Guerre di religione, il riassunto: la religione non c’entrava
- Ultimissime
- 23 Ago 2025

L’analista geopolitico Dario Fabbri parla al Festival del Medioevo 2025 e fa un bel riassunto: nelle guerre di religione, la religione non fu la causa. Si trattò di conflitti di natura geopolitica.
Dario Fabbri ha parlato delle “guerre di religione” al Festival del Medioevo 2025.
Noto analista geopolitico, Fabbri è direttore della rivista Domino che ha fondato assieme a Enrico Mentana.
Nella prima parte del suo intervento si è occupato di spiegare il concetto di geopolitica umana e le sue varie applicazioni per poi arrivare alle guerre di religione. Cioè i conflitti tra cattolici e protestanti che hanno insanguinato l’Europa tra il XVI e il XVII secolo a seguito della Riforma.
Un discorso molto ironico, quello di Fabbri, che ha percorso secoli di storia criticando l’estrema banalizzazione con cui ci viene insegnata a scuola perché, dice, «noi siamo frutto della società dei Lumi, che è il peggio del peggio, ma è raccontata come altissima e che ha essenzialmente distrutto il nostro apparato culturale».
Il riassunto sulle Guerre di religione: la religione era estranea
Venendo però al cuore del suo discorso, Fabbri spiega che le cosiddette “guerre di religione” non sono stati conflitti religiosi nel senso stretto del termine, ma piuttosto episodi di lotta per il potere, mascherati da motivazioni religiose.
Questa idea della religione come causa bellica ha un pedigree che inizia già da Spinoza, poi da Hobbes e Locke ed espressa polemicamente da Gibbon e Voltaire.
Ma è un mito e gli esempi sono moltissimi, tra cui l’elenco dei vari interessi politici e territoriali delle fazioni coinvolte nelle guerre di religione in Francia, dove le stesse alleanze erano flessibili e pragmatiche, per nulla basate su convinzioni religiose.
Pensiamo alla Francia cattolica alleata dei principi protestanti tedeschi contro il cattolico Carlo V nel 1552, senza che i principi tedeschi cattolici si dessero da fare. Prima ancora, nel 1525, sempre la Francia si alleò con i turchi musulmani contro il Sacro Romano Impero, assistendo ad un sovrano cattolico combattere un altro cattolico con l’assistenza islamica.
Qualcosa di molto simile, secondo Fabbri, alla divisione odierna tra sunniti e sciiti, fondata prettamente su una divisione politica e culturale tra diverse fazioni arabe. Anche in questo caso la religione è utilizzata come strumento per giustificare conflitti di potere e identità.
L’analista geopolitico ricorda giustamente lo scisma anglicano, che oggi si studia come evento religioso ma che fu in realtà una questione esclusivamente politica.
«Enrico VIII voleva risposarsi, ma Roma non glielo concedeva», spiega Fabbri. «Creò quindi una nuova chiesa con lui al vertice. Dal punto di vista teologico, l’anglicanesimo era praticamente identico al cattolicesimo. La differenza era minima e la motivazione era geopolitica: l’Inghilterra rifiutava di essere subordinata a Roma e decise di gestire autonomamente i propri affari religiosi».
Cattolici contro ugonotti? Alleanze sorprendenti
E che dire degli ugonotti? Anche in questo caso, «questa dinamica si ripete, gli ugonotti non combattevano contro i cattolici per motivi religiosi ma per sopravvivere in un contesto geopolitico ostile».
Ed è falsa l’idea di un conflitto tra la maggioranza cattolica e la minoranza ugonotta per differenze religiose: i nobili cambiarono continuamente schieramento a seconda delle sorti della guerra, che vide la cooperazione di cattolici e protestanti per il mantenimento dei diritti della nobiltà a fronte dell’accentramento di potere da parte della monarchia.
Ad Agen, nel 1562, ad esempio, i contadini cattolici si unirono ai loro compatrioti ugonotti nella ribellione contro il barone cattolico François de Fumel, così come plebei cattolici e protestanti fecero causa comune a Pont-en-Roians (1578), Roissas (1579), Vivarais (1580) e in molte altre zone.
La Guerra dei trent’anni, la religione non fu la causa
Parliamo della Guerra dei Trent’anni e dell’immagine stereotipata di una denominazione cristiana contro l’altra in nome delle differenze dottrinali.
Eppure l’esercito imperiale nominalmente cattolico comprendeva diversi generali e soldati protestanti e la guerra fu sostenuta da compagnie mercenarie la cui fedeltà era al miglior offerente, indipendentemente dalla confessione.
Pensiamo a Ernst von Mansfeld, che prima servì i cattolici spagnoli e poi passò al luterano Federico V, oppure a Gustavo II Adolfo di Svezia che passò alla storia come paladino dei protestanti ma fu ritenuto, da loro, un invasore e massacrò i contadini luterani che cercarono di scacciare gli svedesi nel novembre del 1632.
Il card. Richelieu, primo ministro di Luigi XIII di Francia, si alleò proprio con il protestante Gustavo II nel 1631 e tutta la seconda parte della guerra fu di fatto una lotta tra la Francia e l’Impero tedesco, entrambi cattolici.
Il cambio di schieramento, le mutevoli alleanze e i molteplici esempi di eserciti di diversa estrazione confessionale che si uniscono contro un nemico comune e, ancora, regni guidati dalla stessa fede che si rivoltano l’uno contro l’altro, mostrano che le guerre del XVI e XVII secolo furono guidate da fattori sociali, politici, territoriali ed economici.
Erano Stati nazionali che lottavano tra loro per la supremazia, consolidando la loro autorità e la loro forza economica. Riassunto: le “Guerre di Religione” non erano guerre di religione.
Tornando al discorso di Dario Fabbri, lui stesso ricorda che «la crociata albigese, la nascita dell’anglicanesimo e le rivolte americane dimostrano che, dietro l’apparente lotta religiosa, si celano motivazioni di potere, territorio e identità nazionale. Studiare la storia come lotta puramente teologica rischia di offuscare la comprensione dei veri fattori alla base dei conflitti».
La religione fu spesso il linguaggio del conflitto, ma non la causa scatenante.
Il 7% delle guerre ha avuto origine confessionale
E’ un tema che abbiamo trattato su UCCR tempo fa, smentendo il mito che la religione sia stata la causa della maggior parte delle guerre.
Nella poderosa “Encyclopedia of Wars” di Charles Phillips e Alan Axelrod, si documenta che tra tutte le 1763 guerre che l’umanità ha combattuto, meno del 7% hanno avuto una causa religiosa, e queste hanno provocato meno del 2% di tutte le persone uccise in guerra.
La religione è chiaramente esclusa come causa anche in tutte le guerre più o meno moderne, quella napoleonica, la Rivoluzione Americana, le guerre mondiali (dove furono i gruppi religiosi a essere massacrati dai vari ateismi di Stato), i conflitti in Corea e in Vietnam e naturalmente gli attuali conflitti tra Russia e Ucraina e Israele e Palestina.
Sono le varie ideologie laiche inventate dall’uomo, come il nazionalismo, il patriottismo, il capitalismo, il marxismo e il liberalismo le vere cause belliche. Questo smentisce anche l’illusione che lo Stato nazionale laico e moderno sia la soluzione alle guerre, non la loro causa.
Parlare di guerre di religione come conflitti teologici è una semplificazione miope, che non tiene conto delle complesse dinamiche politiche e sociali che le hanno caratterizzate.
Esistono guerre di potere e di geopolitica che spesso si travestono da dispute religiose. Riconoscerlo è fondamentale per comprendere la storia senza cadere nei miti.








35 commenti a Guerre di religione, il riassunto: la religione non c’entrava
Però stranamente nella notte di San Bartolomeo furono uccisi solo ugonotti, nessun cattolico… Comunque il lieto evento fu immortalato da un affresco in Vaticano.
Ma poi con che faccia di bronzo si riesce a dire che le crociate albigensi non furono causate dalla religione? Un pò come dire che la WW2 non fu a causa del nazismo di Hitler perchè c’erano motivazioni geopolitiche
Ti riferisci a un’epoca storica in cui la religione era il collante sociale e tratti tutto con una superficialità assurda, applicando la mentalità odierna a quell’epoca storica. Le eresie minavano non solo la religione ma la stessa convivenza civile, è un capitolo enorme da affrontare ma basta ricordare che contro gli eretici spesso si univano principi cattolici e protestanti proprio per salvaguardare i legami sociali. Ma parlare di queste cose è quasi inutile con chi pensa già di sapere tutto
Il fatto che qualcuno si fosse alleato con gli eretici non è un’argomentazione valida perchè c’è sempre stato nella storia chi ragionava per mero vantaggio proprio non curandosi dell’aspetto ideoogico o religioso in questo caso.
Quindi come tu stesso hai detto la religione era il collante di tutte sociale di tutto quindi anche della geopolitica e di conseguenza la crociate albigensi erano conflitto che avevano alla base una matrice religiosa.
Un commento che si contraddice da solo caro amico, se ammetti che si ragionava per mero vantaggio al di là dell’appartenenza religiosa confermi che la religione non era la causa ma appunto lo erano gli eventuali vantaggi extra religiosi. E si, le alleanze a prescindere dalla religione dimostrano proprio il contrario di quanto vuoi sostenere
Ma perché hai fatto il conto? Quindi non sai nulla riguardo all’organizzazione dell’attacco da parte di Caterina de’ Medici per evitare una controffensiva contro la famiglia reale dopo la morte di de Chatillon, nonché il ruolo delle politiche nazionalistiche?
Per te tutto è cattolici vs protestanti. Meno male che non sei uno storico se no…sai che noia!
Il nazionalismo è stato inventato nel 1800, di cosa stai parlando?
Ma in che senso??
È come dire che l’invidia è stata inventata nel 1300. Il “nazionalismo” come principio sarà nato con le prime tribù umane che si contendevano territori limitrofi. Esiste da sempre ed è il motivo laico di quasi tutte le guerre
Intanto Coligny fu ferito e non ucciso nell’attentato, il re decise di punire la vittima e non i killers, le rimane sempre di spiegare l’affresco commemorativo in Vaticano.
No guarda, ho appena verificato e Coligny fu proprio assassinato. Chiese addirittura che si cambiasse assassino.
Non sono pratico di arte e non so a quale affresco in Vaticano ti riferisci. Mi domando comunque quanto un affresco artistico possa avere valore storico.
Giorgio Vasari li dipinse per ordine di papa Gregorio XIII nella cosiddetta Sala Regia in Vaticano per commemorare il lieto evento.
Mi sembra difficile negare l’origine religiosa del massacro
Vittorio Messori pubblicò questo articolo che spiega come venne presentata la vicenda al pontefice e quindi anche il perchè delle celebrazioni per un fatto di sangue (a cui si deve anche il dipinto in questione):
Qui vedo:
-Uomo di paglia: chi ha mai detto che lo stato laico è la soluzione a tutte le guerre?
-Appello l’autorità: Lo ha detto Dario Fabbri quindi deve essere vero!
Meno male che vi fate chiamare cristiani cattolici razionali
Il problema non è la “religione”, ma l’ideologia. Il relativismo funziona in modo molto simile al comunismo: pretende di parlare a nome del popolo, ma ne disprezza la filosofia. Dal dopoguerra, una piccola élite relativista ha imposto le proprie opinioni attraverso il potere culturale, accusando la morale e la fede tradizionali di “imporre” le proprie. Questa vera e propria inversione è propaganda, come del resto hanno fatto i nazisti che accusavano le “vittime” della Germania di aggressione. Le cosiddette “guerre di religione” vengono lette attraverso una lente hegeliano-illuminista che incolpa la fede di quelle che, in realtà, erano lotte ideologiche. Allo stesso modo, il nostro olocausto dell’aborto deriva dall’ideologia della rivoluzione sessuale. Il vero motore non è la fede, ma false idee che si mascherano da liberazione mentre producono distruzione.
In somma la tua è un argomentazione alla “non era vero comunismo”
Rispondo in un modo un po’… socratico (non mi piacciono i monologhi: il dogma principale della fede cattolica, della mia fede non è la Monade, ma è la Trinità!):
Frederick: La religione non dovrebbe curare le nostre malattie sociali?
Io: No, se la religione è malata quanto la società. Un Dio fatto a nostra immagine non può salvarci. Gran parte della religione moderna si limita a lenire, non a santificare.
Frederick: E tu preferisci shock e scandali?
Io: Non è una questione di preferenze; è una questione di verità. Se stiamo sprofondando nelle sabbie mobili, non possiamo tirarci fuori con le nostre forze. La religione creata dall’uomo ( con il linguaggio, come il positivismo e la filosofia analitica, con la prassi, come il marxismo, o affrontando il problema del male, come le filosofie ottimistiche, il panteismo, l’hegelismo) è come una cura fatta in casa: l’ago è già contaminato. Nel tentativo di guarire noi stessi, ci infettiamo ancora di più.
Frederick: Quindi la tua argomentazione è semplicemente “nessuna vera religione”?
Io: Assolutamente no. Il fattore decisivo non è se qualcosa venga etichettato come “religione” o “laicale”, ma se venga vissuto come verità o ridotto a ideologia. Quando il cristianesimo viene distorto in ideologia, cessa di essere fede e diventa un’arma, proprio come il comunismo o il nazismo erano perversioni ideologiche. Il pericolo è sempre lo stesso: assolutizzare un frammento, la mentalità del “nient’altro che” del riduzionismo.
Frederick: Allora qual è l’alternativa?
Io: Il vero cristianesimo, fondato sul realismo e sulla rivelazione, non cancella le pietre o la cattedrale: vede entrambe. L’ideologia, al contrario, distrugge la cattedrale per adorare il suo cumulo di pietre. Questa è Babele: l’umanità che cerca di salire al cielo su fondamenta umane. Ma Babele crolla. Allora Dio scende da Abramo con la vera religione: una torre capovolta, la Nuova Gerusalemme, che scende dal cielo. Le nostre torri cadono; solo la torre di Dio rimane in piedi. quella dell’Agnello immolato, adorato dai nove cori degli angeli (le novantanove pecore evangeliche, secondo di san Gregorio Magno) e dal decimo coro, l’umanità decaduta e redenta dal Sangue dell’Agnello, alleluia!
Insomma “special pleading” fai continue eccezzioni senza una valida motivazione se non confermare la propria tesi
Scusami se mi permetto, non voglio essere puntiglioso. Conosci benissimo i termini inglesi ma la parola italiana “eccezioni” è senza la doppia zeta come invece scrivi più volte
Praticamente chiunque asserisca che le religioni causano guerre e discordie sta assumendo che l’assenza di religioni sia l’antidoto alla guerra.
Mi pare più un contributo di un analista geopolitico, non vedo scritto che “se lo dice lui è vero”, piuttosto sintetizzerei con un “lo dice anche lui”. Esattamente come tu ti appelli alla tua autorità per dire il contrario. E ovviamente non hai le competenze di Fabbri.
Già sentita mille volte, chiusura classica e riciclata dei commenti antagonisti
No, al massimo se non ci fossero le religioni non ci sarebbe la categoria di guerra di religione ma ci sarebbero ancora le guerre in generele.
Chi asserisce che senza religione non ci sarebbero guerre in generale beh è un idiota
Riguardo alla tua risposta precedente. Non ci sono eccezioni; basta applicare la stessa regola in modo coerente. Ogni volta che la verità viene ridotta a ideologia – che sia in nome di Dio, della nazione o del proletariato – il risultato è distruttivo. Questa non è una speciale, interessata apologia, è semplicemente realismo. Il comunismo e il nazismo erano ideologie laiche (“sacrali” le chiamavano Nolte e Del Noce) che assolutizzavano verità parziali. Allo stesso modo, quando il cristianesimo viene distorto in un’ideologia, cessa di essere fede e diventa un’arma. Il criterio è lo stesso per tutti: la verità libera, l’ideologia schiavizza. Se faccio distinzioni, non è per proteggere il cristianesimo, ma per proteggere la verità dalle sue contraffazioni.
La verità è che tu continui a fare l’eccezzione tra la visione del Cristianesimo e quello dei secoli passati, senza un vero motivo.
Insomma come coloro che tentano di dire che il communismo non è mai stato realizzato
Ma io sono d’accordo con te su questo, semplicemente dicevo che c’è chi afferma il contrario e quindi non siamo in presenza di una fallacia dell’uomo di paglia come sostenevi più sopra
Se io dico:
Ci sono persone X che hanno detto Y e ora vi dimostro che non è vero; il mio interlocutore ha tutto il diritto di dubitare che le persone X
abbiamo mai asserito Y.
Invece se dico: Alessandro Barbero ha asserito in tale occasione Y, allora l’interlocutore avrà un motivo in meno per dubitare della sincerità di chi parla
Quindi vorresti nomi e cognomi di tutte le migliaia di persone che sostengono che lo Stato laico è garante della non belligeranza?
Il fatto che tutti noi (te compreso) sappiamo perfettamente che ci sono in giro persone che affermano che la religione sia la causa di ogni guerra (basta leggere Hitchens o Sam Harris), non ha senso citare una per una tutte le migliaia di persone.
Tra l’altro se è una fallacia confutare un’affermazione sostenuta da molti senza specificare “chi”, allora anche che affermare che i terrapiattisti (in generale) sbagliano diventa una fallacia.
Comunque è facile farsi un idea della serietà e dell’attenzione di chi ha scritto di questo articolo dove cita il festival del medioevo 2025, quando in realtà il festival si terrà a settembre di quest’anno, quindi Fabbri sta parlando dal futuro?
Si vero ho verificato. Probabilmente una svista dato che Fabbri ha pubblicato il video pochi giorni fa. Eviterei però di arrivare a conclusioni apodittiche sulla “serietà” per una svista, altrimenti cosa si dovrebbe concludere sul tuo errore ripetuto e insistito nello scrivere “eccezzioni” con la doppia z?
Frederick: In breve, stai facendo un’eccezione senza motivo. Come quelli che dicono che il comunismo non si è mai veramente realizzato.
Io: Non proprio. Non sto dicendo “Il cristianesimo è l’eccezione perché mi piace di più”. Sto dicendo che il cristianesimo è diverso nel suo genere: se è vero, è una rivelazione, non solo un’altra ideologia umana. Questa non è una difesa speciale, è accettare l’affermazione per quello che è.
Frederick: Ma allora lo stai ancora escludendo dalla critica secondo cui tutti i “sistemi” rientrano nell’ideologia.
Io: Vero, ma ecco il punto. Quando il cristianesimo è vissuto come rivelazione, porta frutti unici: il paradosso di “ama il peccatore, odia il peccato”. Il relativismo non riesce a gestirlo. Finisce per tollerare entrambi (il peccato e il peccatore) o condannarli entrambi.
Frederick: E diresti che la storia lo dimostra?
Io: Esattamente. Guardate le società fondate sul relativismo nel secolo scorso: sempre di breve durata, spesso omicide. Confrontatele con le società plasmate dall’assolutismo morale cristiano: non perfette, ma straordinariamente capaci di produrre santi. Questa non è una tesi speciale; è una prova.
Frederick: Quindi la tua affermazione è che il cristianesimo è messo alla prova dai suoi frutti.
Io: Sì. E il frutto è questo: solo il cristianesimo rende possibile amare i peccatori senza mentire sul peccato. Ecco perché è unico. Alleluia.
Allora ti rispondo esattamente come hai fatto tu (ma con un pò di ironia)
Frederick comincia a diventare rosso in viso e schioccare le proprio nocche e Giosuè si preoccupa
Frederick: a me non mi interessa cose pensi tu della tua religione ne tanto meno se è stata rivelata o no oppure del relativismo!
Giosuè: Ok stiamo c-c-almi
Frederick: ricominciamo da capo: perchè furono combattute le crociate albigesi?
Giosuè: p-p-p-per motivazioni g-g-g-eopolitiche i regnanti dell’epoca non potevano tollerare questa cosa
Frederick: Cosa?
Giosuè: la p-p-p-resenza di eresie nei pro-pro-pro-i confini
Frederick: è perchè?
Giosuè: e-e-e-era dovere di ogni cristiano c-c-c-c-combattere l’errore e riportare gli sulla retta via
Frederick: e qual’era la retta?
Giosuè: il Cristianesimo cattolico
Frederick: uhm, quindi non c’era solo l’aspetto puramente geopolitico?
Giosuè: si beh c’era un piccolo aspetto religioso
Frederick: solo un piccolo? hai detto che era dovere dei cristiani combattere l’eresia
Giosuè: si ma…
Un altro schiocco di dita
Giosuè: niente
Frederick: quindi essendo questo atteggiamento parte della coscienza collettiva del medioevo vedi che ci stai arrivando?
Continuando: chi banchi la crociata?
Giosuè: p-p-p-apa Innocenzo III
Frederick: quindi un capo religioso, ed è stata una decisione presa autonomamente?
Giosuè: non saprei
Frederick: e inceve no, se i doveri di un cristiano di cui abbiamo appena parlato erano lo spirito dell’epoca non poteva essere una scelta dettata da
interessi personali.
Giosuè: g-g-già inf-f-fatti
Frederick: quindi ammetti la matrice religiosa dietro quella guerra?
Giosuè: beh si, ma è normale che si commettano degli errori…
Frederick: come ho detto all’inizio questo non mi interessa, mi importa di come quelle persone ragionavano nel medioevo.
Giosuè: v-v-v-va bene
Frederick: morale della favola non devi proiettare il tuo cristianesimo su quello del XIII secolo, capito
Giosuè: T-t-t-tutto c-c-chiaro
Frederick smette di schioccare le nocche
Frederick: visto non ce voluto così tanto. Ah un’ultima cosa, quella crociata non hanno semplicemente sconfitto gli eretici, no no gli hanno STERMINATI, tu consideri lo sterminio di migliaglia di persone un mero errore?
Giosuè: …
La Chiesa non è chiamata santa perché i suoi membri non abbiano mai fallito – tutt’altro. È santa per la sua origine in Dio, la sua dottrina nel Vangelo, i suoi sacramenti e il suo obiettivo di condurre l’umanità alla vita di Dio. Le Crociate non appartengono a quell’insegnamento. Furono misure storiche, a volte necessarie, spesso mal eseguite.
Prendiamo la Crociata contro gli Albigesi: l’eresia non era solo un “pensiero diverso”, ma era intrecciata con mercenari, saccheggi e la devastazione della vita e delle proprietà cristiane. Innocenzo III stava rispondendo al caos non diversamente da ciò che l’ISIS ha fatto ai nostri giorni: cristiani costretti a convertirsi, pagare tasse impossibili, fuggire o morire. Il dovere di difendere i poveri e la Chiesa era sbagliato? No. Molti dei modi in cui è stato compiuto erano sbagliati? Sì.
È questo il punto: dobbiamo distinguere tra il principio – il dovere cristiano di difendere la verità e la vita – e i fallimenti umani nella sua esecuzione.
Ah ritorna anche questa bufala del 7%,l’ enciclopedia è consultabile sul web liberamente e da nessuna parte compare la cifrà del 7%.
Altro segno di serietà di chi ha scritto l’articolo, perchè altrimenti avrebbe controllato anzichè predere a mani basse questa fesseria solo perchè conferma un’idea pregressa
Bufala? Difficile parlare di bufala quando viene citata la fonte” Encyclopedia of Wars. Solitamente la bufala è proprio un’affermazione priva di riscontro. Al massimo è un errore della fonte ma dubito che tu possa smentire gli autori della più importante collezione di libri sulla storia della guerra mai scritta.
Mi domando se questo attacco personale all’autore dell’articolo con argomenti poco pertinenti sia dovuto al fatto che non riesci a confutarne i contenuti.
Allora vai a consultare l’enciclopedia leggiti l’introduzione e le conclusioni e cercami dove si afferma che le guerre di religione sono solo il 7% di tutte le guerre.
Aggiungo anche che quando si cita una fonte è buona norma citare oltre al titolo, anche capitolo e pagine sopratutto se è un’enciclopedia.
Non serve, la fonte completa di numeri di pagina è puntualmente citata nella pagina Wikipedia dedicata appunto alle guerre di religione:
https://en.wikipedia.org/wiki/Religious_war
E’ già qualcosa, da quel che ho capito hanno fatto un mero calcolo statistico di tutte le guerre di religione confrontate con tutte le guerre registrate dal volume. Discutibile come approccio ma non è questo il punto!
Ci sono due cose che stridono con ciò che l’articolo ha scritto secondo cui le guerre di religione non erano di religione, bene la pagina di wikipedia che mi ha lincato raggruppa come guerre di religione proprio quelle che l’articolo vorrebbe che non abbiano a nulla a che vedere con la religione.
Secondo: consultando la fonte del 7% circa citata da wikipedia, ossia il “Encyclopedia of Wars, vol. 3” di Charles Phillips e Alan Axelrod alla voce “Thirty Years’ War (1618–1648)” dice e cito testualmente:
MAJOR ISSUES AND OBJECTIVES: Religious and political
freedom for the Protestants of the Empire, and especially
of the Hapsburg lands (the emperor and the states of the
empire); the atomization of Germany, territorial gains in
north Germany, and a war indemnity (Sweden); territorial
gains in Alsace-Lorraine and reduction of assistance
between the Austrian and Spanish Hapsburgs (France);
security for the “Protestant cause” in Germany
(Denmark, the Dutch)
Encyclopedia of Wars; vol.3; p. 1136
Quindi si la guerra dei Trent’anni ebbe come causa anche la religione!