Nike celebra la paternità e si allontana dal woke

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Dopo decenni di narrativa arcobaleno, la pubblicità di Nike punta sulla famiglia e sulla paternità mettendo al centro il campione di golf Scottie Scheffler e suo figlio Bennett: “Hai già vinto”, si legge.


 

L’ultima pubblicità di Nike ha messo sorprendentemente al centro un valore dimenticato: la paternità.

Lo spot vede il numero uno del golf mondiale, Scottie Scheffler, immortalato in due immagini evocative.

 

La pubblicità di Nike sulla paternità

La prima immagine della pubblicità di Nike lo mostra con il figlio piccolo, Bennett, sul green subito dopo la conquista del British Open: la didascalia dice “Hai già vinto”, lasciando intendere che la vittoria più grande per lui è quella della paternità, per l’appunto.

Nella seconda scena lo si vede in fase di swing durante il torneo, accompagnata dalla frase: “Ma un altro importante torneo non fa mai male”.

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Il lancio dello spot è avvenuto poco dopo che Scheffler ha conquistato il suo quarto titolo al British Open 2025.

Nella conferenza stampa pre-torneo aveva dichiarato senza mezzi termini che vincere tornei non è per lui “una vita soddisfacente”: il riconoscimento è bello, ma ciò che importa davvero è la famiglia.

Ecco le sue parole:

«Sono fortunato a poter venire qui e giocare a golf. Ma se il golf dovesse mai influenzare la mia vita familiare o il rapporto che ho con mia moglie o con mio figlio, quello sarebbe l’ultimo giorno in cui giocherò. Preferisco di gran lunga essere un bravo padre che un bravo golfista»

 

Le reazioni allo spot pro-family di Nike

La scelta di Nike è stata percepita come una pausa “rinfrescante” rispetto alle precedenti campagne che spesso veicolavano narrazioni woke, seguendo l’andazzo del momento. Moltissimi utenti sui social statunitensi hanno espresso apprezzamenti.

«La cultura sta cambiando radicalmente. Anche solo un anno fa, Nike non avrebbe mai pubblicato una pubblicità a favore della famiglia», scrive una donna, confermando indirettamente quanto scrivevamo su UCCR qualche mese fa.

«È un peccato che i messaggi a favore della famiglia siano ormai così rari da meritare di essere menzionati», riflette un altro. E ancora: «Questo è il tipo di marketing sano di cui abbiamo più bisogno nel mondo».

 

Prima di Nike anche Volvo e Apple

Negli ultimi decenni l’azienda Nike non si è discostata dalle grandi multinazionali nel sostenere programmi controversi e arcobaleno, arrivando a sponsorizzare atleti e personaggi transgender (Chris Mosier, Dylan Mulvaney) e partecipando attivamente al Pride di Portland del 2023.

Una scelta simile a Nike è stata fatta da Volvo l’anno scorso. L’azienda svedese aveva promosso la nuova EX90 con una rappresentazione semplice ed emotiva del valore della vita.

Volendo trasmettere un un senso di sicurezza ai potenziali clienti, come si vede nel video hanno scelto di farlo tramite un delicato annuncio di gravidanza che scatena una serie di emozioni familiari ai neo-genitori: incertezza, paura, eccitazione, amore e speranza.

Lo spot mostra chi sarà questo neo-concepito, una bambina vivace che diventerà una donna avventurosa e sicura di sé.

Sulla stessa scia anche l’azienda Apple che, con la pubblicità degli AirPods Pro 2 -utilizzabili come apparecchi acustici-, ha celebrato il legame tra un padre non udente e sua figlia, esplorando la loro relazione nel corso degli anni.

 

Non ci illudiamo che Nike, Volvo ed Apple abbiano davvero a cuore il valore della famiglia e della paternità, piuttosto si adeguano commercialmente a un cambiamento dei tempi (ma sarebbe comunque un segnale importante).

Ulteriore prova che, dopo decenni di promozione dell’individualismo, la paternità può tornare ad essere ancora raccontata come un traguardo. E come una vittoria.

Autore

La Redazione

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