Giovanni Allevi, nella malattia la scoperta di Dio
- Ultimissime
- 04 Giu 2025

Il compositore Giovanni Allevi e la malattia contro cui combatte da tre anni. In un’intervista dice di aver scoperto “la magnificenza di Dio” proprio dentro al dolore, aprendosi al Mistero piuttosto che alla sua negazione.
Come sta Giovanni Allevi? La buona notizia è che tra poco tornerà sul palco.
Dirigerà infatti la sua nuova opera, il Concerto MM22 per violoncello e orchestra d’archi, una composizione nata nel cuore della sofferenza, tra un ricovero e l’altro.
Giovanni Allevi e la malattia, una lotta contro il mieloma
Dal 2022, infatti, Giovanni Allevi combatte contro la malattia più insidiosa, un mieloma multiplo. La diagnosi arrivò dopo un concerto a Vienna, quando avvertì un dolore lancinante alla schiena che gli impedì perfino di alzarsi per salutare il pubblico.
Tra i più riconosciuti compositori contemporanei, la sua vita da allora si è trasformata in un ricovero continuo, vivendo quotidianamente l’esperienza ospedaliera all’Istituto dei Tumori di Milano. Una circostanza che paragona al “deserto” di cui parla la spiritualità cristiana: quel tempo di smarrimento totale, in cui ogni certezza svanisce e il dolore sembra l’unica realtà tangibile.
Allevi ne ha parlato ieri in un’intervista per “Avvenire”, spiegando però che è proprio in quel vuoto che ha cominciato a respirare per davvero. Quando un paziente anziano, anch’egli ricoverato, gli disse: «Qui siamo tutti uguali», fu per lui la fine dei ruoli, dei palcoscenici, delle maschere: solo l’uomo nudo, fragile, autentico.
“Il dolore mi ha aperto la magnificenza di Dio”
Il dolore come obiezione a Dio esiste solo sulle labbra dei polemisti, le vicende umane dicono spesso il contrario. E la storia di Allevi lo dimostra.
Grazie alla malattia, racconta infatti il compositore italiano, è iniziata un’altra fase della vita, dove «il mio cuore comincia a espandersi, sento che la mia anima inizia ad allargarsi, a recuperare spazi immensi proprio mentre il corpo soffre. È un’esperienza stranissima».
E’ inevitabile che in quella circostanza il superfluo della vita passi in secondo piano e, come confessa, «il tema dell’immortalità dell’anima e del trascendente torna ad essere centrale».
Si aprono finalmente le grandi domande della vita a cui Allevi dice di aver risposto affermativamente: «Dentro di noi esiste un principio infinito, precedente al nostro dolore, che non si fa scalfire da nulla. E nel momento in cui percepisco in me questa grandezza, che paradossalmente è il dolore che mi fa vedere, si apre la magnificenza di Dio».
Un percorso molto simile a quello di Francesca Pedrazzini, di cui abbiamo parlato tempo fa.
Il dolore, occasione per scoprire il Mistero
Da questo cammino nasce il Concerto MM22, in cui il compositore trasforma le lettere della parola “mieloma” in note, come fece un tempo Bach con il proprio nome. Un diario musicale, composto nei lunghi giorni di ricovero.
Sia nell’intervista che nel suo ultimo libro, “I nove doni. Sulla via della felicità” (Solferino 2024), Giovanni Allevi non nega mai lo scandalo del dolore, né tenta di minimizzarlo. Ma sceglie di guardarlo da un’altra prospettiva: quella della ricerca del senso.
Perché la risposta all’enigma della sofferenza non può mai essere teorica: la teologia ha formulato degli argomenti, certamente, che però non potranno mai essere ultimamente sufficienti.
Ciò che è convincente, invece, è un’esperienza vissuta che apre lo sguardo al Mistero. Come quella che sta vivendo Giovanni Allevi








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