Due conduttori distruggono statua di Gesù: “Con l’Islam non osiamo”

statua gesù

Colpire solo chi porge l’altra guancia. La violenza selettiva ammessa da due conduttori radiofonici, autori della distruzione di una statua di Gesù e di Maria.


 

Sta suscitando indignazione e polemiche quanto accaduto in Belgio.

Durante una trasmissione dell’emittente pubblica Studio Brussel, due conduttori radiofonici hanno distrutto una statua di Gesù e una della Vergine Maria, presentando il gesto come provocazione ironica e un modo spensierato per sfogare le emozioni negative.

L’episodio, rilanciato da diversi media e commentatori internazionali, ha rapidamente superato i confini nazionali, attirando critiche praticamente ovunque.

Un reporter della BBC ha definito l’atteggiamento dell’emittente “ipocrita”, sottolineando una evidente disparità di trattamento nei confronti delle religioni nelle parole degli autori.

 

Uno spezzone del video


Resta aggiornato iscrivendoti ai nostri nuovi canali:


 

“Con l’Islam non ci saremmo permessi”

Oltre all’inqualificabile gesto, infatti, ciò che sconvolge è la serena giustificazione fornita dagli stessi autori che hanno ammesso di non aver temuto particolari conseguenze proprio perché si trattava di un simbolo cristiano.

Interrogato dal giornalista irlandese Colm Flynn, il presentatore Sam De Bruyn ha cercato di minimizzare affermando che il Belgio «non è un paese molto religioso».

Allo stesso tempo, hanno riconosciuto che non si sarebbero mai permessi un simile gesto contro i simboli dell’Islam o dell’Ebraismo, citando la natura “pericolosa” o “inappropriata” di un’iniziativa del genere.

Il timore di reazioni forti o violente li avrebbe fatti desistere.

 

Colpire solo chi porge l’altra guancia

Un evidente doppio standard ormai diffuso nello spazio pubblico europeo, dove il cristianesimo viene spesso percepito come bersaglio “sicuro”, mentre altre fedi godrebbero di una maggiore cautela.

A peggiorare ulteriormente la situazione, gli autori del gesto hanno aggiunto di essere consapevoli di provenire «tutti dalla tradizione cristiana. Quindi è un po’ come ridere di noi stessi».

Ma colpire proprio chi non è incline alla reazione violenta si configura come una forma di bullismo selettivo.

Deliberatamente, si prendono di mira coloro che, per cultura e tradizione, sono abituati a “porgere l’altra guancia”, approfittandosi della docilità evangelica.

Autore

La Redazione

Attenzione: gli algoritmi dei social media stanno rendendo sempre più difficile trovare notizie cattoliche. Seguici sui nostri canali, è facile (e gratuito). Scegli tu quale:

0 commenti a Due conduttori distruggono statua di Gesù: “Con l’Islam non osiamo”

    Invia un commento o una risposta



    Commentando dichiari di accettare la Privacy Policy