Cristiana sposata a 13 anni: il tribunale la affida al sequestratore islamico

cristiana rapita

In Pakistan un altro caso di rapimento, conversione e matrimonio di una bambina cristiana. La Corte acconsente, poi accetta di rivedere la sentenza.


 

La tredicenne cristiana Maria Shahbaz è stata riaffidata “per legge” al suo rapitore.

Accade a Lahore, capitale culturale del Pakistan, la città dei giardini di Shalimar e della moschea Badshahi.

Qui il 26 luglio 2025. Maria veniva rapita da un conoscente di famiglia, Shehryar Ahmad, trent’anni. Nel giro di pochi giorni risultava convertita all’islam e sposata con lui.

Il padre, Shahbaz Masih, denunciò alla polizia ma l’esposto fu registrato in ritardo e il giudice archiviò. E’ cominciato così un anno di tribunali.

 


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La Corte rimanda la bambina al “marito”

Il 3 febbraio 2026 la Corte Costituzionale Federale, il massimo organo del Paese in materia, ha dichiarato valido il matrimonio, affidando Maria proprio a chi l’ha sequestrata.

Eppure un’indagine precedente aveva già accertato due cose: che Maria era minorenne e che il certificato di matrimonio, dove le si attribuivano diciotto anni, era falso.

La Corte non ha verificato l’età e non ha aperto il certificato di nascita.

È qui che la vicenda ha varcato i confini.

 


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L’intervento del Parlamento Europeo

Il 9 luglio, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che cita Maria per nome, ne chiede il ritorno in famiglia e definisce il suo caso «emblematico» delle violazioni subite dalle minoranze religiose in Pakistan.

Il 24 luglio, la stessa Corte pakistana ha accettato di riesaminare la propria sentenza.

Un collegio di due giudici, Hassan Azhar Rizvi e Aamer Farooq, ha notificato gli atti a Maria, al marito, all’Avvocato generale dello Stato e a quello del Punjab. In aula, riferiscono i legali, i giudici hanno riconosciuto che la ragazza era minorenne al momento delle nozze.

Aprendo l’udienza hanno precisato che il caso non riguarda una religione, ma i diritti costituzionali di ogni cittadino.

La decisione è attesa nelle prossime settimane. Maria, intanto, resta con Ahmad. Un uomo e una bambina.

 


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Pakistan, migliaia di cristiane rapite

Ma il rapporto Stolen Girls della Jubilee Campaign conta almeno 210 ragazze cristiane minorenni rapite, convertite e sposate a forza in Pakistan tra il 2019 e il 2025. Quasi nove su dieci in Punjab.

Il copione è sempre lo stesso: età falsificata sui documenti, conversione registrata, polizia che non si muove, tribunale che convalida. Contando anche le indù, le stime superano il migliaio di casi l’anno.

Nel 2020, a Faisalabad, era stata rapita una quattordicenne cristiana, Maira Shahbaz. Certificato con l’età gonfiata a diciannove anni, conversione firmata su fogli in bianco. Anche in questo caso l’Alta Corte di Lahore aveva rimandato la giovane dal suo rapitore, ma riuscì a fuggire.

Per questo Alliance Defending Freedom, che assiste la famiglia, chiede alla Corte un precedente, non solo un rimedio per Maria.

Un rapitore lo si ferma con un arresto. Un sistema in cui basta un foglio che dichiara una bambina musulmana e maggiorenne perché nessuno possa più riportarla a casa, no.

Autore

La Redazione

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