Il Papa: teologia viva, aperta a fisica, biologia e filosofia

leone xiv teologia scienza

Il discorso di ieri di Leone XIV in cui invita i teologi a una teologia viva e concreta, sempre più in confronto con la scienza e la filosofia, incarnata nelle vicende umane.


 

Leone XIV ha approfondito la rotta nel rapporto tra fede e ragione.

Nel suo discorso di ieri al seminario della Pontificia Accademia di Teologia, ha infatti chiesto ai teologi non solo di conoscere la teologia ma di farla dialogare sempre più attivamente anche con le scienze, come la fisica e la biologia, affinché la riflessione religiosa sia «incarnata nelle concrete vicende dell’umanità odierna».

Una sottolineatura fondamentale che Leone XIV ha esteso ovviamente anche alla filosofia, l’arte, la musica, le scienze economiche, quelle giuridiche, la letteratura, la musica, «per arricchirsi e arricchire» l’esperienza umana tutta.

 

La teologia e le sfide di scienza e filosofia

Non si tratta di retorica, ma risponde a una domanda ormai urgente: come può la teologia offrire risposte credibili se è sganciata totalmente dalle sfide poste dalle altre conoscenze umane?

Leone XIV richiama figure come Sant’Agostino, San Tommaso d’Aquino e il beato Antonio Rosmini, che hanno saputo coniugare fede e ragione, riflessione astratta e prassi vissuta, come modelli per una “teologia sapienziale” che tenga insieme rigore intellettuale ed esperienza spirituale.

 

Teologia viva e concreta per essere credibile

In un altro passaggio significativo, approfondisce il concetto di “teologia in uscita”, che «unisce il rigore scientifico alla passione per la storia; una teologia perciò incarnata, intrisa dei dolori, delle gioie, delle attese e delle speranze dell’umanità delle donne e degli uomini del nostro tempo».

E’ un invito ai teologi a non rispondere a problemi astratti, ma di essere ancora più presenti alle domande concrete: sofferenza, ingiustizia, la perdita di speranza, ma anche alle «sfide digitali», quelle poste dall’Intelligenza Artificiale.

E, a proposito di sfide, in generale ad affrontare serenamente a quelle create dal progresso scientifico.

 

Amicizia tra i teologi favorisce l’incontro

Un altro richiamo che sottolineiamo dell’intenso di scorso di ieri è la richiesta di Leone XIV che la teologia non sia un’attività individualistica, ma frutto di «incontro e di amicizia tra i teologi, luogo di comunione e condivisione in cui poter camminare insieme verso Cristo».

Così, una teologia fondata sull’incontro personale, aggiunge, è capace di inserirsi «nelle differenti culture» ed essere lievito per altri incontri, come quelli «con credenti di altre fedi religiose e con i non credenti».

Un chiaro intervento del Papa per esortare la teologia a non perdersi in astratti e fumosi discorsi, comprensibili solo da una ristretta cerchia di esperti, ma ad occuparsi e interessarsi con il rigore della ricerca, ai problemi concreti del mondo e dell’umanità. In poche parole: una teologia viva.

Autore

La Redazione

Notizie Correlate

0 commenti a Il Papa: teologia viva, aperta a fisica, biologia e filosofia