Leone XIV non ha legittimato Israele, Lorenzo Tosa mentiva

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Prima dell’incontro tra Herzog e Leone XIV, il giornalista Lorenzo Tosa profetizzava una legittimazione di Israele, senza parlare di Gaza. E’ avvenuto l’opposto, ma Tosa non ha rettificato.


 

Lorenzo Tosa è tra i giornalisti italiani più seguiti sui social.

Non si sa perché, fa parte dei grandi misteri della vita (del web). Fatto sta che qualunque virgola scriva riceve automaticamente migliaia di condivisioni.

E così è stato il 3 settembre scorso quando si è occupato dell’annuncio dell’incontro tra Leone XIV e il presidente israeliano Isaac Herzog.

 

Lorenzo Tosa: “Leone XIV legittimerà Israele”

Inebriato dalla popolarità, Tosa si è cimentato in una previsione di quanto si sarebbero detti basandosi su un ordine del giorno stilato dall’Ansa.

Qualunque professionista dell’informazione sa che la Santa Sede non rivela anticipazioni sulle udienze papali. Ma anche se fosse, Tosa avrebbe potuto legittimamente manifestare perplessità, attendendo con prudenza lo svolgersi dell’evento.

Invece no. Il giornalista si è lanciato nella profezia che il Pontefice avrebbe legittimato pubblicamente Israele, evitando accuratamente di citare i bombardamenti di Tel Aviv su Gaza e vanificando, a suo dire, anni di paziente vicinanza di Papa Francesco al popolo palestinese.

«A meno di clamorosi (e impensabili) colpi di scena, questo è ciò che accadrà domani», scriveva convinto Lorenzo Tosa. «La legittimazione pubblica di Israele davanti a un miliardo e mezzo di cristiani e al mondo intero da parte della massima autorità religiosa e spirituale mondiale».

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Inutile dire la reazione nei confronti di Leone da parte di decine di utenti, con appellativi come “Papa Coniglio” al posto di Leone fino al «poteva limitarsi ad essere insignificante. Invece ha deciso di fare proprio schifo».

Tuttavia qualcuno replicava a Tosa: «Parole gravi contro un Papa. Soprattutto inappropriate». Un altro chiedeva, invece: «Ma dove ha trovato la scaletta qui riportata?».

 

Leone XIV incontra Herzog e difende i palestinesi

Come tutti sanno, questa anticipazione social si è rivelata non solo parziale, ma opposta a quanto realmente accaduto.

L’incontro, svoltosi in Vaticano il 4 settembre, è stato seguito da una nota della Sala Stampa della Santa Sede insolitamente dettagliata, a dimostrazione della delicatezza del contesto.

Nel comunicato ufficiale si precisa che Papa Leone XIV ha portato l’attenzione alla «tragica situazione a Gaza», auspicando «una pronta ripresa dei negoziati» si possa ottenere «la liberazione di tutti gli ostaggi» e raggiungere con urgenza «un cessate-il-fuoco permanente», facilitando «l’ingresso sicuro degli aiuti umanitari».

Non solo: Leone XIV ha chiesto di «garantire un futuro al popolo palestinese», ribadendo da parte della Santa Sede «la soluzione dei due Stati, come unica via d’uscita dalla guerra in corso».

Dov’è finita la legittimazione delle azioni di Israele anticipata da Lorenzo Tosa e condivisa da migliaia di utenti?

 

La sala stampa vaticana corregge Israele

Oltretutto, come abbiamo ricostruito, la sala stampa della Santa Sede aveva già corretto le dichiarazioni di Herzog, quando il presidente israeliano aveva dichiarato che l’incontro era nato su invito del Papa.

Matteo Bruni, portavoce vaticano, aveva risposto con la cortesia che lo contraddistingue che la Santa Sede è abituata ad «accogliere le richieste di udienza rivolte al Pontefice da parte di capi di Stato e di governo, ma non invitarli».

Puntuale l’articolo di Luca Kocci su Il Manifesto che ha sottolineato come, dopo l’udienza, Herzog ha subito parlato di un incontro «caloroso», durante il quale ha affermato il proprio impegno per il mantenimento della pace e la sicurezza dei cristiani.

La versione vaticana, arrivata con un po’ di ritardo, è apparsa insolitamente dettagliata e, come già detto, diametralmente opposta a quella diffusa da Israele, mentre di solito in queste circostanze mantiene un linguaggio calibrato e sintetico.

Un gesto che mostra l’intenzione della Santa Sede di non lasciare spazio ad ambiguità e di rimarcare la propria posizione, vicina alle sofferenze del popolo palestinese ma aperta al dialogo.

 

In questo quadro, le “profezie” annunciate da Lorenzo Tosa sono state totalmente sconfessate, senza che lui, tra l’altro, abbia rettificato o sia tornato sull’argomento.

Rimane rilevante il dato di continuità tra Leone XIV e la linea intrapresa da Francesco: sostegno ai diritti dei palestinesi, difesa delle comunità cristiane in Medio Oriente e condanna di ogni forma di antisemitismo, dentro una prospettiva di pace fondata sul riconoscimento reciproco.

Autore

La Redazione

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2 commenti a Leone XIV non ha legittimato Israele, Lorenzo Tosa mentiva

  • Giorgio ha detto:

    Il livello del giornalismo, di tutti i generi, è sempre più basso. I cialtroni ci sono sempre stati, ma il web fornisce loro una tribuna enorme, che permette di raggiungere molte più persone (nonché molti più minus habens) che in passato, lo diceva già Umberto Eco.
    Così le “bombe” di calciomercato, le previsioni meteo catastrofiste basate sul nulla e le anticipazioni su un incontro tra il Papa e un capo di Stato sono dello stesso tenore, puro clickbait

  • Riccardo ha detto:

    Classico atteggiamento di chi, per ignoranza teologica e interessi di parte, non sa vedere nella Chisa il corpo mistico di Cristo, cui è stata promessa l’eterna e costante guida dello Spirito Santo, e vorrebbe anzi ridurla a un’organizzazione umana che opera secondo il presunto orientamento politico e ideologico della sua “classe dirigente”: mettere in opposizione il Papa in carica coi suoi immediati predecessori. Era già accaduto tra i “conservatori” che contrapponevano Benedetto (il rigore dottrinale) e Francesco (l’apertura pastorale). Lo stesso Francesco ora viene proposto nell’immagine di un santino laico-progressista, enfatizzando alcune sue prese di posizione (il sostegno ai migranti) e tacendo o minimizzando altre (aborto e fine vita).