Argentina, l’Accademia di Medicina stoppa la transizione di genere
- Ultimissime
- 21 Nov 2025

La più autorevole società di Medicina si oppone alla “deleteria” terapia di genere: “minaccia il sesso reale”, dice, sostituendolo con “un’incoerente percezione di genere”.
Anche in Argentina si fa largo il progresso.
Dopo che nel febbraio scorso il governo ha bandito le pericolose pratiche della (pseudo)terapia di affermazione di genere, anche l’Academia Nacional de Medicina di Buenos Aires si è finalmente pronunciata.
La principale e più antica accademia medica argentina ha infatti rilasciato una dichiarazione opponendosi nettamente ai trattamenti medici e chirurgici per la transizione di genere nei minori di 18 anni.
L’Academia Nacional di Medicina contro i trattamenti gender
L’istituzione ha dichiarato ufficialmente che «non avalla alcun trattamento» rivolto al tentativo di modifica del sesso biologico nei bambini e negli adolescenti, incluse terapie ormonali, blocco della pubertà o interventi chirurgici.
I medici argentini hanno motivato la presa di posizione su basi etiche e scientifiche, parlando esplicitamente di «conseguenze deleterie» di questi trattamenti sulla salute fisica, «spesso irreversibili», e sulla salute psicologica.
L’Accademia ha inoltre affermato che, al contrario di quanto sostengano i gender studies, non esistono «verità scientifiche comprovate», tanto che la medicina affermativa è stata abolita in numerosi Paesi occidentali dove inizialmente venne promossa.
Si citano Finlandia, Svezia, Norvegia, Inghilterra, Paesi Bassi e diversi stati degli Stati Uniti.
“Il sesso è reale, il genere è percezione incoerente”
Il passaggio più forte e inaspettato però deve ancora arrivare.
Queste pratiche, prosegue infatti la nota, «costituiscono una promessa inconsistente che mette in pericolo il sesso reale, quello biologico, tentando di sostituirlo con un’incoerente percezione sociologica e volontaristica del genere».
Una dichiarazione netta che smentisce radicalmente l’esistenza del “genere”.
L’alternativa proposta per i minori affetti da disforia di genere è quella di un approccio olistico e globale, non strettamente medico. Devono essere coinvolte le famiglie, innanzitutto, oltre che «i servizi di salute mentale».
Le istituzioni scientifiche contro terapia di genere
L’Academia Nacional di Medicina è solo l’ultima di una lunga lista di società scientifiche a prendere una simile posizione.
Dal 2023 la Royal Australian and New Zealand College of Psychiatrists (RANZCP) ha iniziato a favorire l’intervento psicologico ai trattamenti ormonali e chirurgici a causa della limitatezza di prove.
Evidenza già segnalata nel 2024 addirittura dall’OMS e nel 2021 dall’Agency for Healthcare Research and Quality degli Stati Uniti, che ha riconosciuto la mancanza di «linee guida basate su prove scientifiche aggiornate per la cura dei bambini transgender, in particolare per i benefici e i rischi della soppressione puberale, l’affermazione medica tramite la terapia ormonale e l’affermazione chirurgica.
Nel 2024 il National Health Service (NHS) del Regno Unito nel 2024 ha deciso di vietare i bloccanti per la pubertà ai bambini affetti da disforia di genere, mentre il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) ne ha negato l’efficacia clinica.
In Finlandia, il Council for Choices in Health Care dal 2020 adotta il trattamento psicoterapico per questi giovani, limitando fortemente la soppressione della pubertà e vietando i trattamenti chirurgici.
L’European Confederation of Child and Adolescent Psychiatry ha pubblicato nel 2024 una dichiarazione sulla disforia di genere invitando gli operatori sanitari a «non promuovere trattamenti sperimentali e inutilmente invasivi con effetti psicosociali non dimostrati», ribadendo «la scarsa affidabilità e l’instabilità di una diagnosi di disforia di genere».
L’American College of Pediatricians (ACPeds) nel 2018 ha concluso che:
- La disforia di genere non è un tratto innato;
- L’80-95% dei bambini con disforia di genere accetterà spontaneamente la realtà del proprio sesso biologico entro la tarda adolescenza;
- La terapia affermativa di genere è una forma di sterilizzazione che viola la reale volontà dei giovani, cognitivamente incapaci di fornire un consenso informato;








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