Perché il panpsichismo sta sostituendo il materialismo

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Cosa sta accadendo nelle neuroscienze? Un lento cambio di paradigma a favore del panpsichismo dopo la crisi del materialismo a causa della scienza moderna.


 

Un cambiamento silenzioso, ma profondo.

Nell’attuale scenario filosofico e neuroscientifico sta accadendo qualcosa, anno dopo anno. Il materialismo è in crisi e cresce lentamente l’interesse per posizioni alternative, radicalmente opposte.

Ne abbiamo parlato già un anno fa, osservando la morte del fisicalismo e prendendo atto dell’osservazione dello specialista Marc Wittmann che «l’assurdità dell’auto-negazione e della negazione della coscienza fenomenica è oggi contrastata da una forma di idealismo che proclama che la coscienza è tutto ciò che esiste».

Mentre il materialismo ha sempre promesso di poter spiegare ogni fenomeno a partire da processi fisici o chimici, compresa la coscienza, i pensieri e le emozioni, le nuove teorie scientifiche hanno trasformato il sogno in illusione. Quella visione del mondo è diventata insostenibile.

E’ così che in ambito accademico è emerso l’interesse per posizioni alternative e il panpsichismo è attualmente il modello più gettonato.

 

Cos’è il panpsichismo?

Ma di cosa si tratta? E cosa significa panpsichismo?

Il panpsichismo moderno risale un’antica credenza filosofica secondo cui una qualche forma di coscienza può essere trovata in tutte le cose, in ogni elemento della realtà. Deriva dal greco pan, cioè “tutto”, e da psyche, cioè “anima, mente”.

Mentre il materialismo negava radicalmente ogni aspetto “non materiale”, per l’appunto, il panpsichismo sostiene che tutta la realtà possiede una forma di esperienza o interiorità. Da un estremo all’altro.

E’ bene precisare che i panpsichisti non sostengono che ogni cosa sia “cosciente”, come lo è l’uomo, ma che persino le particelle elementari, gli atomi o i sistemi fisici abbiano un aspetto mentale primitivo, una sorta di “proto-coscienza”.

 

Chi sono i panpsichisti

Ma perché il panpsichismo sta avendo così successo? Perché se ne parla come una teoria seria su riviste specialistiche come New Scientist?

Il motivo è che è ormai convinzione comune che la coscienza non possa essere emersa all’improvviso, per caso, dal nulla.

Per i panpsichisti la coscienza è piuttosto una proprietà fondamentale dell’universo, una dimensione costitutiva dell’essere, così come lo spazio, il tempo o la massa.

Sono sempre più numerosi gli scienziati, i neuroscienziati e i filosofi che stanno abbracciando questa dottrina, pur in forme diverse.

Tra i più noti c’è Christoph Koch, noto per aver perso la celebre scommessa con David J. Chalmers quando nel 1999 sostenne che entro 25 anni si sarebbe trovato il meccanismo neuronale che produce la coscienza.

Oggi sostiene che «la coscienza è un aspetto intrinseco e fondamentale della realtà» e che tale esperienza «si trova in luoghi inaspettati, inclusi tutti gli animali, grandi e piccoli, e forse persino nella materia bruta stessa». Arrivando a riconoscere che «l’universo si rivela un luogo ordinato, molto più razionale di quanto la modernità, accecata dalla sua supremazia tecnologica sul mondo naturale, creda».

Koch aderisce alla Teoria dell’informazione integrata teorizzata dall’italiano Giulio Tononi, una forma di “panpsichismo soft” attribuendo la coscienza solo a ciò che contiene un certo grado di potere causa-effetto irriducibile.

 

Panpsichismo, una via di fuga sulla coscienza

La spiegazione della coscienza è quindi la pietra d’inciampo del materialismo, d’altra parte è incapace di rispondere a questa semplice domanda: se le nostre menti sono solo illusioni o rumore cerebrale, perché dovremmo prestare fede al materialismo o a qualsiasi altra cosa il nostro cervello produca?

Il filosofo Galen Strawson è tra coloro che sono passati lentamente dal fisicalismo al panpsichismo riconoscendo più sensato sostenere che la coscienza emerga a partire dagli elettroni piuttosto che non esista.

Secondo molti scienziati cristiani, il panpsichismo appare però più come una via di fuga per non cadere nel teismo, cioè evitare di dover introdurre un soggetto trascendente esterno. Intuendo la difficoltà, alcuni materialisti si sono orientati verso il panpsichismo come posizione di ripiego.

Si tratta di dinamiche tipiche che si ripetono nella storia.

E’ accaduto ad esempio quando dalla constatazione della crisi dell’abiogenesi (l’origine spontanea della vita dalla non vita) si è passati alla panspermia orientata (l’origine della vita da parte degli alieni).

O quando al principio del fine-tuning cosmologico (le leggi e le costanti fondamentali della natura sembrano appositamente regolate per l’emergere della vita) si è risposto invocando la teoria del Multiverso (il nostro universo è solo uno di infiniti universi paralleli, ciascuno con leggi fisiche e condizioni differenti).

Va comunque detto che il panpsichismo si rivela un’opzione intellettualmente più fine del grezzo approccio materialista.

 

I limiti del panpsichismo

Il panpsichismo non è però esente da problemi, tra questi il fatto che si limiti a spostare il problema dell’origine della coscienza trasformandolo semplicemente in una proprietà intrinseca della materia.

Nel farlo introduce oltretutto un principio aggiuntivo (coscienza intrinseca) che aumenta a dismisura la complessità senza necessità.

Attribuire coscienza a livelli elementari dell’essere non spiega neanche il carattere qualitativo e unificato della specifica esperienza umana.

Forse il valore del panpsichismo non sta quindi nel fornire risposte, quanto nel ricordarci che la coscienza rimane uno dei misteri più profondi dell’universo e della nostra stessa esistenza.

Autore

La Redazione

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2 commenti a Perché il panpsichismo sta sostituendo il materialismo

  • Lorenzo ha detto:

    La coscienza è solo dell’essere umano e nasce con l’uomo quando sceglie di mangiare il frutto “dell’albero della conoscenza del bene e del male”: dopo che ebbero mangiato, infatti, “si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi”.

  • Remo Cantoni ha detto:

    Si passa dal materialismo al panteismo. Dal tutto e’ solo materia al tutto e’ Dio.Sembra piu’ fine, ma se tutto e’ uguale non cambia nulla, solo il nome.