I missionari digitali radunati a Roma: io c’ero e siamo pronti a crescere

missionari digitali

Cos’è avvenuto durante il raduno dei missionari digitali: l’influencer Pietro Calore racconta il weekend guidato dal gruppo “La Chiesa ti ascolta”


 

di
Pietro Calore*

*Filosofo e scrittore

 

Tra sabato 5 e domenica 6 settembre ho partecipato al primo ritrovo italiano dei “Missionari digitali italiani” dopo il Giubileo.

In quell’occasione, nel luglio 2025, ci avevano “battezzati” così: qui il mio reportage.

“Follow unfollow” è stato organizzato dalla sezione italiana de “La Chiesa ti ascolta”, gruppo internazionale nato in occasione del Sinodo sulla sinodalità, su impulso della Santa Sede.

Lo scopo è raccogliere, appunto, i Missionari digitali e gli Influencer cattolici di tutto il mondo, alla cui guida sta l’ex Segretario del Dicastero per la Comunicazione don Lucio Adrian Ruiz (dal 1º settembre 2026 segretario del Dicastero per il servizio della carità) che ci ha accompagnato per tutta la due giorni.

 


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Una comunità che matura

Non eravamo in molti e non perché manchino i missionari digitali italiani, anzi: il gruppo WhatsApp che raccoglie tutti coloro che credono nel progetto conta 122 membri.

Il desiderio di partecipare era grande in tutti, così come si è dimostrata liberale l’organizzazione nel venire incontro alle eventuali difficoltà economiche.

Tuttavia non poteva essere altrettanto libero, a settembre, il calendario di chi, spesso e volentieri, oltre a evangelizzare i social, svolge plurimi impegni nelle parrocchie e/o nelle diocesi, per non parlare di chi fa da segretario a un Dicastero vaticano.

Tanti o pochi, ad ogni modo, l’obiettivo del ritrovo è stato pienamente raggiunto: fare crescere, nel senso di “maturare”, questa comunità.

 


Ero al Giubileo degli influencer, ecco cosa ho visto (e letto)
(05/08/2025)


 

Missionari digitali: l’obbiettivo

Innanzitutto, è stata un’occasione per rendere tutti maggiormente consapevoli delle origini e degli obiettivi de “La Chiesa ti ascolta”, sia internazionale sia italiana, che non ritengo inutile ribadire anche qui a favore dei lettori di UCCR.

Non si tratta di una emanazione del Dicastero della Comunicazione ma una community autonoma, frutto della collaborazione del tutto spontanea di Padre Lucio con figure laiche e sacerdotali di tutto il mondo, che da anni non aspettavano altro che un’occasione per costituire luoghi (digitali) di aggregazione e riconoscimento fra cristiani in missione (digitale), spesso nel totale disinteresse delle proprie chiese locali.

 

missionari digitali

 

Da cristiani nel mondo digitale

In secondo luogo, a partire da questa premessa, sono maturate nei presenti due consapevolezze.

La prima: far parte di questa community non richiede né implica una “approvazione” da parte del Vaticano e, quindi, non è obbligatorio né implica l’adesione a un comune “idem sentire”.

La seconda: senza aspettare chissà quali investiture dall’alto, questa comunità deve entrare in una fase costituente, con il suo impegno e la sua iniziativa, affinché anche in Italia assuma una struttura capace di offrire qualcosa a chi desidera prendervi parte.

In questo senso, al termine della due giorni, ci siamo già messi all’opera creando delle equipe di scopo (di cui io stesso faccio parte) che entro la fine di questo mese dovranno giungere a delle conclusioni.

Lo faremo tenendo come bussola il documento più importante discusso a questo ritrovo: un decalogo di stili di evangelizzazione e comunicazione che, d’ora in poi, ci dovrà caratterizzare sui social come parte integrante della nostra testimonianza.

Una testimonianza di saper vivere da cristiani nel mondo (anche digitale), senza essere del mondo (soprattutto digitale), violento e polarizzato.

 

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Non è una perdita di tempo

Se nel descrivere questo incontro mi fermassi qui, sarei comunque riduttivo: abbiamo creato o rinsaldato amicizie, abbiamo discusso e giocato ma, soprattutto, abbiamo pregato e adorato insieme, affidando a Maria le nostre missioni.

Rispetto a chi, fuori e dentro la Chiesa, vede nel mondo digitale, alla meglio, una perdita di tempo o, alla peggio, un’arena politico-teologica o uno strumento diabolico di perdizione, “La Chiesa ti ascolta” si propone come un porto sicuro per chi vuole innestare il Vangelo nella società digitale.

Affinché, un post alla volta, ne modifichi strutturalmente le dinamiche, rendendole più umane e con ciò più divine.

Restate sintonizzati: siamo solo all’inizio.

 

 

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Autore

Pietro Calore

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4 commenti a I missionari digitali radunati a Roma: io c’ero e siamo pronti a crescere

  • Francesco ha detto:

    Pietro, ancora e sempre complimenti. Tu e tanti altri missionari digitali qui in Italia (penso alla mia conterranea Alumera, Laparoladellafesta, Religione 2.0, ovviamente Paolo Curtaz, Dario Reda) siete davvero il volto bello di come si possa portare il Vangelo anche attraverso i social. Laddove altri (purtroppo anche tra noi cristiani) li usano per dar voce a odio, polemiche e indignazione (anche da parte di presunti “integerrimi difensori” della fede) voi invece li usate per raccontare un incontro vero, profondo con Cristo e l’essere nella comunione con lui famiglia di Dio, cioè Chiesa. Da un giovane a un giovane, grazie.

  • bastafesserie ha detto:

    Bravi, anche se a volte un po’ troppo vittimisti

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