Alex O’Connor, l’astro dell’ateismo non può smettere di pensare a Gesù
- Ultimissime
- 21 Nov 2025

Il divulgatore Alex O’Connor confessa la plausibilità del cristianesimo ed il fascino per Gesù. Se potesse viaggiare nel tempo andrebbe da Lui: “Sei ciò che dici di essere?”.
Per anni è stato definito il futuro del “nuovo ateismo”.
Il 26enne Alex O’Connor ha però progressivamente deluso tutti.
Anzi, in una recente puntata del suo popolare podcast “Cosmic Skeptic” ha spiegato perché ha realizzato che il cristianesimo è molto più plausibile di quanto abbia sempre pensato.
Chi è Alex O’Connor
O’Connor è un noto pensatore e divulgatore britannico, cresciuto come ateo ha spesso dibattuto sulla natura di Gesù, sulla sua divinità e sul significato storico dei Vangeli con tantissimi esponenti internazionali.
La sua prospettiva combina scetticismo critico e interesse per lo studio storico, rendendolo un interlocutore originale nel dialogo contemporaneo su fede e ragione.
Dal “nuovo ateismo” alla straordinarietà di Gesù
Il 3 novembre scorso è tornato a parlare di Gesù, definendolo una «figura storica straordinaria che ha fatto qualcosa di straordinario».
Ciò che lo ha colpito, spiega O’Connor, è la stranezza accaduta di un gruppo di persone che ha iniziato abbastanza presto ad adorarlo, un fenomeno radicalmente insolito specialmente in una cultura ebraica. «Per me, arrivare ai Vangeli da una prospettiva accademica mi aiuta a capire chi fosse questa figura».
Ma da quale posizione è partito?
«Ero piuttosto d’accordo con tutta la questione del “nuovo ateismo”», ricorda il divulgatore. «Sai, quel tipo di cose di Richard Dawkins e Christopher Hitchens, era davvero popolare e combattivo. Ne ero davvero trascinato, pensavo fosse davvero eccitante e figo».
Poi dice di essere maturato (è del 1999), iniziando a «scrollarselo di dosso» e, grazie ai confronti per il podcast «ho capito che il cristianesimo è molto più interessante e intricato, e direi anche più plausibile di quanto avessi mai pensato. Ma, sai, non sono ancora un cristiano».
O’Connor ha anche spiegato che si trova sempre più spesso a difendere l’autorevolezza dei Vangeli nei confronti di scettici radicali. E lo fa dicendo loro che anche se l’unica informazione su Churchill derivasse da un libro di citazioni apocrife, che lui non ha mai pronunciato ma che la gente credeva avesse detto, «otterremmo comunque un quadro abbastanza affidabile del tipo di persona che era Winston Churchill».
Nel peggiore dei casi, dice, avremo comunque un’immagine piuttosto buona. E i Vangeli hanno un’autorevolezza assolutamente superiore a questo scenario.
“Vorrei incontrare Gesù e chiedergli: “Sei Tu?
Il giovane divulgatore si mostra così interessato a Gesù che, alla domanda se si potesse un giorno viaggiare indietro nel tempo, risponde senza esitazione: «Ovviamente andrei ad incontrare Gesù».
Ma in quale momento della sua vita? «Se avessi solo cinque minuti, andrei al momento della crocifissione». Vorrebbe assistere alle teofanie descritte nei vangeli, l’apertura del cielo, l’eclissi solare e lo squarcio nel terreno.
Poi vorrebbe vedere il primo cristiano romano, quel centurione che stava di fronte a Gesù crocifisso e, vistolo spirare, esclamò: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!» (Mc 15,39).
Ma in realtà, prosegue Alex O’Connor, si accontenterebbe di incontrarlo mentre cammina durante il suo ministero, dicendogli: «Ascolta, uomo, ho solo cinque minuti. Chi sei? Sei il Messia? Sei Dio? Stai affermando di essere Dio? Questo è ciò che vorrei fare. Vorrei fare quella domanda».
Perché è affascinato da Giovanni Battista
Il giovane divulgatore spiega nell’intervista che un altro aspetto dei Vangeli che lo affascina è il rapporto di Giovanni Battista con Gesù. Lo conosceva dal grembo di sua madre e battezzandolo sapeva che era il Messia.
«Eppure», riflette O’Connor, «quando finì nel carcere di Erode e ha la possibilità di mandare un messaggio ai suoi discepoli, l’unica cosa che dice è: “Tornate da Yeshua, chiedetegli: “Sei davvero chi dici di essere? Sei tu?”».
Di fatto sono le stesse domande che anche lui farebbe. «Mi piace perché, se anche Giovanni Battista aveva dubbi, allora posso averli anch’io». Per questo gli piacerebbe anche viaggiare nel tempo e tornare al battesimo di Gesù.
«Se mai incontrerò uno scienziato che mi dice che stanno lavorando sui viaggi nel tempo, saprò chi chiamare per tornare indietro e incontrare Giovanni Battista».
Alex O’Connor mostra che anche uno scettico “di professione” può interrogarsi profondamente sul Gesù storico, sul suo ministero e sul significato dei Vangeli.
Lui lo fa molto bene, combinando curiosità intellettuale ad un fascino umano per una figura così incredibile da restare nei pensieri anche di chi non ha il dono della fede.








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