Bartolomeo I chiede «il ripristino della piena comunione con la Chiesa di Roma»
- Ultimissime
- 07 Set 2026

Parole significative del Patriarca di Costantinopoli: il ritorno dell’unità “nel Corpo dell’unica, santa, cattolica e apostolica Chiesa”
L’unità piena tra cattolici e ortodossi.
Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I torna a parlarne apertamente e lo fa con parole particolarmente significative.
È accaduto il 4 settembre scorso, al termine del 27° Congresso internazionale della Società per il Diritto delle Chiese Orientali, svoltosi a Budapest.
Ha dichiarato: «Attendiamo, per grazia e con l’aiuto dall’alto, il ripristino della piena comunione con la Chiesa di Roma nell’unico Corpo dell’unica, santa, cattolica e apostolica Chiesa».
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Bartolomeo I: speranza di piena comunione
L’incontro era intitolato “Il Vescovo di Roma: orizzonti futuri dalle antiche tradizioni per cattolici e ortodossi”.
Il Patriarca ha aggiunto che l’obiettivo è che la Pentarchia possa nuovamente essere completa e che la «lira a cinque corde» della Chiesa universale possa tornare a risuonare nella sua antica armonia.
Il riferimento è ai cinque antichi patriarcati di Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, che Bartolomeo considera la struttura attraverso cui la Chiesa universale manifestava visibilmente la propria unità nel primo millennio.
Bartolomeo ha definito con dolore la separazione da Roma, durata ormai quasi un millennio, affermando che la rottura della comunione «lacerò la tunica senza cuciture del Signore». Ma, ha aggiunto, questo dolore è inseparabile dalla speranza del ritorno alla piena comunione.

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Che tipo di primato
Particolarmente interessante è poi la riflessione sul primato del Papa. Bartolomeo ha ricordato una celebre formula dell’allora professor Joseph Ratzinger, secondo cui «Roma non può esigere dall’Oriente una dottrina del primato maggiore di quella che fu formulata e vissuta nel primo millennio».
Il Patriarca ha quindi citato il suo predecessore Atenagora, che nel 1967 definì Paolo VI «successore di Pietro, il primo tra noi per onore, colui che presiede nell’amore». Secondo Bartolomeo, questa espressione racchiude la concezione ortodossa del primato romano: un primato di servizio nell’amore, esercitato all’interno della comunione delle Chiese sorelle e non al di sopra di essa.

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Il cammino ecumenico
Le parole di Bartolomeo si inseriscono in un cammino ecumenico che lo ha portato a incontrare diversi pontefici.
Nel 1995 incontrò per la prima volta a Roma Giovanni Paolo II, con cui si sarebbe rivisto ad Assisi nel 2002 e in Vaticano nel 2004. Nel 2006 fu poi Benedetto XVI a recarsi al Fanar, dove i due confermarono l’impegno per il ristabilimento della piena comunione tra cattolici e ortodossi.
Il dialogo proseguì con papa Francesco, incontrato più volte, tra cui a Gerusalemme nel 2014, e con Leone XIV, con il quale Bartolomeo ha mantenuto un rapporto diretto partecipando ai funerali di Francesco e all’inaugurazione del nuovo pontificato.
Nel giugno 2025 Leone XIV ribadì il desiderio di «ristabilire la piena comunione visibile» tra le Chiese.
Il tema della piena comunione con i nostri fratelli ortodossi rimane quindi al centro del dialogo ecumenico.
E le parole pronunciate ora da Bartolomeo mostrano quanto questo obiettivo continui a essere esplicitamente presente anche nella visione del Patriarcato di Costantinopoli.












11 commenti a Bartolomeo I chiede «il ripristino della piena comunione con la Chiesa di Roma»
Il desiderio c’è da entrambe le parti, ma tradurlo in pratica non sarà così semplice.
Sul primato del Papa si potrà forse trovare una forma su cui accordarsi (interessante la formula di Ratzinger, ma non credo che Gregorio Magno esercitasse soltanto un “primato di servizio nell’amore”), ma certamente la Chiesa cattolica non può fare marcia indietro sui dogmi che ha proclamato nel secondo millennio. Sono disposti gli ortodossi ad accettarli, incluso quello dell’infallibilità del Papa?
Infallibilità del Papa quando parla “ex cattedra”, non quando apre bocca per dire che anche Giuda si è salvato.
Riflettendo sui dieci grandi dogmi:
i primi cinque (Unità e Trinità di Dio, divinità di Gesù, Maria Madre di Dio, natura umana e natura divina di Gesù, nascita verginale di Gesù) sono stati proclamati prima dello Scisma d’Oriente, quindi non causerebbero alcun contrasto. Idem la Transustanziazione e l’esistenza di Paradiso, Purgatorio e Inferno: sono verità di fede accettate anche dagli ortodossi, sui tre regni oltremondani hanno definizioni leggermente diverse ma la sostanza è quella. L’Assunzione di Maria è creduta anche dalla chiesa ortodossa; quanto all’Immacolata, diversi Padri in oriente riconoscevano che Maria fosse stata preservata dal peccato, prima ancora delle dispute successive.
L’unica cosa resterebbe l’infallibilità papale ex cathedra… ma anche qui, il fondamento è sull’autorità di diversi Padri, riconosciuti anche dalla chiesa ortodossa. Quindi, chissà…
No! Non siamo disponibili.
O ritornate alla pienezza della cattilicità ortodossa oppure statevene felici con il vostro papismo infallibile e le novità da questo, o per conto di questo, partorite.
Su San Gregorio il Dialogo detto Magno, basta che lwggi la sua epistola all’arcivescovo di Costantinopoli e forse capirai…
Caro fratello, leggo le tue parole con dolore. La tunica di Cristo continuerà a restare strappata? È questo che vuoi davvero?
Pardon, a chi arriva questa risposta?
Vorrei contattare Marian.
Grazie
E la questione dello Spirito Santo che “procede dal Padre e dal Figlio”? Non era su questo che si ruppe la comunione tra Roma e Costantinopoli?
Bartolomeo rappresenta ormai solo se stesso e chi lo pilota.
Solo un esempio del livello attuale:
“Se a Roma si piange a Costantinopoli certamente non si deve ridere!”
https://glora.tv/post/CsDS9Y7UNPwP2D6cfLQWJ8jaQ
Ma i commenti non li modera nessuno? Siamo arrivati al gossip scandalistico che più becero non si può
C’è eccome la censura!
Capito tutto!
Prima e ultima volta.
Statemi bene.