La drag queen leggeva storie gender ai bambini, ma è un pedofilo

luxuria bambiniA Houston la biblioteca faceva leggere da un transessuale storie “inclusive” ai bimbi della città, rifiutandosi di dare informazioni ai genitori. I quali, però, dopo alcune ricerche hanno scoperto che si trattava di un pedofilo già condannato.

 

Se ha creato scalpore l’invito di Marcello Foa al transessuale Luxuria per parlare di gender a una classe di bambini, in prima serata sulla Rai, all’estero è ormai una moda quella di assoldare drags queen e travestiti per raccontare storie “inclusive” a gruppi di bambini all’interno di librerie e biblioteche.

La Public Library di Houston (New York) è da tempo attiva in questo senso. Ma forse smetteranno del tutto. Pochi giorni fa, infatti, hanno dovuto fare pubblica ammenda perché il/la loro drag queen era un abusatore di bambini.

Esiste un vero e proprio programma nazionale chiamato “Drag Queen Storytime” attraverso il quale si mira a promuovere “l’amore e l’accettazione”. E’ ovviamente una maschera per nascondere l’introduzione dell’ideologia gender ai minori, come ha svelato lo stesso Luxuria.

 

Luxuria ai bambini: “Trans si nasce, non sono sbagliato io”

Davanti a piccoli ascoltatori, ha detto: «Io quando sono nato ero un maschietto ma non ero contento di essere maschietto, sentivo dentro di me di essere una bambina, mi piaceva giocare con le bambole, sentire i profumi femminili che usava mia mamma in bagno, e quindi tutte le volte che mi guardavo allo specchio avevo un’immagine dentro di me che era diversa da quello che ero. Per un periodo ho cercato di cambiare pensando che ero sbagliata io, ma stavo diventando un bambino molto triste e malinconico. Quindi ad un certo punto ho fatto una scelta. Questa bambina che stava dentro di me per me era come una principessa chiusa nel castello, io la dovevo liberare. Ma non veniva nessun principe a liberare questa principessa, la dovevo liberare io, così un giorno ho deciso di confessarmi a tutti, a miei compagni di classe e sono diventata quello che sono. Aspettavo che mi spuntassero i seni, e invece mi spuntavano i baffi. Una tragedia! Ho capito che non si diventa così, si nasce così».

Ecco tutto il concentrato della falsità degli studi di gender, nascosta sotto metafore e linguaggio fanciullesco. Si credere di nascere in un corpo sbagliato, e non è più problema psicologico della persona ma un errore della natura, dal quale ci si deve liberare. Peccato che, Luxuria non lo dice, dopo 15 anni dal “cambio di sesso” il tasso di suicidio aumenta di 20 volte rispetto a coloro che non accedono alla “riassegnazione chirurgica della sessualità” (lo studio è svolto in Svezia, dov’è presente una cultura fortemente solidale con i transgender).

 

La drag queen assunta alla Biblioteca di Houston, ma era un pedofilo.

Nel caso di Houston, diversi genitori hanno intentato una causa per impedire alla Biblioteca pubblica di autorizzare questo tipo di istruzione, venendo però respinti. Hanno quindi chiesto di conoscere chi fosse la drag queen assoldata per raccontare “storie inclusive” ai bambini della città, ma la biblioteca ha rifiutato di fornire informazioni. Non dandosi per vinti hanno avviato una ricerca autonoma tramite la Houston MassResistance producendo un rapporto di 163 pagine.

Hanno così scoperto che il transessuale si chiama Alberto Garza (nome d’arte Tatiana Mala Nina) ed è stato condannato nel 2008 per aggressione sessuale aggravata di un bambino di 8 anni, ha trascorso cinque anni in libertà vigilata e sotto la supervisione di una comunità. Non è certo se la Biblioteca fosse realmente all’oscuro di tutto ciò e certamente il comunicato di scuse non ha placato l’indignazione della città.

 

“Vogliamo governare la prossima generazione”

Nel 2018 la drag queen Dylan Pontiff (in arte Santana Pilar Andrews) ha ammesso, davanti ai membri del consiglio comunale di di Lafayette (Louisiana), che la sua volontà nel raccontare storie inclusive ai bambini era «la cura per la prossima generazione. Stiamo cercando di governare la prossima generazione».

La redazione

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Un commento a La drag queen leggeva storie gender ai bambini, ma è un pedofilo

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  1. giuliano ha detto

    Parlare di “inclusività” ma senza che i genitori possano esprimersi o prendere posizione. Questo modo di fare mi ricorda qualcos’altro… bha.

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