Fraternità presbiteriale, un dono prezioso per i nostri sacerdoti

Fraternità presbiteriale

Prosegue su UCCR la riflessione sulla solitudine dei preti e la possibile soluzione della fraternità presbiteriale. Un nuovo contributo da parte di un giovane domenicano.

 

La vita in comune, possibile soluzione alla crisi dei preti (21/07/2025)


 
di padre Gabriele Scardocci*
*teologo domenicano e responsabile di Club Theologicum

 

Con grande piacere voglio riflettere insieme a voi su un tema che è davvero attuale e significativo per la vita dei nostri sacerdoti diocesani.

Questo argomento è stato recentemente sollevato su UCCR da don Mario Proietti.

 

Il valore della piccola comunità per i preti

Vorrei condividere un pensiero ispirato dal libro “Solo tu” di don Novello Pederzini, pubblicato dalle Edizioni Studio Domenicano.

In questo testo, il sacerdote bolognese ci invita a riflettere sul valore della “piccola comunità” nella vita del sacerdote diocesano, in relazione alla vocazione alla vita consacrata e sacerdotale.

Insieme a don Pederzini, con la sua profonda sensibilità pastorale, vogliamo mettere in evidenza un aspetto cruciale per il benessere spirituale e umano del presbitero: l’importanza di avere relazioni stabili.

La vita sacerdotale, che si vive nel celibato per il Regno, non deve essere sinonimo di isolamento. Al contrario, la solitudine che a volte può colpire il ministero può essere alleviata e santificata attraverso la condivisione della vita quotidiana.

Una piccola comunità, che può essere la presenza discreta e affettuosa di una perpetua o il calore familiare dei parenti, non è solo un aiuto pratico, ma rappresenta un vero e proprio antidoto alla solitudine spirituale.

Essa offre al sacerdote uno spazio per condividere e pregare, un luogo dove poter esprimere le gioie e le sfide della giornata, tornando così all’essenza della sua vocazione: essere padre, pastore e fratello tra i suoi confratelli.

 

La fraternità presbiteriale nella tradizione della Chiesa

Questa riflessione si inserisce perfettamente nella Tradizione della Chiesa. Il Concilio Vaticano II, nel decreto Presbyterorum Ordinis, pur riconoscendo le diverse forme di vita sacerdotale, sottolinea l’importanza della fraternità presbiterale (si veda ad esempio PO 8).

La formazione di una comunità sacerdotale è una manifestazione concreta di questa fraternità allargata, un segno tangibile di quella carità che deve animare ogni pastore. È importante notare che questo tipo di fraternità si distingue dalla vita comunitaria tipica dei religiosi – come monaci e frati – deve perciò avere dimensioni e tempistiche diverse.

Certo, condividere momenti di carità, anche solo uno o due al giorno, potrebbe davvero fare la differenza per il sacerdote diocesano nei periodi di difficoltà e aridità profonda.

Come ha sottolineato il Santo Padre Papa Francesco, il sacerdote deve essere “un pastore con l’odore delle pecore” e per riuscirci al meglio, ha bisogno di uno spazio dove la sua umanità possa essere nutrita e sostenuta.

Vivere in una piccola comunità lo aiuta a rimanere ancorato e a non perdere la propria identità, che è quella di servitore di Dio e della Sua Chiesa.

Autore

padre Gabriele Scardocci

Notizie Correlate

1 commenti a Fraternità presbiteriale, un dono prezioso per i nostri sacerdoti

  • Tania ha detto:

    Se ne parla tanto ma perché non si attua questa iniziativa che mi pare lodevole? Dovreste inviare queste riflessioni al card. Zuppi