Nozze omosex, cresce il sostegno popolare agli obiettori di coscienza

La recente sentenza della Corte Suprema americana in favore di un pasticcere che si era rifiutato di partecipare con la sua arte ad un matrimonio omosessuale non è stata così ininfluente, come alcuni hanno detto. Lo avevamo intuito, dedicandovi due articoli, e un recente sondaggio tra la popolazione americana ci dà conferma: in un anno, sono aumentati in modo significativo coloro che difendono la libertà di coscienza.

«Le obiezioni religiose e filosofiche al matrimonio gay», sentenziarono i giudici americani, «sono idee protette e in alcuni casi forme di espressione protette». Una riabilitazione del pasticcere v, fino al giorno prima dipinto come l’omofobo razzista d’America dalla stampa liberal. Il suo negozio si riempì di centinaia di clienti esultanti che temevano per la brutta china che stava prendendo il dibattito, mettendo a rischio la libertà d’opinione e di coscienza su tematiche sensibili.

La prima conseguenza alla sentenza fu la riapertura del caso della fioraia Barronelle Stutzman, anch’ella inizialmente condannata per essersi rifiutata di realizzare una composizione floreale per un matrimonio tra persone omosessuali. La seconda conseguenza la rileva un nuovo sondaggio del Public Religion Research Institute, che mostra un aumento statisticamente significativo nella percentuale di americani che ritengono sia un diritto per i proprietari di imprese legate ai matrimoni (ristoratori, fioristi, pasticceri ecc.), potersi rifiutare di offrire servizi a matrimoni di coppie dello stesso sesso. Si può dire che gli americani si sono allineati al giudizio della Corte Suprema dato che in un solo anno si è verificato un aumento di 5 punti percentuali.

Quasi la metà (46%) degli americani, infatti, oggi difende il diritto alla libertà di religione e coscienza, mentre circa una più risicata maggioranza (48%) la pensa all’opposto. Nel 2017, tuttavia, era il 53% dei cittadini ad essersi schierato per l’obbligo. In crescita, invece, il sostegno al matrimonio omosessuale: questa è la diretta conseguenza della liberalizzazione. Già i latini insegnavano che lex creat mores, la legge crea il costume. La buona notizia, invece, è la nomina alla Corte Suprema, da parte del presidente Donald Trump, del giudice cattolico Brett Kavanaugh. Da molte parti si confida nel fatto che la maggioranza di giudici “pro-family” possa ribaltare la legge “Obergefell v. Hodges”, che rendette legali le nozze gay. E’ un’ingenuità solo pensarlo, per ora accontentiamoci della maturata consapevolezza sull’importanza di difendere anche la libertà di coscienza.

La redazione

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