Dopo la Svezia, il Texas vieta terapie trans: «E’ abuso di minori»

Il procuratore generale del Texas ha definito “illegali” i trattamenti per il blocco della pubertà ai minori affetti da disforia di genere e il più grande ospedale dello stato ha subito interrotto simili terapie.

 
 
 

Dopo l’ubriacatura gender degli ultimi anni si comincia a fare marcia indietro.

Il più grande ospedale pediatrico del Texas ha infatti annunciato l’interruzione di ogni bloccante della pubertà ai minori dopo che il procuratore generale dello stato, Ken Paxton, ha affermato che tale pratica «può legalmente costituire un abuso sui minori».

Alla pubblicazione del comunicato da parte dell’ospedale di Houston, il procuratore ha commentato: «Sono felice di sapere che oggi il Texas Children’s Hospital ha interrotto le procedure di abuso di minori».

 

Stop ai farmaci che bloccano la pubertà

Secondo l’eminente giurista americano, «queste procedure e trattamenti possono causare lesioni mentali o emotive ai bambini, che si traducono in una compromissione osservabile e materiale nella crescita, nello sviluppo o nello sviluppo psicologico del bambino, inclusi danni sostanziali».

Un anno fa anche il commissario del Texas Department of Family and Protective Services dichiarò che «le mutilazioni genitali di un bambino attraverso un intervento chirurgico di riassegnazione» vanno considerate abuso di minori.

Il presidente Joe Biden ha criticato la decisione del Texas, venendo però smentito dall’American College of Pediatricians che ha da tempo espresso la sua opposizione all’uso di farmaci che bloccano la pubertà, definendoli trattamenti “sperimentali”.

La polemica è nata in Texas dopo che le più grandi “cliniche transgender” del paese, il Dallas Children’s Medical Center e l’UT Southwestern Medical Center hanno interrotto il programma “GENder Education and Care” nel novembre scorso, annunciando che avrebbero continuato ad accettare nuovi pazienti affetti da disforia di genere, ma senza più trattarli con farmaci ormonali.

 

Anche la Svezia vieta terapie a bimbi trans.

Prima degli statunitensi è stata l’Australia e soprattutto la Svezia ad interrompere questi trattamenti.

Tutti i Paesi pionieri della transizione minorile tramite bloccanti della pubertà, che hanno fatto marcia indietro davanti al fenomeno di giovanissime donne (e anche qualche uomo) trattate precocemente con i blocker e danneggiate in modo irreversibile.

Il Karolinska Institute, università medica tra le più importanti al mondo, ha fermato la somministrazione di bloccanti della pubertà nel 2021.

Nelle settimane scorse è stato deciso dal National Board of Health and Welfare che in tutta la Svezia i trattamenti saranno bloccati (a parte casi eccezionali) fino a quando non emergeranno conclusioni definitive sull’effetto e sulla sicurezza dei trattamenti sulla base di prove scientifiche.

I casi di detransizione sono documentati e sempre più elevati ma purtroppo difficilmente è possibile tornare indietro e le conseguenze sono spesso irreversibili. Anche l’Accademia nazionale di medicina francese lo ha riconosciuto.

Uno dei casi più noti a livello mediatico è quello emerso nel dicembre 2020, l’inglese Keira Bell a soli 13 anni intraprese il percorso irreversibile del cambio di genere da femmina a maschio. Salvo poi pentirsi da adulta e denunciare il Servizio sanitario inglese, ottenendo giustizia presso l’Alta Corte.

 

Sul Washington Post un trans disperato: «Ma cosa ho fatto?».

Proprio la scorsa settimana il Washington Post ha pubblicato un articolo di un transgender profondamente rammaricato del suo accanimento in gioventù e della sua «ossessione» nel voler trasformare il suo corpo per assomigliare ad una donna.

«Cosa cercavo per il mio sacrificio?», si domanda Corinna Cohn in un post disperato. «Dov’erano i miei genitori in tutto questo? Erano consapevoli ma li avevo cacciati dalla mia vita. Mi vengono i brividi al pensiero di quanto siano distorsivi i social media di oggi per gli adolescenti confusi».

La testimonianza dell’uomo cade anche sulla responsabilità dei medici, oggi ricattati moralmente a mediaticamente: «Sono anche allarmato da come le figure autoritarie facilitino la transizione. Dovetti convincere due terapeuti, un endocrinologo e un chirurgo a darmi quello che volevo. Nessuno di loro era sottoposto a una schiacciante pressione professionale, come lo sarebbero adesso, per “affermare” la mia scelta».

«Non ero abbastanza grande per prendere quella decisione», scrive ancora. «Ho scelto un cambiamento irreversibile prima ancora di aver cominciato a capire la mia sessualità. La distruzione delle mie gonadi ha introdotto un diverso tipo di schiavitù: dal giorno del mio intervento sono diventato un paziente dei medici e lo resterò per il resto della mia vita».

Una testimonianza come tante che stanno apparendo in questi anni che dimostrano la lungimiranza della scelta del procuratore del Texas.

 

Florida e Georgia bloccano propaganda gender ai minori.

Ma non si è mosso solo il Texas, in Georgia si sta già lavorando ad un testo simile.

La propensione del mondo LGBT ad occuparsi dei bambini è talmente forte che in Florida, come ricordavamo, è stato impedito alle scuole l’insegnamento ai bambini di questioni controverse legate alla sessualità, come il transgenderismo.

Anche in Italia i promotori del ddl Zan avrebbero usato le fantomatiche ed obbligatorie “Giornate contro l’omotransfobia” per introdurre nelle aule la controversa e confusa visione arcobaleno.

La redazione.

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