Un astrofisico al Giubileo: «La scienza ci parla del creato»

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Ordinario di Astrofisica all’Università di Milano, Marco Bersanelli ha rivolto al Giubileo dei Giovani un insegnamento prezioso: la scienza è alleata alla fede, un fantastico strumento per interrogare la creazione


 

Un professore di Astrofisica al Giubileo dei Giovani.

Bella iniziativa da parte della Conferenza Episcopale Italiana di invitare Marco Bersanelli, ordinario di Astronomia e Astrofisica all’Università Statale di Milano, nella Basilica di San Giuseppe al Trionfale, a Roma.

L’evento, intitolato “12 parole per dire speranza”, si è svolto il 31 luglio scorso in occasione del Giubileo dei Giovani 2025.

 

Chi è l’astrofisico Marco Bersanelli

Il noto scienziato italiano è specializzato in cosmologia osservativa e da decenni si dedica allo studio della radiazione cosmica di fondo, la prima luce emessa dall’universo primordiale.

Bersanelli è anche tra i protagonisti della missione spaziale Planck dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), contribuendo in modo decisivo a misurare con precisione senza precedenti i parametri cosmologici fondamentali come la densità dell’energia oscura, la costante di Hubble e l’età dell’universo.

Nonostante questo importante curriculum scientifico si è rivolto ai giovani presente in maniera molto semplice e profonda, spiegando come aprire gli occhi alla bellezza dell’universo sia un atto profondamente spirituale.

 

«La scienza è un modo di interrogare la creazione»

«Tutta la nostra conoscenza del mondo parte sempre da uno stupore», ha detto Bersanelli. «Per la meraviglia, per qualcosa che ci è stato dato, che non abbiamo fatto noi, e che invita a coglierne il significato».

E la scienza «di cui mi occupo», ha proseguito, «è uno dei modi in cui l’uomo è in grado di interrogare la natura, la creazione e di rendersi conto della grandezza di tutto ciò che esiste».

Con un evidente richiamo al pensiero di Blaise Pascal, l’eminente scienziato ha riflettuto anche sulla sproporzione tra le dimensioni del cosmo e quelle dell’uomo. Ma quest’ultimo, «essendo un granello di polvere nell’universo, è però quel granello che è in grado di domandarsi il senso di tutto e della propria vita».

L’invito del docente ai giovani partecipanti è stato quindi quello di coltivare una «attenzione alla realtà creata», con stupore e meraviglia, per scoprire che «il nostro cuore è fatto per una gioia infinita e nella vita vita di ogni giorno abbiamo le primizie di una gioia che attendiamo di vivere nella sua pienezza».

 

Un plauso ai vescovi per l’iniziativa

Il messaggio di Marco Bersanelli è chiaro: la scienza non solo non è estranea alla fede, ma ne può diventare una voce potente quando aiuta ad aprire gli occhi alla bellezza e sulla misteriosa grandezza del creato.

Un plauso all’Ufficio per la pastorale delle Vocazioni, del tempo libero e dello sport per aver inserito anche un incontro di questo tipo nell’ambito degli eventi culturali legati al Giubileo.

Un momento che ne ha incarnato pienamente lo spirito: aprire mente e cuore, anche attraverso la scienza, per riconoscere i segni di un disegno più grande che interpella l’uomo e lo invita a camminare verso la pienezza della vita.


 

Il nome di Marco Bersanelli è incluso nel nostro dossier sugli scienziati credenti e in quello sulle loro citazioni riguardo la scienza e la fede.

Autore

La Redazione

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