Erika Kirk, il perdono cristiano interrompe la spirale d’odio

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Le parole cristiane di perdono di Erika Kirk verso l’assassino del marito sono le uniche che possono interrompere la catena di rancore reciproco.


 

Lacrime, slogan politici e simboli religiosi.

Questo ci è parso, in sintesi, il funerale di Charlie Kirk, celebrato ieri nello stadio di Glendale davanti a milioni di persone (tra presenti e collegati online).

Oltre a ricordare il noto conservatore ucciso il 10 settembre scorso da Tyler Robinson, è stata un’auto-celebrazione dell’universo di Trump, con un forte miscuglio tra fede, religione e politica.

Certamente un popolo unito, giovane e numericamente in crescita, portatore di valori buoni e altri meno buoni.

 

Il perdono di Erika Kirk interrompe la catena

Di tutta la manifestazione ciò che emerge con forza è il perdono di Erika Kirk, la giovane vedova cattolica di Charlie, verso l’assassino.

Dopo l’omicidio, gli Stati Uniti sono piombati in una violenta contrapposizione civile e politica, con centinaia di arresti e licenziamenti.

Mentre Trump ha definito l’assassino un “mostro” e ne ha subito chiesto la pena di morte, numerosi esponenti Democratici e gruppi legati alla galassia LGBTQ+ hanno festeggiato l’omicidio di Kirk con odio, sarcasmo e manifestazioni di scherno.

Per contrapposizione, diversi settori del mondo conservatore hanno reagito generalizzando le accuse alla sinistra, restituendo l’odio e trasformando la rabbia in una caccia all’uomo a chiunque avesse postato commenti di scherno.

In mezzo, un Paese incapace di interrompere la catena di accuse e rivalse.

«Perdono l’omicida. La risposta all’odio non è altro odio», ha detto Erika Kirk. Parole autenticamente cristiane che hanno spiazzato e sono le uniche capaci di interrompere la spirale d’odio, di rancore reciproco.

La vedova inoltre si è astenuta dal chiedere la pena di morte per Tyler Robinson, lasciando la decisione allo Stato. Un altro gesto di umanità e diversità, coerente con la scelta di non odiare.

 

Il perdono nel cristianesimo

Nel cristianesimo perdonare significa rifiutare di lasciarsi definire dal male subito e aprire la possibilità della riconciliazione non solo con l’altro ma innanzitutto con se stessi.

Il male non è cancellato ma, se è un perdono sincero, si impedisce che diventi il principio che governa la vita e la decisioni.

Nel senso più radicale, il perdono è davvero possibile solo nel cristianesimo perché non nasce da uno sforzo umano, ma dall’esperienza di essere continuamente perdonati per primi da Dio.

Non è una forma di clemenza, in vista di un tornaconto. E’ un atto gratuito che non dipende dalla propria forza morale ma dalla grazia ricevuta.

La scelta di Erika è perciò l’unica alternativa reale alla logica della violenza.

Autore

La Redazione

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