Cosa ci fa Hitler sulla vetrata di una chiesa in Germania?
- Ultimissime
- 26 Nov 2025

Come l’arte cristiana reagì al totalitarismo nazista. Un’opera di resistenza della Chiesa fu inserire Hitler nelle vetrate delle parrocchie in forma demoniaca o altamente simbolica.
In diverse chiese in Germania e Francia si nascondono immagini “scandalose”.
Tra scene evangeliche e bibliche, in mezzo a patriarchi, santi e apostoli, compare nientemeno che Adolf Hitler!
Ma come? Parrocchie cattoliche che glorificano il leader di un regime criminale? E’ una tipica reazione da social, di coloro che si fermano ai titoli, che si scandalizzano subito e per professione e scaricano commenti senza riflettere, senza approfondire.
Basta infatti informarsi, recarsi sul posto o guardare le immagini per capire immediatamente il contesto in cui queste opere sono state create.
Hitler tra gli idoli
Per la copertina di questo articolo, ad esempio, abbiamo scelto ciò che appare sulla vetrata della piccola chiesa di Vasperviller, un villaggio di 300 abitanti in Lorena (Francia).
La protagonista è Rachele, una figura biblica nota per un episodio contenuto in “Genesi” in cui ruba gli idoli del padre, Giacobbe, quando questi fuggì con la sua famiglia.
Nella vetrata la donna è raffigurata mentre prende un idolo ancora in piedi sul piedistallo, tenendo sotto il braccio sinistro tiene il busto di Hitler. Un messaggio che non serve nemmeno spiegare.

Hitler in chiesa al posto di Satana
Un’altra vetrata, forse ancora più famosa, è quella presente nella cittadina tedesca di Weil der Stadt, all’interno della chiesa di San Pietro e Paolo.
L’immagine si trova sul lato destro della navata, dietro il fonte battesimale, ed è parte di una composizione a più riquadri che racconta scene della vita di Gesù.
Uno di questi riquadri raffigura la tentazione di Cristo nel deserto tratta dal Vangelo di Matteo e l’artista decise di porre Hitler al posto di Satana, colui che offre tutti i regni del mondo in cambio della sua adorazione.
L’opera risale al 1939-1940, quasi al culmine del potere nazista, un momento in cui osare un simbolismo del genere poteva costare la vita.
L’autore è JoKarl Huber, artista tedesco finito nel mirino del regime. Fu il sacerdote della parrocchia, don August Uhl, anch’egli implacabile critico del nazismo, a commissionargli la vetrata come forma di solidarietà, resistenza artistica e rinascita simbolica.
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Hitler e Mussolini in una chiesa in Austria
Un caso curioso è quello in Austria, dove oltre a Hitler nella vetrata fu inserito anche Benito Mussolini.
La vetrata si trova nella chiesa parrocchiale “Al Sacro Sangue” di Herrengasse, nel centro di Graz. I due dittatori sorridono minacciosi mentre assistono alla passione e alla tortura di Gesù.

L’arte come forma di resistenza
In almeno altre quattordici chiese, tra Germania, Francia e Austria, il Führer è rappresentato sulle vetrate, sempre in ruoli demoniaci o simbolici.
L’arte cristiana dell’epoca reagì infatti al totalitarismo nazista con mezzi sottili, sfruttando il linguaggio simbolico per denunciare il male che stava avvolgendo la società.
Come già abbiamo sottolineato in passato, terminata la guerra Hitler avrebbe distrutto la Chiesa cattolica in Germania. Questa era la sua intenzione dichiarata.
Uno dei più grandi esperti del dittatore tedesco, lo storico britannico Ian Kershaw, nella sua celebre biografia citò su questo il grande ideologo del nazismo e braccio destro di Hitler, Joseph Goebbels:
«È chiaro che troveremo una soluzione dopo la guerra. C’è un’opposizione insolubile tra la visione cristiana del mondo e una visione eroico-tedesca»1I. Kershaw, “Hitler 1936-1945: Nemesis”, Penguin Edition 2001, pp. 381-382.








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