Slipknot, la band metal che bestemmia e predica la morte
- Ultimissime
- 17 Lug 2025

Viaggio nell’oscuro mondo degli Slipknot, la cui bestemmia urlata al “Ferrara Summer Festival” è coerente con i testi dei brani intrisi di violenza e odio. Un gruppo collegato a diversi episodi di omicidi che celebra il nichilismo ateo.
Il 17 giugno scorso l’evento del Ferrara Summer Festival ha incluso la band degli Slipknot.
Si tratta di un gruppo statunitense nato nel 1995, noto per lo stile musicale aggressivo che mescola heavy metal, alternative metal e groove metal, esibendosi indossando maschere inquietanti che celano l’identità.
Slipknot e la bestemmia al “Ferrara Music Festival”
E fin qui tutto rientra nelle scelte personali. Si parla di loro però per la bestemmia, appositamente pronunciata dal frontman Corey Taylor durante il concerto, che ha portato il giovanissimo pubblico in delirio.
Un indignato cittadino ferrarese ha fatto una piccola ricerca scoprendo che un gesto che sembrava un episodio isolato è in realtà un elemento ricorrente nel format dei loro live, impregnati di blasfemia per il gusto di dissacrare e scandalizzare.
Si è perciò rivolto all’attuale amministrazione di Ferrara, guidata da Alan Fabbri (Lega Nord) per chiedere come sia possibile che si sia potuta accettare la partecipazione di una band simile quando i valori proclamati dal suo partito sono basati sulla triade “Dio, Patria, Famiglia”.
In un secondo intervento su “Ferrara Today”, il cittadino ferrarese ha precisato che anche nel 2023 a Bologna, gli Slipknot hanno incitato la folla pronunciando bestemmie e lo stesso è accaduto a Verona nel 2022, a Milano nel 2020, ancora a Bologna nel 2019 e a Imola nel 2011.
Si tratta quindi di una sorta di rituale, un segno distintivo che sembra essere accettato nell’indifferenza della politica e degli organizzatori.
Chi sono gli Slipknot e il cantante Corey Taylor
Ma chi sono gli Slipknot e chi è il cantante Corey Taylor (foto rappresentativa qui sotto)?
Cresciuto senza padre, Taylor a 10 anni è stato fisicamente abusato da un amico di 16 ed è diventato, pochi anni dopo, tossicodipendente, andando volontariamente in overdose da cocaina per due volte.
Pluridivorziato, il frontman degli Slipknot è diventato anche dipendente dall’alcol, tentando ancora una volta il suicidio nel 2003. Sostenitore di Bernie Sanders, nel 2010 ha perfino scritto un libro sui sette vizi capitali (“Seven Deadly Sins: Settling the Argument Between Born Bad and Damaged Good”), elogiandoli e trasformandoli in virtù.
Chi invece è riuscito a suicidarsi è stato lo storico bassista Paul Gray, morto per overdose in una stanza d’albergo nel 2010.

I testi collegati a vari episodi di omicidio
Se questa è la biografia del cantante non stupisce che i testi degli Slipknot siano pregni di parolacce e si concentrino su temi che chiamare “oscuri” è un eufemismo: nichilismo, disaffezione, omicidio, odio, misantropia e psicosi.
Non sono temi riflessivi, ma sfoghi, vomiti urlati in una disperazione lancinante.
Ancor meno sorprende che i brani degli Slipknot siano stati collegati a diversi episodi di criminalità.
Nel 2003, due giovani assassini hanno attribuito l’accoltellamento mortale di un loro coetaneo al testo di “Disasterpiece”.
Un brano in cui Corey Taylor, con voce minacciosa e gutturale, urla queste parole:
«Voglio tagliarti la gola e fotterti la ferita,
voglio spingere dentro la mia faccia e sentire mentre svieni.
Le persone fanno rumore quando sono malate,
non c’è niente da fare se non aggrapparsi al nulla.
Dai un’occhiata dentro, mi manca l’anima,
tutto quello che ho è morto, quindi ti porterò con me.
Mi sento come se fossi stato cancellato,
quindi uccidimi in ogni caso. Non dovrei essere qui»
Nel 2008 “The Guardian” riportava che in Sudafrica, uno studente armato di spada ha ucciso un suo coetaneo indossando una delle maschere rese famose dagli Slipknot.
Qualche anno prima, il testo di un’altra canzone, “Surface”, fu scoperto in un biglietto sul luogo del saccheggio di una tomba in un cimitero.
Ecco cosa dice il testo:
«Fanculo a tutti! Fanculo tutto! Fanculo questo mondo!
Fanculo tutto ciò che rappresenti!
Non appartenere! Non esistere!
Non me ne frega niente!
Non giudicarmi mai!
Vivi nel tuo stesso odio,
quando ti metterò le mani addosso
non c’è un c***o che tu possa fare»
La responsabilità principale è l’acquiescenza delle istituzioni culturali e politiche nel concedere spazio pubblico a simili artisti, dove le bestemmie non sono certo l’unico problema che la loro presenza provoca.
Per quanto riguarda gli Slipknot, non si tratta più soltanto di una questione di costume o di spettacolo estremo. E non sono semplicemente una band “provocatoria”, come ce ne sono tante nel loro genere.
Ciò che propongono è un’estetica celebrante della violenza, veicolata da testi intrisi di odio, disperazione e dissacrazione. La bestemmia non è un caso isolato, ma un elemento coerente con un’esistenza immersa nel più tragico nichilismo ateo.








1 commenti a Slipknot, la band metal che bestemmia e predica la morte
“La responsabilità principale è l’acquiescenza delle istituzioni culturali e politiche nel concedere spazio pubblico a simili artisti, dove le bestemmie non sono certo l’unico problema che la loro presenza provoca.”
Gesù, in una rivelazione privata a Giuliana Buttini Crescio, dice che i politici non hanno scuse, perchè mentono sapendo di mentire.
Non è difficile capire la logica che rende il potere impermeabile alla verità, perchè vivere come se Dio non esistesse porta logicamente a ignorare il bene comune e la difesa dei più deboli.La responsabilità principale ricade sulle istituzioni culturali e politiche che concedono volentieri spazio pubblico a questi artisti – artisti la cui presenza porta con sé ben più di una semplice blasfemia.
La decisione di Ferrara di ospitare un gruppo del genere non è neutralità culturale, è un’abdicazione morale.