L’ABC attaccò il card. Pell, ma promosse la pedofilia nel 1975
- Ultimissime
- 11 Set 2025

Riemerge un inquietante caso di celebrazione (e insabbiamento) della pedofilia su ABC News, l’emittente nazionale australiana. La stessa che accusò con violenza il card. George Pell, anche dopo l’assoluzione.
Nel 1975 l’emittente televisiva australiana ABC News mandò in onda una trasmissione in cui dei pedofili si vantavano degli abusi su minori.
E’ riemerso in questi giorni un caso noto in Australia come uno dei momenti più bui dell’emittente nazionale.
Un episodio che ha avuto degli sviluppi recenti in quanto l’ABC, dopo aver difeso la trasmissione, ha mentito al parlamento australiano sostenendo di non possederne una copia (che poi è stata trovata). E’ noto che la stessa emittente ha apertamente accusato il card. George Pell proprio sul tema degli abusi, continuando a farlo anche dopo l’assoluzione.
Quando l’ABC News sdoganò la pedofilia
Il 14 luglio 1975, all’interno del programma radiofonico Lateline, nell’episodio intitolato “Pederastia”, per quasi un’ora venivano intervistati tre uomini (omosessuali) che parlarono delle loro relazioni sessuali con bambini e ragazzi.
Presente in trasmissione anche un adolescente che affermò di essere stato coinvolto in tali relazioni dall’età di 12 anni.
Il clima era sereno e gioviale e i tre pedofili ridevano mentre spiegavano l’abitudine di attendere fuori dai parchi giochi per «sedurre i ragazzi». Gli uomini spiegarono l’usanza di prendere di mira bambini provenienti da famiglie disgregate, attirandoli con regali. Un partecipante ammise addirittura di aver abusato di un bambino di 3 anni, un’ammissione accolta non con indignazione, ma con ilarità.
Un altro si vantò di avere rapporti sessuali con un massimo di dodici ragazzi contemporaneamente, mentre si conveniva sulla capacità dei bambini di dare un consenso razionale a queste pratiche.
Invece di condannare la trasmissione, l’ABC la trasmise in tutta tranquillità e l’allora presidente, Richard Downing, si difese spiegando che «in generale, gli uomini vanno a letto con i ragazzi e questo è il genere di cose che la comunità dovrebbe sapere».
L’ABC ha insabbiato il caso, mentendo al Parlamento
Non fu un gesto isolato: l’ABC non condannò mai la trasmissione e addirittura la cercò di insabbiare, mentendo.
Nell’ottobre 2018, l’ex senatore Eric Abetz ha chiesto direttamente all’ABC informazioni sulla trasmissione del 1975, ricevendo una risposta scritta: «L’ABC non ha alcuna registrazione dell’intervista».
Ma era falso, nel 2023 il giornalista John Adams è riuscito a recuperare dagli archivi dell’ABC la registrazione a patto di firmare un contratto che lo impediva a condividerla: «In altre parole», scrive, «sebbene l’ABC conservi ancora il nastro nei suoi archivi, ha fatto in modo che i comuni cittadini australiani non possano ascoltarlo».
Adams ha poi accusato l’emittente nazionale, finanziata dai contribuenti, di aver ingannato e mentito al Parlamento australiano.
L’attacco dell’ABC al card. George Pell
Qualcuno potrebbe liquidare tutto questo come storia antica, dopotutto dal 1975 è passato mezzo secolo. Eppure è un episodio emblematico da vari punti di vista.
Il primo è l’ipocrisia mediatica, già emersa quando ricordammo come il settimanale tedesco Die Zeit fece una guerra spietata sul tema pedofilia contro Benedetto XVI ma fino agli anni ’80 la promuoveva attivamente.
E l’ABC australiana non è da meno. La stessa emittente che mandò in onda l’intervista ai pedofili e negli anni recenti ha mentito al parlamento australiano per proteggere la sua reputazione è la stessa emittente che si è più di tutte scatenata nei confronti del card. George Pell.
Quando nel 2020 il cardinale fu prosciolto all’unanimità dalla Corte Suprema, dopo oltre un anno di carcere, in Australia montò una protesta proprio contro l’ABC News, tanto che il giornalista Andrew Bolt sostenne che l’ABC ha avuto «un ruolo da protagonista nella diffamazione, distruzione e incarcerazione di un uomo innocente».
Su The Guardian si osservò inoltre che nonostante l’assoluzione del card. Pell, l’ABC non solo mantenne tutti i suoi contenuti diffamanti contro il prelato ma rimise in onda il documentario Revelation in cui Pell veniva attaccato frontalmente.
Il Sessantotto e lo sdoganamento della pedofilia
Un secondo aspetto che emerge da questa storia è una conferma di ciò che abbiamo sempre ripetuto: negli anni post-sessantottini, la pedofilia fu completamente sdoganata in nome della liberazione sessuale (anche dei bambini).
Giusto per avere un’idea di cosa stava accadendo in Europa e limitandoci al solo anno 1975.
Mentre in Australia l’ABC intervistava goliardicamente i pedofili, la Francia celebrava il best-seller del pedofilo Daniel Cohn-Bendit (sessantottino e già terrorista politico di sinistra), intitolato Il grande bazar (Trikont Verlag 1975). In esso descrive le sue relazioni erotiche con bambini di 1-6 anni quando era maestro in un asilo “alternativo” a Francoforte, nell’ottica di teorizzare il risveglio della sessualità a quell’età.
Il libro ottenne il plauso della critica e furono frequenti le sue apparizioni televisive.
Se ci spostiamo in Germania, sempre nel 1975 Uli Reschke, membro attivo del partito politico dei Verdi, fondò a Heidelberg la comune Indianerkommune, in cui adulti pedofili vivevano assieme ai bambini.
In Olanda, nel 1975 la regina nominava cavaliere dell’Ordine del Leone l’avvocato Edward Brongersma, membro del Labour Party olandese (partito socialdemocratico), noto per la difesa dei diritti dei pedofili e dell’abbassamento dell’età del consenso sessuale (lui stesso era un pedofilo gay).
Nel Regno Unito invece, nell’ottobre 1974 venne fondato il Paedophile Information Exchange (PIE), un gruppo di pedofili a favore dell’abbassamento dell’età del consenso sessuale. Un gruppo nato nell’alveo del mondo omosessuale, in particolare all’interno del South London Gay Liberation Front e dal 1975 entrò a far parte del Campaign for Homosexual Equality (CHE) di Sheffield, che ne prese le difese.
I casi di pedofilia nella Chiesa risalgono a quel periodo
L’ultimo corollario su cui portiamo l’attenzione è anch’esso stato affrontato da UCCR in questi anni.
La quasi totalità dei casi di abuso sessuale avvenuti nella Chiesa cattolica risale proprio al ventennio 1960-1980, un’epoca storica profondamente corrotta dalla rivoluzione sessuale sessantottina.
Sono diverse le indagini che lo hanno dimostrato e di cui abbiamo dettagliatamente parlato
Negli Stati Uniti, ad esempio, la Georgetown University ha scoperto che il 92% delle accuse di abusi nella Chiesa si riferisce ad eventi accaduti prima del 1990, tra esse il 72% prima del 1979. Mentre il 5% si è verificato o è iniziato tra il 1990 e il 2000 e il 3% si è verificato dopo il 2000. Il grafico mostra un picco di casi proprio tra il 1960 e il 1979.
Cosa accadde proprio in quel periodo? Lo spiegò Benedetto XVI denunciando il «collasso» dei costumi esploso con il Sessantotto, un «processo di dissoluzione del concetto cristiano di moralità», che scatenò la crisi degli abusi sessuali sui minori anche nella Chiesa e influì «sulla formazione dei preti e nelle vite dei preti».
Una forma di garantismo sociale verso la pedofilia che entrò anche nella Chiesa, tanto che perfino nei seminari, spiegò il Papa emerito, si stabilirono «gruppi che agivano più o meno apertamente».








1 commenti a L’ABC attaccò il card. Pell, ma promosse la pedofilia nel 1975
Etienne Vermeersch, el famoso filosofo ateo flamenco, y activista por el aborto y la eutanasia, inició una caza de brujas anticatólica respecto a la pedofilia en el clero…hasta que se descubrió que había escrito en 1979 artículos exigiendo legalizar la pedofilia con niños…