Gänswein, Brandmüller e Burke: «l’elezione di Francesco è valida, stop complotti»

complotto dimissioni ratzinger Brutto colpo per gli amanti delle teorie del complotto in casa cattolica. Il segretario personale di Benedetto XVI, mons. Georg Gänswein e i due cardinali più amati dal mondo tradizionalista, Walter Brandmüller e Raymond Burke, hanno smentito -infastiditi e seccati-, le fantasiose ipotesi sull’invalidità dell’elezione al soglio pontificio di Papa Bergoglio e le ardite ricostruzioni sull’invalidità dell’abdicazione del suo predecessore, Benedetto XVI.

 

Socci e la fantasia sulle dimissioni di Ratzinger: “la rinuncia non è valida”.

In Italia, il più appassionato avventuriero di retroscena clamorosi in casa cattolica è il giornalista di Libero, Antonio Socci, riferimento del network che combatte l’attuale pontificato. Verso la fine del 2018 ha dedicato un intero libro, Il segreto di Benedetto XVI (Rizzoli 2018), alla vicenda, rimestando nel “mistero” e nei “dubbi”, ed aprendo finestre sulle catastrofi future. Il giornalista si riferisce a Benedetto XVI come “nostro grande Papa” in quanto ritiene che la rinuncia di Ratzinger non sarebbe stata valida, vi sarebbero “eventi soprannaturali” o forse un “attacco occulto” contro di lui. Il tutto previsto da qualche veggente del passato.

Occorre ricordare, tuttavia, che Antonio Socci venne smentito proprio dallo stesso Papa Benedetto su un altro grande “scoop” del giornalista, relativo al fantomatico “quarto segreto” di Fatima e, più recentemente, è stato accusato di aver inventato di sana pianta la citazione sui “Papi inflitti da Dio”, che avrebbe illegittimamente attribuito a San Vincenzo di Lerino.

 

Anche La Bussola e mons. Bux convinti dell’esistenza di “due Papi”

Grande sostenitore delle fatiche letterarie di Socci è Riccardo Cascioli, direttore de La Nuova Bussola Quotidiana, il quale ha sponsorizzato la tesi del collega giornalista, sostenendo che mons. Georg Gänswein sarebbe un «personaggio scomodo» che Papa Francesco vorrebbe “cancellare” perché avrebbe «mantenuta aperta la questione dei “due Papi”, molto ben spiegata da Antonio Socci, con affermazioni che rifiutano per papa Benedetto il ruolo di “nonno saggio” che il suo successore gli ha voluto dare». Anche mons. Nicola Bux, un prete di Bari molto vicino all’area tradizionalista e ai blogger anti-papisti, ha a sua volta avvallato la necessità di dover approfondire lo studio della dimissione di Benedetto XVI («se cioè essa sia piena o parziale, “a metà”, come qualcuno ha detto, o dubbia»), strizzando l’occhio alla teoria del “papato collegiale” (da intervista per Aldo Maria Valli, 13/10/18).

 

Il segretario di Ratzinger: “autolesionista e controproducente insistere: c’è solo un Papa”.

Gli autori citati si riferiscono ad uno scritto del 2016, nel quale mons. Georg affermò che dal giorno dell’elezione di Francesco «non vi sono dunque due papi, ma de facto un ministero allargato – con un membro attivo e un membro contemplativo». Il segretario di Ratzinger si sta evidentemente riferendo al sostegno contemplativo, nella preghiera, che Benedetto XVI ha scelto di attuare nei confronti di Francesco, tanto da realizzare una sorta di “ministero allargato”. E’ una metafora significativa, che è stata però letta da alcuni come la prova regina dell’invalidità dell’elezione del mal sopportato Papa Bergoglio. Ma se si cita per intero lo scritto di mons. Georg, si legge chiaramente che «come ai tempi di Pietro, anche oggi la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica continua ad avere un unico Papa legittimo». In seguito, inoltre, lo stesso mons. Georg ha avuto modo di precisare riguardo la strumentalizzazione sulle sue parole: quando a domanda diretta, se Papa Benedetto ha rinunciato solo all’esercizio attivo del papato, ha risposto: «E’ una sciocchezza teologica e anche logica. Non c’è niente da “interpretare”. Alla rinuncia seguiva la Sede vacante, poi il Conclave e alla fine l’elezione del nuovo Papa. Il Papa legittimo si chiama Francesco».

Un mese fa, circa, come anticipavamo, sul tema è intervenuto nuovamente mons. Georg Gänswein, assieme ai card. Walter Brandmüller e Raymond Burke, entrambi firmatari dei dubia su Amoris Laetitia. L’11 febbraio 2019, rispondendo ad un’ennesima richiesta di precisare il tema delle dimissioni di Benedetto XVI (se avesse rinunciato solo al ministero attivo), mons. Georg ha scritto esasperato: «Ho già chiarito il malinteso più volte. Non ha alcun senso, anzi, è controproducente insistere su questo malinteso e citarlo ancora e ancora. Questo è assurdo e porta all’autolesionismo. Ho detto chiaramente che c’è un solo papa, un papa legittimamente eletto e incombente, e questo è Francesco. Amen».

Una risposta, quella del segretario personale di Benedetto XVI, che rende piuttosto chiara l’idea dell’aria che si respira in “casa Ratzinger” a proposito delle tesi partorite sui blog anti-bergogliani, così come il basso livello di stima che il predecessore di Francesco ripone in questi organi di informazione.

 

Il card. Brandmüller esasperato: “Basta! Le dimissioni erano valide e l’elezione era valida”

Oltre a mons. Georg, si è pronunciato anche il card. Walter Brandmüller, ex presidente del Pontificio Comitato di scienze storiche. Anche lui esasperato: «Basta! Le dimissioni erano valide e l’elezione era valida». Ha infatti ricordato ai teorizzatori di considerare i “fatti e documenti” e «non quello che le persone in questione avrebbero potuto pensare. La legge parla di fatti verificabili, non di pensieri». Ed infine: «Non c’è dubbio che Francesco è il legittimo papa».

Occorre ricordare, tuttavia, che inizialmente il card. Brandmüller non la pensava così e si fece convincere dai giornalisti appartenenti al tradizionalismo cattolico nel dubitare del titolo scelto da Benedetto XVI: “Papa emerito”. Ma proprio Ratzinger scrisse al cardinale tedesco, rimproverandolo: «Posso ben capire il profondo dolore che Lei e molti altri avete sentito con la fine del mio pontificato, ma il dolore in alcuni, così mi sembra, e anche in lei è diventato una rabbia che non riguarda più solo la rinuncia, ma si estende sempre più anche alla mia persona e al mio pontificato nel suo insieme. In questo modo il pontificato stesso è stato svalutato e confuso con la tristezza sulla situazione della Chiesa oggi. Con “Papa emerito” ho cercato di creare una situazione nella quale io fossi, per i mass media, assolutamente inaccessibile e nella quale fosse pienamente chiaro che c’è solo un Papa. Se lei conosce una via migliore e crede di poter condannare quella da me scelto, la prego di dirmelo».

 

Il card. Burke: “Benedetto XVI non è più il vicario di Cristo, è stato chiaro”.

Infine, è intervenuto anche il card. Raymond Burke, ex Prefetto della Segnatura Apostolica della Santa Sede. Dopo aver preso in considerazione il testo latino pronunciato da Papa Benedetto il giorno della sua “rinuncia”, ha a sua volta concluso: «Credo che sarebbe difficile sostenere che non sia valido”. Sembra chiaro che sta usando in modo intercambiabile “munus” e “ministerium” e non sta facendo una distinzione tra i due termini. Ha ritirato la sua volontà di essere il Vicario di Cristo sulla terra, e quindi ha cessato di essere il Vicario di Cristo sulla terra. Ha abdicato a tutte le responsabilità che definiscono il papato e quindi ha abdicato al papato». La sola idea che vi possa essere un papato allargato l’ha definita: “fantasy”.

«Il papato non è un sacramento che ha un carattere indelebile», ha osservato ancora il card. Burke, «il “munus” e il “ministerium” sono inseparabili. Il munus è una grazia che è conferita, e solo in virtù di questa grazia si può svolgere il ministero. Pertanto, se uno non ha più quella grazia perché ha ritirato la sua volontà di essere il Vicario di Cristo sulla terra, allora non può esercitare il ministero petrino. Una volta che rinunci alla volontà di essere il Vicario di Cristo sulla terra, allora ritorni a ciò che eri prima». Riguardo all’abdicazione, ha quindi concluso: «Mi sembra chiaro che Benedetto avesse piena coscienza e che intendesse rassegnare le dimissioni all’ufficio petrino».

 

E’ scontato far notare che nessuno di questi tre interventi, nemmeno quelli precedenti di mons. Georg Gänswein o del Papa emerito in persona (qui da noi raccolti), sono stati ripresi in Italia dai dubbiosi verso le dimissioni di Benedetto XVI e l’elezione di Francesco. Perfino l’intellettuale americano più critico di Papa Francesco, George Weigel, ha definito «sciocchezza» queste teorie, commentando: «Ad oggi, queste voci sono state limitate ai margini dei commenti cattolici, dove le teorie del complotto abbondano; agli accademici con troppo tempo a disposizione; e ai giornalisti (principalmente italiani) con molto spazio bianco da riempire».

D’altra parte, a proposito di questi “giornalisti italiani”, lo stesso segretario di Benedetto XVI, mons. Georg Gänswein, rispose che dubitare della validità dell’elezione di Papa Francesco nasce dalla «mancanza di senso della Chiesa».

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

Un commento a Gänswein, Brandmüller e Burke: «l’elezione di Francesco è valida, stop complotti»

« nascondi i commenti

  1. Sisco ha detto

    Nella storia, che è completamente fuorviante, quando ci sono stati due papi contemporaneamente, uno dei due si beccava l’appellativo di antipapa… Attualmente siamo in quella situazione e come nella “storia” non si può stabilire chi dei due lo sia. Prima o poi dunque dovremo aspettarci la scomunica di uno dei due sull’altro, cosa non auspicabile ma molto probabile se andremo avanti di questo passo! Il papa in carica ufficiale ha tranquillizzato sui rapporti tra i due, si tratta del rapporto più umano che si possa immaginare, l’esautorato prega per l’altro e si fa chiamare papa emerito mentre l’altro, quando va a trovarlo, si profonde nei più caldi apprezzamenti sulla sua persona. La storia viene smentita, l’antipapa c’è ma non si vede, non c’è proprio nei termini nei quali viene descritto dai testi scolastici e cioè come il diavolo in persona; evidentemente la impostazione “ideologica” dei nostri testi scolastici è smentita…

« nascondi i commenti