Le costanti fisiche e la precisa calibrazione a favore della vita
- Ultimissime
- 03 Lug 2025

L’astrofisico e cosmologo P.M. Sutter parla del “fine tuning” e di come le più note spiegazioni (principio antropico, multiverso, teoria delle stringhe ecc.) non sono convincenti. Rimane il mistero di un universo che sembra ci stesse aspettando.
Perché i valori fondamentali della fisica sembrano perfettamente “tarati” per rendere possibile la nostra esistenza?
E’ la domanda che si ponte con molta onestà Paul M. Sutter, astrofisico e cosmologo presso l’Università dell’Ohio.
Nel suo articolo apparso recentemente sulla rivista digitale specialistica “Space“, Sutter riflette: «Le costanti fondamentali della natura sembrano perfettamente calibrate per permettere alla vita di esistere. Se fossero anche solo un po’ diverse, semplicemente non saremmo qui».
L’affascinante tema del fine-tuning cosmico
Si parla del cosiddetto fine-tuning o “sintonizzazione fine” dell’Universo, cioè l’evidenza che basterebbe una minima modifica delle costanti fisiche -come la gravitazione, la velocità della luce, il peso dell’elettrone, la costante di Planck ecc.- per impedire la vita cosciente.
«Ciò che è particolarmente inquietante», scrive lo scienziato americano, «è che questi numeri sembrino essere stati calcolati con grande cura».
Davanti a questa domanda troppo pericolosamente teologica, alcuni rispondono invocando il cosiddetto “principio antropico”: osserviamo l’universo così com’è perché, se fosse altrimenti, non saremmo qui a osservarlo. Una tautologia «un po’ poco convincente», commenta Sutter. Che spiega tutto e niente.
Ed allora ecco entrare in scena l’ipotesi più affascinante: il multiverso.
Nella versione più visionaria, frutto di inflazione eterna o delle geometrie variabili della teoria delle stringhe, esisterebbero infiniti universi paralleli, ciascuno con i propri valori cosmici. Noi saremmo semplicemente nati in quello “giusto” per la vita .
È una spiegazione elegante, ma non è scienza: non abbiamo prove empiriche che dimostrino l’esistenza di altri universi, né la reale validità di queste teorie.
Tra l’altro, osserva Sutter, sia l’inflazione eterna che la teoria delle stringhe contengono costanti proprie, perciò «non possiamo ancora sfuggire a una qualche forma di costante fondamentale, o a qualche forma di conoscenza dell’universo che non possiamo spiegare con le nostre stesse teorie».
La riflessione del cosmologo termina qui, senza alcuna risposta.
All’estero, specialmente nei paesi anglosassoni, questo tipo di dibattito è vivo e palpitante, mentre in Italia viene purtroppo trattato in modo sufficiente, quasi infastidito.
Eppure il “fine tuning” cosmico continua a sfidare l’apertura di una finestra sul mistero più profondo: non solo perché qualcosa invece che nulla, ma perché qualcosa di così finemente preparato per noi tanto da far venire il sospetto che Qualcuno ci stava forse aspettando.








2 commenti a Le costanti fisiche e la precisa calibrazione a favore della vita
Colgo l’occasione di questo articolo per postare un link su un articolo di segno opposto, che non riesco a conciliare con quanto appunto leggo nell’articolo:
https://disf.org/files/pic/articolo_corrieredellasera_rovelli_tanzella.pdf
Ringrazio in anticipo per ogni commento chiarificatore.
Personalmente prenderei con le pinze le parole di Carlo Rovelli, notoriamente ateo. Anche se scritte assieme a Tanzella-Nitti. Sono invece d’accordo con l’articolo nel vedere nel fine tuning un argomento affascinante che implica domande profonde senza dover per forza abbracciare teorie di disegni intelligenti, d’altra parte è un argomento parallelo a quello dell’evoluzione biologica direzionale (che mi pare sia sostenuta dallo stesso Tanzella-Nitti).