Nuovo studio: i giovani trans più spesso bulli che vittime

trans bullismo

Vittime di bullismo ma ancor di più artefici. E’ la conclusione di un’indagine finlandese su giovani trans e bullismo che vede 4 volte più probabilità di eseguire atti discriminatori tra i trans non-binari.


 

Uno studio finlandese non verrà mai citato dai sostenitori dell’omo-transfobia dilagante.

I ddl Concia (2009), Scalfarotto (2013) e Zan (2020) sono stati tranquillamente affondati e non risulta, fortunatamente, alcun picco di violenze di massa ai danni delle persone LGBTQ+.

 

Giovani trans: 4 volte più probabilità di essere bulli

L’indagine è apparsa alcuni mesi fa su Frontiers in Psychology e ribalta l’immagine tradizionale del bullismo e della cosiddetta transfobia.

Il responso è chiaro: gli adolescenti che si identificano come trans sono più spesso artefici che vittime di comportamenti discriminatori.

Che fine fanno ora fiumi di inchiostro sul cosiddetto “stress da minoranza”, invocato come dogma per spiegare la sofferenza psicologica dei giovani transgender a causa della discriminazione?

La narrazione dominante, spesso animata da motivazioni nobili, ha dipinto infatti i giovani trans come vittime passive della stigmatizzazione. I problemi di salute mentale che manifestano non deriverebbero in alcun modo da sintomatologie psicologiche sottostanti, ma sarebbero interamente da attribuire al rifiuto e allo stigma sociale.

Sulla base di ciò si riscrivono i programmi scolastici, si manipola forzatamente la lingua italiana e, ancor più grave, si giustificano le “cure di affermazione di genere”, come i bloccanti della pubertà.

Eppure, senza arrivare a dubitare di vari e ingiusti episodi di prevaricazione, la ricerca suggerisce però un altro punto di vista: i giovani trans hanno oltre 4 volte più probabilità di bullizzare i loro coetanei rispetto ai giovani non transgender.

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Le autrici dello studio non sono di parte

Le tre autrici dello studio, ricercatrici della Tampere University, non sono affatto di parte. Oltre a usare un linguaggio tipicamente colonizzato dall’ideologia gender, propongono addirittura alle scuole di instituire programmi per «ridurre l’eteronormatività».

È curioso, tuttavia, che proprio loro riconoscano come i giovani trans (in particolare quelli che si identificano come “non binari”) abbiano maggiori probabilità, rispetto ai coetanei, di essere vittime di bullismo, ma anche di esercitarlo sugli altri. Anzi, il legame tra identità transgender e atti di bullismo risulta persino più forte di quello con l’essere vittime di bullismo.

«Certo, gli adolescenti transgender possono subire episodi di bullismo sproporzionati, ma non sono certo vittime passive», ha commentato il biologo Colin Wright del Manhattan Institute, tra i più esperti sulla disforia di genere.

L’indagine ha coinvolto due gruppi: uno di giovani trans in età compatibile con la scuola secondaria di primo grado e uno più anziano frequentante la scuola superiore. Entrambi mostrano elevate probabilità di discriminare gli altri, con un leggero aumento nel gruppo più giovane.

Un altro dato interessante è che sono i maschi biologici a compiere più frequentemente atti di violenza rispetto alle femmine biologiche. Un dettaglio coerente con quanto osservato anche tra i giovani eterosessuali, a conferma che la natura non cambia anche se l’auto-percezione psicologica è affetta da disforia di genere.

 

Trattamento della disforia di genere

Le autrici dello studio non avanzano particolari spiegazioni se non che «lo sviluppo dell’identità transgender rappresenti un ulteriore fattore di stress per i giovani che attraversano gli anni dell’adolescenza, già difficili dal punto di vista dello sviluppo, verso l’età adulta».

Una sintesi condivisibile e che giustifica la scelta di sempre più Paesi nel mondo di trattare la disforia di genere non con l’intervento chirurgico, ma tramite la vigile attesa e il supporto psicologico.

E’ ormai indubitabile infatti che l’80-95% dei giovani pazienti arriverà ad accettare naturalmente il proprio sesso biologico nella tarda adolescenza senza alcun tipo di affermazione terapeutica o sociale1Cohen-Kettenis P.T. et al., The treatment of adolescent transsexuals: changing insights, The Journal of Sexual Medicine 2008 2Cantor J.M., Transgender and Gender Diverse Children and Adolescents: Fact-Checking of AAP Policy, Journal of Sex & Marital Therapy 2019.

Autore

La Redazione

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