Riabilitare Hans Küng? Una pessima idea giustamente respinta

hans kung

Dalla Germania la richiesta a Leone XIV di riabilitare il dissidente Hans Küng. Un teologo si oppone e spiega perché sarebbe un’autodemolizione del magistero pontificio.


 

La figura di Hans Küng continua a suscitare controversie anche dopo la sua morte, avvenuta nel 2021.

A riaccendere il dibattito è stata recentemente la proposta del teologo tedesco Wolfgang Beinert di una riabilitazione postuma di quel che definisce un “profeta della cattolicità”.

Küng, afferma, ha saputo interpretare con lucidità le tensioni tra Chiesa e modernità, anticipando molti temi oggi al centro del dibattito ecclesiale.

 

La riabilitazione postuma di Hans Küng

L’iniziativa vorrebbe portare ad un riconoscimento ufficiale della legittimità teologica di Küng all’interno della Chiesa, o almeno a una sorta di riconciliazione pubblica che ne riabiliti la figura agli occhi del popolo cattolico.

Si vorrebbe infatti premiare il fatto che il noto teologo, pur criticando aspramente diverse posizioni ufficiali della Chiesa, non l’abbia mai abbandonata e, anzi, abbia continuato a considerarsi un teologo cattolico.

E’ un ragionamento surreale quello di voler premiare l’autorità teologica di un individuo solo perché non è venuta meno l’appartenenza sociologica alla Chiesa.


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Hans Küng, il radicale dissidente

Oltretutto, Küng non aveva soltanto “idee” differenti su alcuni dettagli ma fu un agguerrito sostenitore della fallibilità del Papa, della contraccezione artificiale, dell’aborto libero, dell’eutanasia come diritto cristiano, del celibato femminile, della validità delle ordinazioni anglicane, dell’abolizione del celibato sacerdotale.

Già nel 1979 il Vaticano gli revocò la licenza di insegnare come teologo cattolico e le sue critiche si fecero ancora più feroci.

Gli attacchi quotidiani a Giovanni Paolo II dominarono i grandi media per decenni e la cosa si amplificò con Benedetto XVI, di cui fu un avversario diretto. Lo accusò infatti di aver fallito il pontificato, indicandolo come «l’uomo che da decenni è il principale responsabile dell’occultamento degli abusi a livello mondiale».

In varie occasioni Hans Küng paragonò i vescovi cattolici ai generali nazisti e il Vaticano al Cremlino. Non stupisce che divenne il paladino della rivista MicroMega”.

Con il pontificato di Francesco, il teologo avanzò la teoria che l’allora Papa si pronunciasse contro l’interruzione di gravidanza e il sacerdozio femminile «subendo le pressioni» dell’allora prefetto Gerhard Ludwig Müller e addirittura del Papa emerito, che avrebbe agito come Papa-ombra.

E’ curioso come queste tesi venissero pronunciate in contemporanea a quelle dei tradizionalisti, secondo i quali Bergoglio agiva invece sotto pressione della fantomatica “Mafia di San Gallo”. Ogni schieramento si abbevera dei suoi complotti.

 

Proposta di riabilitazione respinta

Non stupisce che la proposta di riabilitazione pubblica di Hans Küng sia stata stata subito contestata dal teologo Jan-Heiner Tück.

In un intervento su “Communio”, ha respinto l’ipotesi ritenendola teologicamente problematica e potenzialmente dannosa per la coerenza dottrinale della Chiesa: «La coerenza del cattolicesimo ne risentirebbe».

Infatti, ha proseguito, Küng «mise in discussione la competenza ultima del Papa, come se lui, in quanto teologo accademico, avesse la competenza suprema per farlo».

Pur riconoscendo che «aveva una spiccata sensibilità per le questioni contemporanee», accogliere le sue posizioni equivarrebbe a una sorta di “autodemolizione” del magistero pontificio, soprattutto in relazione alla critica del teologo svizzero al dogma dell’infallibilità papale e alla relativizzazione dei dogmi del Concilio Vaticano I.

Difficilmente Papa Leone XIV accoglierà questa richiesta, sarebbe «un atto di slealtà verso i suoi predecessori» ha concluso Jan-Heiner Tück.

Benedetto XVI nelle sue “Ultime Conversazioni” ha dedicato queste parole a Küng:

«Giudicai ingenuamente che Küng, pur parlando troppo e dicendo cose insolenti, in fondo volesse essere un teologo cattolico. Aveva tenuto una conferenza molto bella sull’unità della Scrittura, in cui offriva spunti molto positivi, e altri interventi. Ma non potevo prevedere che poi si sarebbe allontanato sempre di più»1“Ultime conversazioni”, pp. 142-146.

 

Cosa salvare di Hans Küng

Vorremmo comunque spezzare una piccola lancia a favore del noto teologo svizzero.

Il suo monumentale libro di 1093 pagine, intitolato “Dio esiste? Una risposta per oggi” (Campo dei fiori 2012) non solo è decisamente valido ma andrebbe letto più volte.

E’ bello ricordare le persone per il bene che hanno fatto. Se proprio si vuole riabilitare Hans Küng, ci si limiti a ristampare questo interessante libro.

Autore

La Redazione

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