La Chiesa in Francia ha nuove priorità: la cura dei convertiti
- Ultimissime
- 03 Ago 2025

Il card. Aveline sottolinea che la cura dei neo-battezzati è una priorità nazionale per la Chiesa in Francia. Nella scorsa Pasqua oltre 10mila adulti hanno ricevuto il battesimo.
Oltre 10mila adulti battezzatisi nel corso del 2025.
Sono questi i numeri record della Chiesa in Francia, nella storica patria del laicismo.
Non stupisce che il card. Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia e da poco presidente della Conferenza episcopale di Francia, abbia sottolineato che l’elevato numero di persone che stanno entrando nella Chiesa renda necessaria una nuova priorità pastorale.
La Chiesa in Francia e il boom di conversioni
Nasce così la preoccupazione di curare meglio il cammino di chi arriva alla fede, tema che è stato indicato come una questione di rilevanza nazionale per la Chiesa francese.
Un boom di conversioni che dura da almeno tre anni e, mentre fino al 2022 gli adulti che chiedevano il battesimo era di circa 4mila all’anno, quest’anno a Pasqua sono stati battezzati 7.400 adolescenti e 10.384 adulti, per lo più giovani.
Il fenomeno è significativo non solo per il numero di nuovi battezzati, ma perché richiede una riscrittura delle modalità di accompagnamento: ciò che in passato poteva essere marginale, ora è al centro della missione della Chiesa d’Oltralpe.
La prioritaria attenzione ai neo-battezzati
Il quotidiano La Croix spiega bene le tante iniziative che stanno iniziando a favore dei neo-battezzati: scuole bibliche, corsi di catechismo e pellegrinaggi.
L’arcidiocesi di Lione, ad esempio, ha creato dei piccoli gruppi ibridi (8-10 persone) che includono catecumeni che si preparano al battesimo, neo-battezzati e fedeli di lunga data.
L’afflusso di nuovi fedeli, per lo più giovani (il 42% ha meno di 25 anni), sta cambiando il volto della Chiesa in Francia.
«La vita delle nostre parrocchie cambierà sotto l’influenza dei nuovi battezzati, che possono diventare una forza trainante di impegno, testimonianza, preghiera e rivitalizzazione delle comunità locali», afferma ad esempio mons. Olivier de Cagny, responsabile dei sacramenti dell’iniziazione presso la Conferenza Episcopale Francese.
Un accompagnamento maturo, che non lasci spazio a superficialità perché chi riceve il battesimo da adulto porta sempre con sé esigenze, dubbi e aspettative che non si possono ignorare.
Il rischio, altrimenti, è che l’entusiasmo dell’inizio (come in ogni innamoramento) perda via via di inerzia. Invece, il cammino del singolo convertito deve diventare comunitario, cioè sostenuto dalla comunità perché sia duraturo.
Abbiamo constatato questo cambiamento proprio durante il Giubileo dei Giovani 2025 in chiusura oggi, dove gli adolescenti francesi si sono presentati attorno al Santo Padre in un numero maggiore perfino di quelli polacchi.








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