New York, boom di conversioni cattoliche secondo il New York Post

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Cosa succede a New York? Il numero dei cattolici cresce grazie alle conversioni di adulti che richiedono il percorso del catecumenato. Un’inchiesta del “New York Post”.


 

Nella città più cosmopolita al mondo sta succedendo qualcosa.

Parliamo di New York e lo annuncia una fonte imparziale e autorevole come il “New York Post”.

 

Le conversioni al cattolicesimo a New York

Nelle parrocchie si assiste infatti ad un aumento significativo di adulti che decidono di abbracciare la fede cattolica, secondo quanto riferito dall’OCIA, l’Ordine di Iniziazione Cristiana per Adulti, il percorso che porta alla conversione.

All’interno di una piccola inchiesta del “Post” si riferiscono le parole di padre Jonah Teller, della chiesa di St. Joseph a Greenwich Village, secondo cui il numero di iscritti al catecumenato è triplicato rispetto all’anno precedente, arrivando a circa 130 adulti.

Stesso fenomeno anche a St. Vincent Ferrer, nell’Upper East Side, dopo le adesioni sono raddoppiate, raggiungendo in questo momento quasi 90 persone.

Raddoppio di numeri si è verificato anche presso la Saint Patrick’s Old Cathedral: circa 100 convertiti, con la messa domenicale delle 19 che è in evidente sovraffollamento.

Tanto che il parroco, padre Daniel Ray, ha dichiarato che la comunità sta considerando di aggiungere altre messe per far fronte all’afflusso.

Se si passa al distretto di Brooklyn, nel 2024 sono stati 538 adulti a chiedere ufficialmente l’ingresso nella Chiesa cattolica, quasi il doppio rispetto all’anno precedente.

Già nell’aprile scorso lo stesso quotidiano americano, non certo tenero verso il cattolicesimo, aveva constatato una «conversione di massa» dei giovani alla fede cattolica.

 

Perché convertirsi a New York?

Secondo i sacerdoti coinvolti, si tratta di una ricerca autentica: molti giovani adulti – professionisti, sportivi, imprenditori – affermano di sentirsi spiritualmente insoddisfatti, nonostante il successo lavorativo e l’abbondanza di offerte fornite dalla città più “simbolica” al mondo.

Il “New York Post” sostiene anche che un’incremento di partecipanti alla liturgia si è verificato dopo l’uccisione nel settembre scorso dell’attivista conservatore Charlie Kirk, un protestante evangelico pur vicino al cattolicesimo. Per tutta l’America è stato un momento dirompente.

Alla base di questa riscoperta della fede vi sarebbe un mix di motivi profondi: l’instabilità sociale, la ricerca di equilibrio e significato in un mondo caotico e polarizzato (sintomo amplificato dopo l’omicidio di Kirk), la disillusione nei confronti delle ideologie moderne, la perdita personale e un desiderio di comunità.

Padre Teller ritiene che la forza di attrazione stia proprio nella profondità del cattolicesimo: «Materialmente abbiamo tutto a portata di mano, ma non raggiungiamo i nostri cuori», spiega, indicando come la liturgia, la tradizione e l’insegnamento cattolico forniscano risposte che il mondo moderno fatica a offrire.

 

Alcune storie raccolte dal “New York Post”

Tra le storie più emblematiche emergono quelle di Cindy Zhao, operatrice sanitaria che si è avvicinata al cattolicesimo dopo la morte del cugino, e di Liz Flynn, carpentiere di Brooklyn, che ha trovato Dio quasi per caso leggendo un libro al Cracker Barrel, un negozio di souvenir.

La preghiera del rosario e la devozione a Maria le hanno offerto una serenità che, fino a quel momento, le era mancata.

C’è anche chi racconta di un vuoto interiore non colmato dal successo professionale: «Sulla carta avevo tutto, ma dentro non sentivo nulla», confessa Kiegan Lenihan, 28 anni, passato dall’ateismo di Dawkins e Hitchens alla fede cattolica.

Secondo lui, la Chiesa offre una struttura stabile, un sistema di valori chiaro e un senso di appartenenza che le ideologie contemporanee non riescono più a dare.

L’imprenditore Ben Cook, 32 anni, si definisce «un ragazzo progressista di San Francisco». Cresciuto da genitori hippie, ha incontrato due cattolici che erano «innegabilmente gli amici più sani, felici e equilibrati che avessi». Da allora ho iniziato a scoprire qualcosa di più radicale di ogni rivoluzione progressista: la fede.

«Perché il cattolicesimo?», si chiede il 22 enne Ian Burns dell’East Village, fresco di laurea all’Università del Michigan. «Sento di aver bisogno di qualcosa su cui appoggiarmi. È la religione originaria del cristianesimo e volevo arrivare alla radice, non ai singoli rami».

 

E’ un processo che sembra iniziato già prima dell’elezione dell’americano Leone XIV e, almeno leggendo quanto riferiscono i testimoni, sembra essere molto più di una semplice tendenza passeggera.

E’ significativo che avvenga in una metropoli che molti consideravano ormai troppo moderna – e secolarizzata – per essere fertile alle vocazioni di fede.

Autore

La Redazione

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