Svelato il vero volto cristiano di un poema medievale
- Ultimissime
- 24 Lug 2025

Due ricercatori di Cambridge scoprono un errore di traduzione in un antico poema medievale. Così il racconto passa dal fantasy (pagano) all’essere inequivocabilmente cristiano.
Un antico poema medievale è stato per secoli ritenuta una storia fantasy, più vicina al paganesimo che al cristianesimo.
Ma due studiosi di Cambridge hanno svelato l’errore di traduzione, donando al brano tutto un altro significato. Si tratta di una vicenda tanto curiosa quanto affascinante, soprattutto per chi ama l’epoca del Medioevo.
L’errore di traduzione svelato da due studiosi
In un recente articolo pubblicato su “The Review of English Studies”, James Wade e Seb Falk hanno annunciato di aver decifrato un frammento della cosiddetta The Song of Wade, una leggenda medievale avvolta da sempre nel mistero.
Nel frammento analizzato, scritto in inglese, si legge che «alcuni sono elfi (“elves”) e altri sono vipere (“adders”); alcuni sono spiriti che vivono vicino alle acque: non c’è nessun uomo, tranne Ildebrando».
La lettura di queste parole ha sempre portato ad immaginare un racconto pieno di creature soprannaturali, con mostri mitologici e ambientazioni tipiche da fiaba pagana. Eppure, dietro questa lettura suggestiva si nascondeva un semplice errore di copiatura che ha travisato completamente il contenuto simbolico e morale del testo.
Un errore facilmente spiegabile nel contesto della scrittura medievale a mano.
Dove si legge “elves”, in realtà si parlava di “wolves”. Quindi non elfi, ma lupi. Mentre “sprites” (spiriti) andava invece compreso come “serpents”, serpenti (di mare).
Da racconto fantasy-pagano a inequivocabilmente cristiano
Questa modifica, apparentemente marginale, ha cambiato radicalmente le cose: da un poema fantasy, si passa a un racconto cavalleresco e umano, contraddistinto da rivalità e conflitti tra uomini.
Così, Wade, protagonista del brano, non sarebbe stato un eroe impegnato in battaglie contro mostri fatati, ma un cavaliere impegnato contro i simboli del male umano: lupi che rappresentano tiranni e uomini violenti, e serpenti di mare che evocano pericoli nascosti e insidie morali. Il racconto si ricollega così al filone dei romanzi cavallereschi e didattici del Medioevo cristiano, in cui il combattimento ha una valenza etica e spirituale, lontano dalla fantasia pagana.
La morale che trasmette The Song of Wade è un invito all’umiltà e una denuncia contro i potenti corrotti, travestiti da agnelli ma in realtà lupi predatori. La figura del serpente che si aggira nei pressi dell’acqua richiama l’idea biblica della tentazione e della menzogna.
La cornice è inequivocabilmente cristiana, e dimostra come, nel Medioevo, la letteratura fosse spesso al servizio dell’annuncio evangelico.
Il confine tra fede e letteratura nel Medioevo, infatti, non era rigido o conflittuale. I predicatori non si limitavano a citare la Scrittura: attingevano anche ai racconti popolari per veicolare, con efficacia e concretezza, i grandi temi dell’esistenza cristiana.








0 commenti a Svelato il vero volto cristiano di un poema medievale