Corrado Augias, a 90 anni racconta ancora molte favole
- Ultimissime
- 14 Set 2025

Un commento all’intervista a Corrado Augias su San Francesco e sulla fede equiparata a una favola. A 90 anni Augias rimane sempre uguale, coerente con il suo personaggio.
Corrado Augias non molla, a gennaio avrà 91 anni.
Con una vivacità intellettuale da far invidia a un giovanotto, il giornalista più sopravvalutato d’Italia resta alla guida del programma culturale “La torre di Babele” su La7.
Per lui, però, cultura equivale a cristianesimo. Non ha mai nascosto di essere ossessionato da sempre e non c’è occasione in cui, da laico, non si occupi di santi, di Papi, di Gesù, di spiritualità («Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio», diceva Heinrich Böll).
Peccato lo faccia aalla sua maniera, manipolando tutto a suo gusto. Così nella puntata di domani parlerà di San Francesco e ci si può solo immaginare le panzane che racconterà.
Anzi, in un’intervista di ieri al “Corriere” ha già anticipato qualcosa.
Le favole di Corrado Augias
Come sempre capita quando si leggono gli interventi di Augias c’è da aspettarsi di tutto e di più. E le parole di ieri non fanno eccezione.
Il tema, come detto, è sempre religioso. Papa Francesco? Per Augias fu «coraggio dentro la Chiesa, meno all’esterno, dove ha tenuto posizioni caute». Dove per caute non si capisce cosa intenda se non che non ha operato le riforme che il mondo vuole.
Di Leone XIV non lo convince invece l’aver incontrato il presidente israeliano Herzog. Ma se il mero incontrare significa legittimare cosa ne pensa di Gesù stesso e dei suoi scandalosi pranzi pubblici con peccatori e pubblicani?
Il Cristo di Augias è un romanzo da cui ha estratto solo le parti convenienti, trascurando il resto. Di lui, dice, ha «rispetto».
Ma è il colmo dell’ipocrisia, come scriveva C.S. Lewis. Non ci sono alternative light: Gesù si proclamò Figlio di Dio, disse di essere la via, la verità e la vita. O si crede in ciò che annunciò o era un pazzo furioso, un farabutto che ha ingannato l’intera storia umana. Altro che rispetto.
Augias su San Francesco: “Poco umile e terreno”
Corrado Augias tiene sempre farci sapere che «non credo in un dio». Scelta sua, liberissimo. Poi però aggiunge che approva al massimo «una spiritualità terrena alla san Francesco. Il resto, sono solo favole».
Innanzitutto sorprende l’assurdità della “spiritualità terrena” attribuita da Augias a Francesco d’Assisi, di cui evidentemente non sa nulla. Sul poverello di Assisi ne ha ancora, però: «Una figura sfaccettata: poco umile». E se lo dice lui, è garanzia.
E poi quel giudizio aspro e presuntuoso contro la fede, equiparata a una favola. Salvo però aggiungere: «Allargo l’idea di amore verso i miei simili». A patto che la pensino come lui, naturalmente.
Dal plagio alle omissioni su Pasolini
Se San Francesco era poco umile, Augias non sembra essere da meno quando si incastra nell’auto-celebrazione: «Correttezza, onestà, trasparenza» dice, sono «nel mio piccolo quello che ho cercato di fare io in novant’anni di vita».
Ma di correttezza e trasparenza se n’è sempre vista poca, a partire dai plagi d’autore di cui si è macchiato.
In un libro co-firmato con Vito Mancuso, ad esempio, ha trascritto interi brani di un saggio del biologo E.O. Wilson senza citare la fonte e facendoli passare come suoi. Come fu scritto all’epoca, è passato da Repubblica a ri-pubblica.
Di onestà ancora meno, almeno quella intellettuale. Proprio ieri, parlando di Pier Paolo Pasolini, ha sostenuto di non credere alla versione ufficiale della sua morte, cioè «la vendetta di un ragazzo di vita che non voleva fare certe cose». Mentre è sempre stato spietato sulla pedofilia commessa da alcuni ecclesiastici, quella di Pasolini è innominabile.
Così, Augias trasforma le vittime in “ragazzi di vita” e gli abusi diventano “certe cose”. Esattamente ciò che fa da anni Dacia Maraini e di cui abbiamo parlato in passato.
A proposito di favole, lui a 90 anni ne continua a raccontare. Ed è giusto così, fa parte del suo personaggio.
Difetti a parte, di Augias apprezziamo però l’aver sempre (o, perlomeno, spesso) parlato di cose “alte” e di portare in sé una radicalità poco comune che abbiamo intercettato in un interessante video.
Così come una disarmante lucidità, come quando afferma: «Se penso alla morte? Certo, ma serve a poco: sarò dimenticato».








2 commenti a Corrado Augias, a 90 anni racconta ancora molte favole
cara redazione, ho ascoltato e riascoltato la puntata di Augias in merito a san Francesco con Cazzullo, padre Spadaro e la prof.a Mercuri.Bene.
non mi pare che Augias abbia raccontato favole, specialmente in presenza di tre autorevoli personalità conoscitrici della vita di Francesco d’Assisi.
Diversamente sarebbe stato ragguagliato in merito dagli intervistati. Ora se mi volete fare un può di chiarezza in merito alle favole che Augias avrebbe
detto ve ne sarei grato. Tenete presente che, personalmente, Augias, alle volte, non mi piace molto specie quando continua a professarsi ateo
ma continua scrivere libri e tenere incontri su Gesù, il cristianesimo, Paolo e altro, ma mai su altre religioni. Grazie, attendo.
Non ho visto la trasmissione personalmente, l’articolo comunque si riferisce espressamente all’intervista di Augias rilasciata al Corriere