In questa sezione del sito daremo spazio alla storia. Ci concentreremo, da una parte, a dimostrare perché tutto il mondo dovrebbe essere grato al cristianesimo per quello che ha significato la sua presenza nella storia. Non c’è stata, infatti, scelta più opportuna di quella di dividere la concezione del tempo e dei secoli tra un “prima” e “dopo” Cristo. Non c’è stato un giudizio più pertinente di quello dato dal laico Benedetto Croce: “non possiamo non dirci cristiani”. Si può, ovviamente, non essere credenti ma -in particolare l’uomo europeo- non può riconoscere l’origine dei suoi valori, della sua cultura moderna, della sua dignità come persona umana, se non sopratutto nella cristianità.
Dall’altra parte faremo emergere una revisione puntuale e dettagliata sulle questioni che da sempre la mentalità laicista usa ideologicamente per combattere la Chiesa e la sua presenza nel mondo. Come dice lo storico tedesco Michael Hesemann, l’anticlericalismo «si è servito della tradizionale arma segreta dei perdenti: la diffamazione. Il tutto attraverso falsificazioni mirate, alterazioni grottesche e storie dell’orrore gonfiate “ad hoc”. Sembra che un pugno di autori si superino a vicenda nel rappresentare i Vangeli come storie di menzogna, i papi come criminali assettati di potere, la Chiesa come strumento di oppressione e Roma come baluardo dell’intolleranza» (Hesemann, Contro la Chiesa, San Paolo 2009, pag. 5). Così la nascita delle famose leggende nere, che ripescano storie macabre inventate dai persecutori dei primi cristiani, altre dai riformatori, dai filosofi illuministi, dalla massoneria o dagli ideologi delle moderne dittature. Teorie cospiratorie risalenti a secoli fa diventano così ingredienti per bestseller moderni e non è difficile trovare in alcune librerie un’area dedicata a questo tipo di romanzi (magari a fianco di quella riservata all’ufologia).
Non si discute che nel passato siano state commesse ingiustizie indicibili e crimini terribili anche in nome della Chiesa. Si è comunque sempre trattato di un gravissimo tradimento rispetto all’insegnamento di Cristo e della Chiesa stessa. Anche gli uomini di Chiesa furono in primo luogo figli della loro epoca, e come tali segnati dalla mentalità del tempo. Spesso volevano il bene e fecero il male. Lo ha sottolineato benissimo Giovanni Paolo II durante la prima domenica di Quaresima del Giubileo del 2000, quando condusse l’intera Chiesa cattolica attraverso un grande atto di pentimento per le colpe commesse durante i due millenni trascorsi. Ma, al contrario di sedicenti scopritori di verità scioccanti, che non di rado si atteggiano ad apostoli della morale, strumentalizzando alcuni di questi fatti storici e inventandone altri per coltivare la propria ideologia, lo storico serio cerca di comprendere la storia partendo dalla storia stessa, invece di giudicarla e condannarla da una propsettiva contemporanea. Un conto è indagare partendo da questo punto di vista, un altro è usare la diffamazione a 360°, lasciandosi animare esclusivamente da un odio integralista e preventivamente anticristiano e anticlericale.
