dell’editore di Tyndale House Publishers, Amy Simpson, per la quale l’incremento di vendite è più vistoso verso i membri della Gen Z (nati tra il 1997 e il 2012) e degli studenti universitari.

«C’è una generazione che vuole trovare qualcosa che sembra più solido», dice Simpson.

Questo sembra collimare con i dati riportati nel rapporto State of the Bible 2023, secondo il quale i giovani hanno effettivamente una crescente curiosità per la fede. Il report rivelò che il 44% degli appartenenti alla Gen Z (18-26 anni) si riteneva molto o estremamente curioso di Gesù e/o della Bibbia cristiana.

Dati confermati anche nel 2024 secondo l’American Bible Society.

Tra le altre possibili cause dell’aumento della vendita della Bibbia, secondo il WSJ, ci sono le celebrità che parlano apertamente della loro fede e gli influencer su YouTube, TikTok e altre piattaforme che condividono sempre più coraggiosamente la loro visione cristiana del mondo.

 

Rampini: la Bibbia di Trump non è la più venduta

Alcuni editori ipotizzano anche che questo apparentemente fenomeno derivi dall’ansia e dalla preoccupazione degli americani per il futuro, bisognosi di rassicurazione.

Lo stesso futuro presidente Donald Trump ha definito la Bibbia il suo “libro preferito” in un video su Truth Social, sostenendo che ogni americano dovrebbe averne una copia in casa.

 

Ma, come spiega Federico Rampini nel video qui sotto (pubblicato ora sul nostro canale YouTube), la versione della Bibbia sponsorizzata da Trump non è la più venduta.

 
 

Avere una Bibbia non significa leggerla o viverla

Dobbiamo però smorzare i toni e gli entusiasmi abbastanza ingiustificati dovuti al clamore mediatico e ad alcuni blog cristiani.

Al di là di una effettiva e generale crescita di interesse verso la spiritualità cristiana, questa notizia non offre molto altro.

Innanzitutto perché comprare o possedere una Bibbia non significa affatto leggerla, né tanto orientare la propria vita alla luce del grande insegnamento in essa contenuta.

Cioè l’annuncio del Dio che non ha disdegnato rendersi presenza fisica, permanere nella storia e dare ad ogni istante un significato eterno.

In secondo luogo, la Bibbia oltre ad essere stato il primo libro stampato (nel 1450!), secondo il Guinness dei primati è anche il libro più venduto da sempre, e ogni anno vengono stampate circa 80 milioni di nuove copie.

L’elevata vendite di Bibbie in America non è un’eccezione del 2024. Come riferiva ancora nel 2006 The New Yorker, «la Bibbia è il libro più venduto dell’anno, ogni anno».

E lo stesso accade in tutti i Paesi occidentali, qui su UCCR ad esempio nel 2011 e nel 2013 informavamo che la Bibbia risultava il libro più acquistato in Norvegia.

 

Come sottolineato dal laico scrittore Claudio Magris, il grande successo della Bibbia è la capacità di essere «l’alfabeto per leggere il mondo».

Autore

La Redazione

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