La tomba di Gesù, il grande falso di Talpiot

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Quali argomenti contraddicono che la tomba di Talpiot sia appartenuta a Gesù di Nazareth? La comunità scientifica è concorde: è stata un’operazione mediatica fraudolenta.


 

C’è qualcuno che crede ancora alla tomba di Talpiot, come quella appartenuta a Gesù di Nazareth?

Nel 1980, durante la costruzione di un complesso residenziale nel quartiere di Talpiot, a Gerusalemme, venne scoperta una tomba ebraica del I secolo contenente diversi ossari.

Per anni la scoperta rimase ignorata dal grande pubblico ma nel 2007 esplose una clamorosa polemica quando il regista canadese James Cameron e il giornalista Simcha Jacobovici presentarono un documentario sostenendo che quella tomba fosse nientemeno che il sepolcro di Gesù e della sua famiglia.

 

L’operazione mediatica sulla tomba di Talpiot

Secondo i promotori della teoria, tra gli ossari rinvenuti ve ne sarebbe uno con l’iscrizione “Gesù figlio di Giuseppe”. Altri riportavano nomi come “Maria”, “Mariamne”, “Matteo”, “Joseh” e “Giuda figlio di Gesù”.

Da questa combinazione di nomi, fu sostenuta perfino l’ipotesi che Gesù fosse sposato con Maria Maddalena e avesse avuto un figlio chiamato Giuda.

Il documentario fu trasmesso da Discovery Channel con il nome di “The Lost Tomb of Jesus”, che trasformò rapidamente la questione in un caso mediatico internazionale.


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La reazione del mondo accademico

La reazione del mondo accademico, tuttavia, fu immediata e fortemente critica. La pagina di Wikipedia dedicata al documentario è piuttosto completa.

Uno dei pochi studiosi ad aderire all’ipotesi fu James D. Tabor (Università della Carolina del Nord) ma, come abbiamo visto in passato, non è ritenuto un ricercatore affidabile.

Alcuni argomenti contro la tesi di Cameron, Jacobovici e Tabor sono stati elencati qualche mese fa dal prof. Craig Evans, professore emerito di Nuovo Testamento presso l’Acadia Divinity College (Canada).

Si fa presente, innanzitutto, che numerosi archeologi e studiosi del Nuovo Testamento sottolinearono che la tomba di Talpiot appartiene a una tipologia di sepolcro scavato nella roccia tipica delle famiglie benestanti di Gerusalemme nel I secolo. La famiglia di Gesù, proveniente dalla Galilea e di condizioni modeste, difficilmente avrebbe posseduto una tomba di questo tipo nella capitale giudaica.

Anche le iscrizioni sugli ossari sollevano seri problemi.

Nei Vangeli, Gesù è sempre identificato come “Gesù di Nazareth”, mentre sull’ossario compare semplicemente la formula molto comune “Gesù figlio di Giuseppe”. In un contesto come quello di Gerusalemme, dove i nomi “Gesù”, “Maria” e “Giuseppe” erano estremamente diffusi, questa combinazione non ha nulla di straordinario dal punto di vista statistico.

Altri dettagli risultano ancora più problematici.

Tra i nomi presenti nella tomba compare “Matteo”, personaggio che non risulta appartenere alla famiglia di Gesù secondo alcuna fonte antica. Inoltre l’iscrizione interpretata come “Joseh”, che i sostenitori della teoria identificavano con il fratello di Gesù citato nel Vangelo di Marco, in realtà corrisponde a un nome diverso, “Yosah”, e non al termine corretto che sarebbe stato utilizzato per indicare quel personaggio.

 

La moglie e il figlio di Gesù

Particolarmente controversa è poi l’interpretazione dell’ossario con l’iscrizione “Giuda figlio di Gesù”.

L’ipotesi che Gesù fosse sposato e avesse figli non trova alcun sostegno nelle fonti storiche antiche, nemmeno nei testi gnostici del II secolo spesso citati in queste discussioni.

Se una moglie o dei figli di Gesù fossero esistiti, osservano gli studiosi, non solo non ci sarebbe stato alcun problema a riferirlo (molti degli apostoli erano sposati, a partire da Pietro) ma sarebbero anche state figure di primo piano nella Chiesa nascente e non personaggi completamente sconosciuti alla tradizione cristiana.

Infine, anche alcuni presunti simboli cristiani presenti sulla tomba si sono rivelati interpretazioni errate. Il motivo decorativo con un timpano sopra una rosetta, indicato nel documentario come un segno cristiano primitivo, era in realtà un simbolo ebraico già diffuso molto prima della nascita del cristianesimo e legato al Tempio di Gerusalemme.

 

Per la comunità scientifica la teoria della “tomba di Gesù” non ha mai avuto credibilità ed è un esempio di ricostruzione sensazionalistica basata su interpretazioni arbitrarie dei dati archeologici.

Molti sottolineano che, presi singolarmente, gli argomenti sono già deboli. Considerati insieme, rendono l’identificazione della tomba di Talpiot con quella di Gesù praticamente impossibile.

Autore

La Redazione

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