La GMG del 2000 e la leggenda dei “due quintali di condom”

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L’attivista LGBTQ+ Aurelio Mancuso rilancia la fake news dei preservativi ritrovati alla Giornata Mondiale della Gioventù del 2000. E’ così insopportabile accettare il raduno di migliaia di giovani, credenti e felici?


 

Roma sta accogliendo il Giubileo dei Giovani 2025, evento carico di speranza per migliaia di giovani da tutto il mondo.

500mila cattolici giunti a Roma per stringersi attorno a Leone XIV.

Nonostante ciò, qualcuno ha bisogno di rispolverare vecchie leggende per screditare ciò che non riesce a comprendere. Parliamo di Aurelio Mancuso, attivista arcobaleno ed ex presidente di Arcigay.

Sedicente cattolico, in un recente post (ripreso immediatamente dalla fonte trash Dagospia) ha rilanciato con tono canzonatorio la vecchia bufala dei “due quintali di preservativi” ritrovati a Tor Vergata al termine della Giornata Mondiale della Gioventù del 2000.

 

I condoms dei papa-boys al Giubileo 2000

All’indomani della GMG, infatti, qualcuno sparse la voce secondo la quale nel prato di Tor Vergata dove si svolse la veglia e la messa finale con Giovanni Paolo II, sarebbero stati trovati migliaia di profilattici lasciati dai papa-boys.

Mancuso nel post parla di «evidenza», ma già allora si trattava di una notizia senza fondamento, priva di qualsiasi conferma visiva o testimonianza documentata. Nessuna foto, nessuna testimonianza diretta, nessun servizio pubblico, nessun organo di stampa serio, né tantomeno gli operatori ecologici coinvolti riportarono una simile raccolta di materiali.

Una maldestra invenzione propagandistica per tentare di trasformare un evento spirituale in un’occasione di dileggio. L’eco della fake news arrivò perfino sulla Rai con protagonista proprio Aurelio Mancuso. A controbattere, in solitaria, si ricorda lo scrittore Antonio Socci, quando ancora si occupava di difendere la Chiesa e non di sputarle addosso.

La narrazione fu ripresa anche negli anni successivi, appaiandola ai fotomontaggi di Benedetto XVI vestito da giovane nazista. Venne citata, ad esempio, durante la campagna referendaria 2005 da personalità come Paolo Flores d’Arcais ed Emma Bonino, che giocarono sull’ipocrisia tra “i condom della GMG” e il pensiero sulla sessualità della Chiesa.

L’ultimo ad averla ripescata, a nostra conoscenza, è stato Corrado Augias nel 2014. Alle sue parole dedicammo un articolo e qualche argomentazione per spiegare l’insostenibilità della notizia.

Abbiamo già citato la totale assenza di fotografie dei presunti “profilattici della Giornata Mondiale della Gioventù”, nonostante le migliaia di giornalisti presenti all’evento. Anzi, moltissimi giovani partecipanti raccontarono ad “Avvenire” la presenza di testate giornalistiche intenzionate a costruire scoop anticlericali sul presunto disagio, come la carenza di servizi igienici.

Era un periodo di duri e continui attacchi dei grandi giornali alla Chiesa italiana, oggi ce ne siamo quasi dimenticati.

 

Bullismo contro i papa-boys, le scuse dopo 15 anni

Una testimonianza è quella del giornalista Valerio Mattioli che nel 2015 su Vice ha raccontato delle sue prodigiose gesta da giovane anticlericale durante la GMG del 2000.

Ha ricordato le colonne di pellegrini verso i quali, assieme ai suoi amici, «ci lanciammo in una sguaiata sequenza di insulti, bestemmie e gesti non proprio amichevoli. Ci muoveva un sentimento di fastidio coatto e insofferenza molesta, e a quanto pare era un sentimento condiviso».

Mattioli, a distanza di anni, chiese anche scusa a un giovane cattolico bullizzato da lui e da un amico. Lo presero di mira poiché in disparte dal gruppo, intento a mangiare un gelato e, fingendo che avesse voluto rimorchiare le loro fidanzate, i due lo insultarono come «Papa Boy ʼnfame! Come te permetti, te e ʼsto cappelletto stronzo» e, non contenti, «il socio prese il cono gelato del Papa Boy e glielo spiaccicò in faccia».

La frase interessante nel contesto di questo articolo è però quando Mattioli ricorda che finita la GMG, «mandrie di curiosi si precipitarono a scrutare il favoleggiato fiume di preservativi usati lasciati in eredità da quelli che Giovanni Paolo II aveva ribattezzato “sentinelle del mattino”».

Il fatto che definisca “favoleggiato” il ritrovamento e che nessuno di quella “mandria di curiosi” abbia mai prodotto una sola fotografia, la dice lunga sulla falsità storica di questa bufala.

 

Aurelio Mancuso rilancia l’attacco ai papaboys

Arriviamo al 2025 e allo sciocco post dell’arcigay Aurelio Mancuso.

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Riproporre quella menzogna è la prova dell’incapacità di comprendere e accettare che migliaia di giovani credenti da tutto il mondo non solo possano esistere, ma addirittura osino radunarsi.

E lo facciano gioiosi, senza violenza, senza distruggere nulla, senza imbrattare muri, senza provocare risse o incidenti, senza bisogno di esibirsi nudi su carri arcobaleno, senza polemizzare, protestare, urlare contro altri o minacciare qualcuno.

Per una volta che il mondo ha la possibilità di vedere un altro volto della gioventù, il volto bello della società. Molto differente da quello nichilista e apatico a cui ci abituano i media. Ma niente, certi ambienti non vedono l’ora di ridurlo a caricatura.

 

Sì, probabilmente il Giubileo dei giovani per alcuni è insopportabile.

La buona notizia è che certe bassezze appartengono a un mondo vecchio, inacidito. I giovani del Giubileo, no: loro sono il futuro sano di una società che cammina e che dà fastidio proprio perché non ha perso la fede e la voglia di credere in qualcosa di più grande.

Autore

La Redazione

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6 commenti a La GMG del 2000 e la leggenda dei “due quintali di condom”

  • Carlo Alberto Galanti ha detto:

    Avete sbagliato il nome del papa regnante è Papa Leone XIV, non Papa Leone XVI.

    • Redazione UCCR ha risposto a Carlo Alberto Galanti:

      Grazie per l’attenzione, abbiamo corretto

  • Fra ha detto:

    Hanno paura. Cristo fa paura… e fa paura il fatto che migliaia (sembra si arriverà al milione a Tor Vergata) di giovani partecipino a una GMG, a un raduno internazionale fatto per crescere nella fede. E fa paura il fatto che i giovani rispondano sempre presente, anno dopo anno, edizione dopo edizione. Così come fa paura l’aumento dei battesimi in Francia e in altre nazioni d’Europa… Dio si risveglia nelle anime scriveva qualcuno tempo fa… e aveva ragione.

  • ALESSANDRA ha detto:

    Ero a Tor Vergata 25 anni fa.
    Pazzesco che, nel frattempo, non ci si sia inventati nulla di nuovo. La fantasia latita…

  • Michele ha detto:

    Magari la storia dei preservativi è stata ingigantita,ma dubito che tutti quei giovani vivevano all’epoca (ma anche i giovani di oggi),in castità prematrimoniale… …poi mi chiedo, i numerosi giovani che partecipano alle giornate della gioventù,dove sono alle messe domenicali? … frequento varie chiese,e i giovani si contano sulle dita di una mano…

    • Fra ha risposto a Michele:

      Parlo per la mia diocesi: tutti i giovani che sono partiti da qui partecipano e servono la messa nelle loro parrocchie. E gli altri come me, che sono rimasti, pure. Non saremo sicuramente un esercito, ma fare il paragone con la propria parrocchia rispetto a un milione di giovani da tutto il mondo mi pare ingeneroso.