Il buddhismo colpito dal grande scandalo: i media in ritardo

buddhismo scandalo

Un’analisi del doppio standard occidentale sullo scandalo finanziario e morale del buddhismo. Comunicazioni tardive, approssimative e toni compassionevoli. E se al centro della bufera ci fossero i leader del monachesimo cattolico?


 

Il Buddhismo sta vivendo una delle più gravi crisi degli ultimi decenni.

Qualcuno in Italia sa qualcosa? Forse sì, ma solo negli ultimi giorni alcune testate ne hanno parlato, sottolineando solo gli aspetti scabrosi (sessuali) della vicenda.

Eppure sono notizie vecchie di mesi, definite, per l’appunto, uno dei più grandi scandali monastici della storia”.

 

Il leader del buddhismo thailandese in carcere

Il tutto comincia tra ottobre e novembre 2024 con l’appropriazione di 10 milioni di euro da parte dell’abate del grande tempio buddhista di Wat Rai Khing, il venerato settantenne Phra Dharma Wachiranuwat, governatore anche della Regione Ecclesiastica 14.

Si tratta di uno dei più grandi leader buddhisti, incarcerato dopo l’appropriazione indebita del denaro destinato alle opere del tempio, che invece ha destinato su conti personali e girati a una sua seguace per finanziare il gioco d’azzardo online tramite la complicità del comitato direttivo del tempio.

Da lì, la polizia ha esteso le indagini ad altri templi: alla fine 13 monaci di rilievo sono stati estromessi dall’ordine, alcuni scomparsi insieme a decine di milioni finiti in conti privati o in traffici di lingotti d’oro, legname pregiato e persino costruzioni edilizie mai concluse.

Il tutto si intreccia con le accuse di corruzione e appropriazione indebita che hanno portato la forza pubblica a chiedere una bonifica senza precedenti al Sangha, l’istituzione monastica thailandese.

 

Gli scandali sessuali e morali del buddhismo

Ma non è finita, purtroppo. La situazione che ha scioccato di più riguarda lo scandalo sessuale che ha trascinato nell’inchiesta più di una decina di monaci buddhisti.

Una donna li ha sedotti e ha avuto con loro rapporti sessuali, ricattandoli successivamente con oltre 80mila foto e 5mila video e ottenendo quasi 12 milioni di dollari attraverso estorsione e riciclaggio. Si trattava di relazioni durature dalle quali sono nati diversi bambini.

Il clero buddhista è vincolato da 227 rigide regole, tra cui il divieto di toccare le donne e perfino di maneggiare direttamente oggetti.

Quanto avvenuto non è un’eccezione, scandali finanziari, sessuali e morali da tempo sono denunciati ai danni di monaci buddhisti, che viaggiavano su jet privati con borse di lusso, iPod e occhiali firmati e templi dove le tigri venivano tenute segregate per attrarre turisti.

E poi, ancora, il diffuso abuso di cocaina e metanfetamine che ha addirittura portato alla chiusura di un intero tempio in cui tutti i monaci sono risultati positivi ai test antidroga..

Lo studioso del buddismo Danai Preechapermprasit ha dichiarato che «abbiamo raggiunto un punto in cui è diventato difficile per i monaci anche solo camminare per strada».

 

Il doppio standard dei media

Un vero e proprio cataclisma per il buddhismo che, tuttavia, non ci interessava affatto raccontare.

Se non fosse che nell’immaginario collettivo occidentale – e anche nella comunicazione giornalistica – queste vicende, pur gravi, sembrano interessare relativamente. Ma, forse ancora peggio, i pochi che se ne occupano utilizzano una narrazione di tipo “compassionevole”, quasi indulgente.

Per fare un esempio, l’esperto osservatore del sud est Asiatico, George Ritinsky, è uno dei primi ad averne parlato e ha trattato -giustamente- la vicenda con carità cristiana.

I toni sono dolci e affettuosi, lui stesso è amico di molti buddhisti ed esprime dolore e vicinanza ai fedeli coinvolti. «Quello che accade ai miei fratelli e sorelle buddhisti non mi lascia indifferente», conclude.

Immaginiamo ora un’ipotetica cronaca simile, con protagonisti però i vertici del monachesimo cattolico, colpevoli di aver rubato milioni, violato sistematicamente il celibato ed essere al centro di un traffico di droga. In quel caso – l’esperienza della cronaca lo insegna – i media cambierebbero registro.

La copertura sarebbe planetaria ed estremamente critica, i toni duri, e i titoli scontati: “Chiesa sotto choc”, “Clero infedele”, “Vaticano copre i colpevoli”.

C’è un evidente doppio standard. «L’unico e ultimo pregiudizio accettabile», scrisse non a caso lo storico americano Philip Jenkins, «è quello anticattolico».

 

L’aura romantica occidentale del buddhismo

Da una parte il buddhismo è raccontato come un mondo fiabesco e rigenerante e, quando emergono scandali si evita di parlarne o ci si premura di sottolineare quanto siano “eccezioni” rispetto a una fede altrimenti pura.

E lo sono, naturalmente, ma non lo si ricorda mai se sotto i riflettori c’è un prete. In questi casi, se emerge un illecito economico o morale, la reazione è quasi automatica, la generalizzazione è immediata e la richiesta di resa dei conti è tempestiva.

Sull’aura artificiale che circonda il buddhismo parlerà anche “Emergent Dharma” (North Atlantic Books 2025), libro di prossima uscita scritto da una femminista asiatica, che intende «sfatare il mito» sull’immaginario occidentale dei buddisti e sulla «romanticizzazione del Buddhismo» operata in Occidente, che «è profondamente intrecciata con la sua mercificazione».

 

Buddhismo, nessuna generalizzazione

Tornando agli scandali attuali riguardanti il buddhismo, non ci si aspetta ovviamente che in Occidente si trattino con la stessa attenzione di quelli che affliggono la Chiesa. Ma nemmeno che siano ignorati o comunicati con enorme ritardo e, solo in questi casi, usando toni compassionevoli.

Nemmeno quando il re thailandese Maha Vajiralongkorn arriva ad annullare gli inviti a più di 80 monaci che avrebbero dovuto partecipare alle celebrazioni per il suo compleanno, adducendo come causa «un comportamento inappropriato che ha causato disagio mentale tra il popolo thailandese».

E non è necessaria alcuna generalizzazione perché, come disse Papa Francesco incontrando proprio una delegazione di buddhisti thailandesi, «coloro che sono profondamente radicati nelle rispettive tradizioni religiose e disposti a lavorare insieme possono portare un raggio di speranza a un’umanità disperata».

Autore

La Redazione

Notizie Correlate

0 commenti a Il buddhismo colpito dal grande scandalo: i media in ritardo