I Vangeli basati su testimoni oculari: negarlo è più difficile che sostenerlo

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Lo studioso (protestante) Michael J. Kruger riflette sull’elevata plausibilità che i Vangeli si fondino su testimonianze oculari.


 

I Vangeli si basarono su testimonianze oculari?

È una delle questioni discusse da Michael J. Kruger, biblista e studioso del Nuovo Testamento. Per lui la risposta più plausibile è sì.

Kruger, professore di Nuovo Testamento e Cristianesimo delle origini al Reformed Theological Seminary, è uno degli studiosi più noti nel campo della formazione del canone neotestamentario e della trasmissione dei testi cristiani antichi.

Ha conseguito il dottorato all’Università di Edimburgo sotto la guida del celebre storico del cristianesimo antico Larry W. Hurtado e ha insegnato al Reformed Theological Seminary dal 2002. È autore di quattordici libri e nel 2019 ha presieduto l’Evangelical Theological Society.

In una recente riflessione, Kruger affronta proprio il rapporto tra i Vangeli e le testimonianza oculari.

 


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Il ruolo dei Dodici

Il suo ragionamento parte da un dato.

I Vangeli appartengono al genere delle biografie greco-romane, nelle quali il ricorso a testimonianze oculari era considerato importante.

Ma, osserva Kruger, la questione decisiva è se tali testimoni fossero effettivamente disponibili.

E qui emerge il ruolo dei Dodici, gruppo attestato storicamente da qualunque studioso del cristianesimo antico.

Le prime fonti cristiane presentano infatti gli apostoli come persone che avevano accompagnato Gesù e che, dopo la sua morte, trasmisero la tradizione relativa alla sua vita.

L’evangelista Giovanni li definisce testimoni perché erano stati con Gesù «fin dal principio»; Luca parla di coloro che furono «testimoni oculari» fin dall’inizio; gli Atti degli Apostoli insistono sulla necessità che un apostolo fosse stato presente durante il ministero di Gesù e fosse testimone della risurrezione.

Anche Paolo richiama Pietro, Giacomo e Giovanni e indica gli apostoli come testimoni della risurrezione.

 


Il Vangelo di Marco si basa sulla testimonianza di Pietro
(08/01/2014)


 

I testimoni oculari erano disponibili

Da qui l’argomento centrale proposto da Michael J. Kruger.

Gli studiosi generalmente collocano i quattro Vangeli nel I secolo e affermano che siano gli unici Vangeli di quel periodo.

E’ perciò difficile -se non impossibile- sostenere che nessuno di essi abbia attinto alla tradizione trasmessa dai testimoni oculari.

Proprio in un’epoca, tra l’altro, in cui quei testimoni erano ancora conosciuti e la loro memoria era disponibile.

Un elemento importante perché, come sostengono studiosi come Craig Keener, le biografie scritte in un’epoca in cui il soggetto principale può ancora essere ricordato dai testimoni oculari «meritano più rispetto come fonti storiche rispetto ad altre», poiché è più probabile che abbiano attinto a una «sostanziale memoria collettiva»1C. Keener, “Christobiography”, 17.

 


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Vangeli e testimoni oculari: plausibilità

Kruger precisa che questo ragionamento non costituisce una «prova assoluta».

La storia, però, non lavora soltanto con ciò che è dimostrabile in senso matematico: cerca ciò che è storicamente plausibile.

E, alla luce delle fonti disponibili, è davvero poco plausibile che quattro biografie di Gesù del I secolo abbiano deliberatamente evitato ogni testimonianza oculare.

Autore

La Redazione

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20 commenti a I Vangeli basati su testimoni oculari: negarlo è più difficile che sostenerlo

  • lorenzo ha detto:

    Riguardo alla storicità dei Vangeli, la datazione della morte di Erode nel 4 a.C. è una posizione storica esclusivamente ideologica: il primo a proporla, in netto contrasto con gli storici cristiani dei primi secoli, che è bene ricordarlo potevano consultare gli archivi storici romani, fu lo storico calvinista Giuseppe Giusto Scaligero che, nel 1583, rifiutando la riforma del calendario gregoriano appena introdotto l’anno prima da Papa Gregorio XIII, pubblicò il suo trattato “Opus de emendatione temporum” nel quale, calcolando e supponendo che l’eclisse parziale del 13 marzo del 4 a.C. fosse quella indicata da Giuseppe Flavio, pose al morte di Erode al 4 a.C.

    • G.B. ha risposto a lorenzo:

      Ho cercato di documentarmi anch’io su questo argomento. In effetti leggendo Giuseppe Flavio la conclusione più immediata è che Erode sia morto nel 4 a.C., riconosco però che ci sono anche elementi per sostenere una data più tarda.
      Comunque non è una questione importante per la fede e nemmeno per l’attendibilità dei Vangeli, che non riportano la data di nascita di Gesù da nessuna parte.

      • lorenzo ha risposto a G.B.:

        Quale passo di Giuseppe Flavio ti fa ritenere che Erode sia morto il 4s.C.?
        Se si ritiene che gli Evangelisti non siano attendibili sulla storicità della vita di Gesù, come si può ritenere che lo siano sui Suoi insegnamenti?

        • G.B. ha risposto a lorenzo:

          – Erode viene nominato re dei Giudei dal Senato romano “nell’Olimpiade centottantaquattresima, essendo consoli, per la seconda volta, Gneo Domizio Calvino, e Gaio Asinio Pollione”, cioè nel 40 a.C. (Antichità Giudaiche XIV, 389)
          – Erode conquista Gerusalemme “essendo consoli a Roma, Marco Agrippa e Caninio Gallo, nell’Olimpiade centottantesimaquinta”, cioè nel 37 a.C. (Antichità Giudaiche XIV, 487)
          – Erode “regnò per trentaquattro anni dal tempo in cui mise a morte Antigono [dopo aver conquistato Gerusalemme] e per trentasette anni dal tempo in cui era stato dichiarato re dai Romani” (Antichità Giudaiche XVII, 191)
          Il trentasettesimo anno dal 40 a.C., e il trentaquattresimo dal 37 a.C., è il 4 a.C.
          Inoltre:
          – Archelao viene deposto nel suo decimo anno di regno (Antichità Giudaiche XVII, 342)
          – dopo la sua deposizione Quirinio esegue un censimento “nel trentasettesimo anno dalla disfatta di Azio, inflitta da Cesare ad Antonio”, ossia nel 6 d.C. (Antichità Giudaiche XVIII, 26).
          Anche qui calcolando a ritroso si arriva al 4 a.C.

          I motivi per ritenere possibile un’altra data sono alcune incongruenze tra la cronologia di Antichità Giudaiche e quella de La Guerra Giudaica, che fanno sospettare che qualcuna delle date riportate da Giuseppe Flavio sia errata. Ma se si ritengono esatte le indicazioni di Antichità Giudaiche la morte di Erode non può essere che nel 4 a.C.

          • lorenzo ha risposto a G.B.:

            Prendiamo i tuoi dati e facciamo un po’ di conti:
            – se Erode viene nominato re nel dicembre del 40, compie il primo anno di regno nel dicembre del 39 ed il suo 37 anno di regno nel dicembre del 3 e, quindi, muore prima dell’inizio della primavera dal 2 a.C.;
            – se Erode conquista Gerusalemme nell’autunno del 37, il suo primo anno di regno si compie il primo di Nisan del 36 ed il suo 34 anno di regno si compie il primo di Nisan del 3 e, quindi, muore prima dell’inizio della primavera dal 2 a.C.;
            – riguardo agli anni di regno dei figli di Erode, Flavio stesso afferma esplicitamente che essi già esercitavano il potere regale prima della morte di Erode;
            – Quirinio era presente in Siria nel 3-2 a.C. e supervisionò il giuramento di fedeltà ad Augusto, che si svolgeva in tutto l’impero, e che in Giudea fu condotto da Saturnino.

          • G.B. ha risposto a G.B.:

            Quindi Gesù nasce nel 3-2 a.C.?

          • lorenzo ha risposto a G.B.:

            Si, nasce il giorno della festa delle luci, che quell’anno coincideva con il solstizio d’inverno, del 2 a.C.: rileggi sotto quest’ottica il prologo di Giovanni. Nella mia risposta ho semplicemente evidenziato gli errori di conteggio dell’attuale ideologica concordanza accademica.

          • G.B. ha risposto a G.B.:

            Cioè alla fine del 2 a.C.? Allora, se Erode muore prima della primavera del 2 a.C., c’è comunque un problema.
            L’ipotesi che “funziona” invece è quella per cui i 37 anni di regno di Erode siano secondo il conteggio usato in Antichità Giudaiche XV, 121: “In questo periodo ebbe luogo ad Azio la guerra tra Cesare e Antonio; era il settimo anno del regno di Erode”. La battaglia di Azio fu il 2 settembre 31 a.C., quindi questo conteggio pone il primo anno di Erode nel 37 a.C. Se da qui si contano 34 anni, Erode morì nel 4-3 a.C.; se invece se ne contano 37, nell’1 a.C.-1 d.C.

          • lorenzo ha risposto a G.B.:

            Erode muore tra la metà e la la fine di febbraio dell’anno 1 a.C.
            La battaglia di Azio si svolse nell’Anno Mundi (AM) ebraico 3730; se sottraiamo sette anni (3730 – 7 = 3723) siamo nel AM 3723, che corrisponde agli anni giuliano 38 e 39 a.C.; la datazione della nomina di Erode da parte di romani nel 39 a.C., concorderebbe con quanto attesta Appiano di Alessandria il quale pone la nomina ufficiale di Erode come re da parte del senato nel luglio agosto del 39 a.C., dopo il trattato di Miseno.
            La maggioranza degli storici preferisce la datazione del 40 a.C. di Flavio Giuseppe, ma se si pone attenzione, l’inverno di quell’anno corrisponde all’AM 3722, che comprende anche il 39 a.C., che a sua volta è compreso nell’AM 3723: se non si esclude a priori questa mia ipotesi, tutte le “tessere del mosaico” tornano in armonia con quanto affermano gli storici pagani e la tradizione dei primi padri della Chiesa che, non dimentichiamolo, avevano accesso agli archivi romani.

          • G.B. ha risposto a G.B.:

            Perché tra metà e la fine di febbraio?

          • lorenzo ha risposto a G.B.:

            Narra Giuseppe Flavio che Erode morì prima della Pasqua: nell’anno 1 a.C. la Pasqua cadeva il primo aprile.
            L’annuncio della morte è stato ritardato di ameno due giorni per poter permettere si notabili rinchiusi nello stadio di Gerico di tornare a casa; per la preparazione della salma per il corteo funebre sono stati necessari almeno altri tre giorni; il corteo funebre è durato tra i 16 ed i 25 giorni, seguite da una settimana di lutto e dal pranzo rituale; sono poi iniziati i disordini per almeno 3 giorni, culminati con la strage del giorno di Pasqua.
            In totale fanno tra i 31 ed i 40 giorni: Erode è cioè morto tra i 31 ed i 40 giorni prima della Pasqua ebraica che, nel 1 a.C., cadeva il primo di aprile.

          • G.B. ha risposto a G.B.:

            Ok sul minimo di circa 30 giorni, mentre il massimo di 40 mi pare meno certo.
            Tornando alla battaglia di Azio, il primo anno di Erode è quello in cui ha iniziato a regnare, quindi dal settimo anno bisogna tornare indietro di sei anni, non sette. Nel calendario macedonico, che Giuseppe Flavio utilizza per i nomi dei mesi (per esempio Antichità Giudaiche XIV, 148: “queste cose avvennero nell’anno nono di Ircano sommo sacerdote ed etnarca, nel mese di Panemo”), l’anno iniziava a settembre. La data della battaglia è il 2 settembre quindi verosimilmente siamo ancora nell’anno precedente, cioè il settimo di Erode va da settembre 32 a.C. a settembre 31 a.C., e il primo da settembre 38 a.C. a settembre 37 a.C. Oppure, se l’anno comincia da Nisan, l’anno primo va da marzo 37 a.C. a marzo 36 a.C. Questo corrisponde al tempo in cui Erode conquistò Gerusalemme, nel 37 a.C. “nel terzo mese, nel giorno del digiuno” (Antichità Giudaiche XIV, 487), qui in verità la data non è chiara perché il “giorno del digiuno” potrebbe essere lo Yom Kippur, ma questo cade a settembre e in nessun caso è il terzo mese dell’anno. Ad ogni modo il conteggio non può partire dalla nomina di Erode da parte dal Senato, che anche se fosse nel 39 a.C. è troppo presto.

          • lorenzo ha risposto a G.B.:

            Anch’io sono orientato sui 30 giorni piuttosto che sui 40, però Flavio Giuseppe specifica che i circa 200 stadi che separano Gerico dall’Erodium, sono stati coperti dal corteo funebre in 25 giorni, con tappe di otto stadi al giorno, la maggioranza percorsa sulla ripida strada nel deserto di Giuda che porta da Gerico a Gerusalemme, superando un dislivello di circa 1200metri: sono orientato sui 14/16 giorni a motivo dell’autolisi che, per quanto bravi fossero stati i necrofori che avevano operato sul corpo di Erode lavandolo più volte, ricoprendolo interamente con più stati di aromi e fasciando per almeno 3/4 giorni, non avrebbero potuto certamente evitare che la putrefazione si palesasse senza possibilità di nasconderla per oltre 14/16 giorni.
            Riguardo a “Panemo” non so cosa dirti perché, per quanto ne so io, “Panēmos o Panamos” corrispondeva al mese giugno.
            La battaglia di Azio è avvenuta nell’AM 3730 che, in quell’anno terminava il 18 settembre (29 Elul), mentre il nuovo AM, il 3731, iniziava il 19 settembre, cioè l’1 di Tishri, che era giorno nel quale iniziava l’anno civile ebraico.
            Se il 3730 è il settimo anno, il 3729 è il sesto, il 3728 il quinto… il 3724 il primo, e pertanto Erode ha iniziato a regnare nel 3723.
            I 37 anni di regno di nomina romana ed i 34 anni di regno in Gerusalemme si contano in modo diverso: il Talmud infatti stabilisce che gli anni dei re fuori Gerusalemme si contino col calendario civile o col calendario del paese dove regnano, mentre i conteggi dei re in Gerusalemme partono la mese di Nisan.
            La conquista di Gerusalemme avvenne al termine dell’anno sabbatico che era iniziato il 26 settembre del 37 ed era terminato il 14 settembre del 36 (lo Yom Kippur in quell’anno cadeva il 24 settembre); il terzo mese si conta, probabilmente, dal tempo nel quale era iniziato l’assalto finale a Gerusalemme, cioè al mese di luglio.

          • G.B. ha risposto a G.B.:

            Questa cosa del Talmud non la sapevo. Quindi vuoi dire che i 37 anni di Erode si contano da settembre, mentre i 34 da marzo?
            Se Erode prende Gerusalemme a settembre del 36 a.C., l’anno primo (dei 34) comincerebbe allora a marzo del 35 a.C. (prendendo per buona l’ipotesi che si cominci a contare dall’anno *successivo* a quello in cui inizia a regnare) e i 34 anni terminano a marzo dell’1 a.C., Erode sarebbe morto poco prima.
            L’altro conteggio, invece, deve cominciare nel settembre del 38 a.C. se la battaglia di Azio è nel settimo anno (che va da settembre del 32 a.C. a settembre del 31 a.C.). Il trentasettesimo anno quindi va da settembre del 2 a.C. a settembre dell’1 a.C. Il problema, però, è che se è stato nominato re a luglio/agosto del 39 a.C., il suo primo anno dovrebbe iniziare a settembre dello stesso anno e non di quello successivo.
            Se no bisogna assumere che anche i 37 anni si contino da Nisan e vadano da marzo 38 a.C. a marzo 1 a.C.

          • lorenzo ha risposto a G.B.:

            Ti fornisco tre diversi conteggi del settimo anno di Erode in riferimento alla battaglia di Azio (2 settembre 31 a.C.), avvenuta il 13 di Elul dell’AM 3730:
            1. conteggio sulla base della morte di Erode al 4 a.C., come ipotizzato dallo Shurer: 1° anno il 40 a.C.; 2° anno il 39 a.C.; 3° anno il 38 a.C.; 4° anno il 37 a.C.; 5° anno il 36 a.C.; 6° anno il 35 a.C.; 7° anno il 34 a.C.;
            2. conteggio sulla base del racconto di Giuseppe Flavio: 1° anno, dal dicembre 40 a.C. al dicembre 39 a.C.; 2° anno, dal dicembre 39 a.C. al dicembre 38 a.C.; 3°anno, dal dicembre 38 a.C. al dicembre 37 a.C.; 4° anno, dal dicembre 37 a.C. al dicembre 36 a.C.; 5° anno, dal dicembre 36 a.C. al dicembre 35 a.C.; 6° anno, dal dicembre 35 al dicembre 34 a.C.; 7° anno, dal dicembre 34 a.C. al dicembre 33 a.C.;
            3. conteggi sulla base del racconto di Appiano: 1° anno, dall’agosto/settembre del 39 a.C. all’agosto/settembre del 38 a.C.; 2° anno, dall’agosto/settembre del 38 a.C. all’agosto/settembre del 37 a.C.; 3°anno, dall’agosto/settembre del 37 a.C. all’agosto/settembre del 36 a.C.; 4° anno, dall’agosto/settembre del 36 a.C. all’agosto/settembre del 35 a.C.; 5° anno, dall’agosto/settembre del 35 a.C. all’agosto/settembre del 34 a.C.; 6° anno, dall’agosto/settembre del 34 a.C. all’agosto/settembre del 33 a.C.; 7° anno, dall’agosto/settembre del 33 a.C. all’agosto/settembre del 32 a.C.;
            Come vedi, nessun conteggio corrisponde esattamente ai sette anni prima della battaglia di Azio; l’unica possibilità per tale coincidenza sarebbe che la nomina di Erode, come re di Giudea, fosse stata fatta solo quando Antonio, nel settembre del 38 a.C., era in Egitto: tieni presente che Appiano, nel V libro delle “Guerre Civili”, afferma che a Roma Erode era stato insediato alla guida della sola Idumea e Samaria.

            Secondo quanto dispone il Talmud, il primo anno del regno di un re a Gerusalemme si conta quando il suo insediamento avviene prima (anche un solo giorno prima), dell’1 di Nisan: se un re si insedia sul trono, per esempio, il 29 di Adar (o di Veadar a seconda degli anni), il suo primo anno di regno inizia il giorno dopo; se invece si insedia sul trono il 2 di Nisan, il suo primo anno di regno inizia l’1 di Nisan dell’anno successivo.

        • G.B. ha risposto a lorenzo:

          Non ho mai detto che gli Evangelisti non sono attendibili. Ho detto che non riportano la data di nascita di Gesù, quindi se Erode sia o non sia morto nel 4 a.C. è irrilevante per la loro attendibilità.
          E’ rilevante invece la data del censimento di Quirinio, ma dato che Luca parla di un “primo” censimento, se ne deduce che non si trattava di quello del 6 d.C., anzi si deduce che Luca era al corrente di più di un censimento, quindi ne sapeva più di noi (e anche più di Giuseppe Flavio, o almeno di quello che lui ha scritto).

          • lorenzo ha risposto a G.B.:

            Se Gesù fosse effettivamente nato nel 6 a.C., avrebbe iniziato la sua vita pubblica a circa 34 anni e sarebbe morto tra i 36 ed i 39 anni: in tal modo i Vangeli perdono tutta la loro affidabilità storica attestata dalla tradizione dei primi Padri della Chiesa e sarebbe logico ritenere che anche gli insegnamenti e le parole messe in bocca a Gesù non fossero Suoi, ma semplici invenzioni degli autori dei Vangeli.

          • G.B. ha risposto a G.B.:

            I Vangeli perdono tutta la loro affidabilità storica perché Luca scrive che “Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent’anni” (Lc 3,23)?
            Se Erode muore nel 4 a.C., non occorre ipotizzare che Gesù sia nato due anni prima. Questa è un’ipotesi che molti fanno ma è basata solo sul termine di due anni di età stabilito da Erode per la strage degli innocenti (Mt 2,16), non vuole per forza dire che Gesù avesse già due anni, anzi è più logico pensare che Erode si sia tenuto del margine. Inoltre Erode si basa sul termine indicato dai Magi ma questi potevano benissimo essere partiti prima che Gesù nascesse.
            Giovanni il Battista inizia a predicare nel quindicesimo anno di Tiberio (Lc 3,1), che è il 28 d.C., se Gesù era nato nel 4 a.C. aveva 31-32 anni, che si può benissimo accordare con “circa trenta”.
            Se Gesù è nato nel 2 a.C. i conti tornano ancora meglio (compì 30 anni nel 29 d.C.), ma non è necessario.

          • lorenzo ha risposto a G.B.:

            Luca afferma di aver fatto ricerche accurate (o gli crediamo o dobbiamo concludere che ha mentito) e gli storici collegano queste sue affermazioni all’8 a.C., anche per datare a quel periodo la rivolta dei farisei contro Erode per non farsi censire (in realtà in quell’anno si svolse solo il censimento dei cittadini romani, che risultarono essere 4.233.000, e non dei regni clienti): se allora vogliamo prendere per vero sia quanto afferma Luca che la morte di Erode al 4 a.C. dovremmo addirittura porre la nascita di Gesù nell’8 a.C., e pertanto, nel 29 d.C., avrebbe avuto 36 anni compiuti (considero il 29 perché il XV anno di Tiberio inizia nel settembre del 28, ed è pertanto impossibile che, durante l’inverno, con il Giordano in piena, Giovanni avesse già creato la comunità di discepoli di cui narrano i Vangeli quando incontrò Gesù).

          • lorenzo ha risposto a G.B.:

            Scusa, mi sono dimenticato di specificare che sto parlando delle ricerche di Luca riguardo alla registrazione di tutto l’impero avvenuta nel 3-2 a.C.