Francia, che fine han fatto i 20mila adulti battezzati nel 2025?
- Ultimissime
- 12 Nov 2025

Durante la veglia pasquale del 2025 si sono battezzati in migliaia in Francia. E oggi? Che fine hanno fatto? Un piccolo approfondimento su chi prosegue e chi si è perso.
Quasi 20mila persone si sono battezzate durante la Veglia Pasquale in Francia nel 2025.
Oltre 10mila gli adulti veri e propri, e circa 8mila gli adolescenti, tra gli 11 e i 17 anni. Sono numeri sorprendenti per un Paese aggredito dal più avanzato secolarismo.
Tuttavia, la domanda che emerge subito è: cosa è accaduto a queste persone a sei/sette mesi di distanza?
I battezzati adulti in Francia
Pochi mesi fa il card. Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza episcopale di Francia, sottolineava che l’accompagnamento de neo-convertiti era la nuova priorità pastorale della Chiesa in Francia.
Questo perché il momento successivo al battesimo è forse quello più delicato: fino al momento dell’iniziazione, i catecumeni sono sostenuti da incontri regolari, formazione comunitaria ed un cammino visibile. Ma appena dopo l’ingresso nella Chiesa, quella continuità può venir meno.
E’ il momento in cui devono iniziare a camminare da soli.
Chi non prosegue e chi si mette al servizio
Uno di loro, un giovane studente, ha descritto così il momento: «Dopo il battesimo sono stato lasciato a me stesso. Ho sentito una specie di rilassamento spirituale. Avrei voluto seguire un programma per continuare a ricevere una guida».
In ambienti rurali, in particolare, il rischio dell’isolamento è concreto. Così, in una parrocchia delle Deux-Sèvres, un gruppo di giovani tra i 15 e i 18 anni ha deciso di ritrovarsi una volta al mese.
Ma è un appuntamento troppo diradato nel tempo e, anche quest’anno accadrà ciò che è avvenuto in passato: molti convertiti non proseguiranno verso la cresima.
Nelle grandi città il panorama è invece più dinamico.
Presso la parrocchia universitaria di Tolosa, ad esempio, i nuovi battezzati si sono messi al servizio come animatori o in iniziative di carità, qualcuno si è dedicato interamente al volontariato in parrocchia.
«Continuo a recarmi a messa la domenica e ci vado anche una volta in mezzo alla settimana», dice Fabio, studente di ingegneria di 19 anni. Si è anche unito agli Scout perché «voglio dare qualcosa di quel che ho ricevuto».
Un cristiano solo è un cristiano in pericolo
Il punto decisivo è ciò che riferisce Joël, che ha invece scelto di occuparsi della sicurezza della parrocchia: «Un cristiano solo è un cristiano in pericolo».
Questa è la più grande verità del cristianesimo, a cui teniamo tantissimo. E forse è anche la più dimenticata.
Già nel 2024 il quotidiano “Le Monde” riconosceva l’inaspettato aumento dei battesimi degli adulti in Francia, quando l’episcopato registrò un aumento del 31% dei casi rispetto al 2023. Numeri letteralmente esplosi nel 2025.
Ma le criticità non sono diminuite, soprattutto quelle riguardanti il passaggio dal momento della conversione all’integrazione nella comunità.
Il vero banco di prova è far sì che il battesimo non sia un punto d’arrivo, ma l’inizio di un cammino che trovi terreno fertile e comunità disposte a farlo crescere.
Un cristiano solo, è un cristiano in pericolo.








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