Tre papi vedono in questo libro una profezia dei nostri tempi
- Ultimissime
- 15 Nov 2025

Ratzinger, Papa Francesco e il card. Prevost hanno parlato de “Il padrone del mondo” di Benson come profetico per comprendere il mondo secolarizzato di oggi.
Un libro per tre Papi.
È sorprendente che tre Pontefici o futuri tali abbiano richiamato la medesima opera letteraria come monito per la società moderna.
Parliamo del libro “Il padrone del mondo”, scritto nel 1907 da Robert Hugh Benson, sacerdote cattolico convertitosi dall’anglicanesimo. La trama anticipa con inquietante lucidità alcuni dei mali del nostro tempo.
Papa Francesco e la colonizzazione ideologica
Fu Papa Francesco nel 2015 a raccomandare il testo durante un volo di ritorno dalle Filippine, affermando che leggendo il libro si comprendeva cosa intendeva per “colonizzazione ideologica”: un futuro dominato da un relativismo estremo, da un progresso disancorato da ogni verità spirituale.
Nel 2023 lo citò nuovamente incontrando il mondo della cultura in Ungheria e lo definì “profetico” perché, pur scritto oltre un secolo prima, parla di un futuro «dominato dalla tecnica e nel quale tutto, in nome del progresso, viene uniformato: ovunque si predica un nuovo “umanitarismo” che annulla le differenze, azzerando le vite dei popoli e abolendo le religioni. Abolendo le differenze, tutte».
E’ ancora una volta il tema della colonizzazione ideologica che premeva Francesco, l’omologazione anestetizzante che porta, disse, a «scartare i malati e applicare l’eutanasia, così come abolire le lingue e le culture nazionali per raggiungere la pace universale, che in realtà si trasforma in una persecuzione fondata sull’imposizione del consenso».
Ratzinger e “Il padrone del mondo” come Anticristo
Anche il futuro Benedetto XVI, nel lontano 1992, parlò dello stesso libro.
Citando “Il padrone del mondo”, Ratzinger ricordò che in esso «l’Anticristo viene rappresentato come il grande portatore della pace di un simile nuovo ordine del mondo». E una tale omologazione dell’umanità, proseguì, «oggi deve essere considerata come un pericolo reale, che deve essere contrastato».
Anche Prevost consigliò lo stesso libro
Tornando nel 2023, sul libro di Benson si soffermò anche il futuro Leone XIV.
In occasione della sua creazione a cardinale, mons. Robert Francis Prevost rilasciò un’intervista raccomandò il libro di Benson, che hai il merito di mettere in guardia da ciò che potrebbe accadere ad un mondo senza fede.
Di cosa parla “Il padrone del mondo”
Ma di cosa parla “Il padrone del mondo” per essere stato raccomandato da tre pontefici (o futuri tali)?
Scritto all’inizio del Novecento, dipinge una distopia profetica ambientata nel XXI secolo in cui il cristianesimo è in gran parte in declino, mentre l’umanesimo secolare ha preso piede, con élite politiche e culturali unite attorno a un leader globale carismatico.
Il romanzo racconta il trionfo del secolarismo e Benson crea un culto quasi religioso dell’“umanità” (l’umanitarismo) che non è soltanto un’etica progressista, ma una vera e propria religione alternativa.
Uno dei personaggi centrali è Julian Felsenburgh, enigmatico, poliglotta, dotato di un carisma straordinario. Egli emerge come figura mediatrice tra le grandi potenze mondiali e, tramite una vita regolata da una razionalità tecnocratica, promuove un nuovo ordine globale: predica la pace universale, l’uguaglianza, l’unificazione culturale, ma nasconde ambizioni ben più profonde.
La pace che riesce ad ottenere non nasce dalla giustizia, né dal riconoscimento della dignità dell’uomo, ma dall’imposizione garantita dal divieto di ogni dissenso, visto come ostacolo al benessere collettivo. Chi crede in Dio viene etichettato come nemico della pace perché contrasta con un modello di umanità uniforme, senza radici, senza trascendenza.
I cristiani vengono emarginati, perseguitati e padre Percy Franklin, nonostante le sue debolezze, è un’altra figura chiave che verrà eletto Papa con il nome di Silvestro III, simbolo di una Chiesa che resiste con coraggio.








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