Charlie Kirk e l’intelligenza artificiale: se il tributo è cringe
- Ultimissime
- 18 Set 2025

La deriva social della memoria di Charlie Kirk, resuscitato dall’intelligenza artificiale. Video di cattivo gusto che non aggiungono nulla e ridicolizzano la fede.
Qual è il limite tra il tributo, la memoria e il cattivo gusto?
Ce lo domandiamo osservando il proliferare di contenuti grotteschi, o quanto meno forzati, generati dall’intelligenza artificiale che ritraggono Charlie Kirk dopo la sua morte preso in braccio da Gesù o mentre fa un selfie con Papa Francesco.
L’intelligenza artificiale “resuscita” Charlie Kirk
Non solo video e immagini, ma l’IA ha “resuscitato” anche la voce di Kirk e numerose chiese protestanti negli Stati Uniti stanno facendo ascoltare durante i sermoni le clip artificiali del noto conservatore, ucciso lo scorso 10 settembre.
In queste ricostruzioni, Kirk afferma: «Sono Charlie. La mia fede mi è costata la vita, ma ora sono per sempre nella gloria», scatenando l’applauso dei fedeli. L’attivista presenta poi quattro martiri cristiani: Paolo, Stefano, Andrea e Pietro.
Un’altra clip mostra Charlie Kirk generato dall’intelligenza artificiale mentre si auto-riprende in paradiso affianco a Gesù, Abraham Lincoln, John F. Kennedy e Martin Luther King Jr sullo sfondo musicale di “Knocking on Heaven’s Door”.
In un altro video si vede Kirk seduto sotto al gazebo dove è stato ucciso, che smette di parlare e corre su una scala verso un Gesù sorridente. In un altro ancora, Kirk è accompagnato da Gesù mentre tiene in mano un cappello con la scritta trumpiana “Make America Great Again”, intanto camminano verso la telecamera tra le nuvole.
I social sono pieni di influencer che prima creano artificialmente video in cui Kirk parla della fede e del suo martirio (frasi che non ha mai detto) e poi lo ascoltano parlare e piangono visibilmente, asciugandosi le lacrime mentre annuiscono tra un singhiozzo e l’altro.
La Chiesa e l’intelligenza artificiale
Ce n’è davvero bisogno? Non è piuttosto un eccesso che travalica il confine tra l’omaggio e il kitsch? Il rischio del cattivo gusto, del “cringe”, è dietro l’angolo.
Qualcuno riflette anche sul tema etico. Si fa spesso riferimento alla nozione di rispetto dovuto ai defunti e qualcuno lo applica contrastando la “resurrezione digitale” di una persona, simularne i discorsi e i gesti.
Fortunatamente la Chiesa cattolica si tiene ben distante da queste iniziative e, anzi, è forse la prima ad aver da tempo posto linee guida per affrontare l’intelligenza artificiale: nel documento Antica et nova del gennaio 2025, la saggezza della Chiesa ricorda il rischio di «sostituire l’autentica relazionalità con un simulacro senza vita».
Quando si ridicolizza la fede
Continuiamo a pensare che la memoria e la commemorazione siano bisogni profondi, è giusto che si voglia ricordare e onorare qualcuno anche dopo la sua morte. Ma nell’era digitale, non tutto ciò che l’IA può fare è giusto farlo anzi, spesso risulta poco dignitoso.
La “resurrezione digitale” di Charlie Kirk rientra secondo noi tra quelle pratiche che non solo non aggiungono nulla, ma rischiano di ridicolizzare la fede.
Per chi vuole farlo, restano sempre validi il silenzio e la preghiera. È lì che la memoria conserva davvero la sua forza, senza bisogno di effetti artificiali.








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