La Consulta e Mattarella contro riapertura case chiuse. E i cattolici salviniani?

cattolici salvinianiMentre il vicepremier Matteo Salvini continua a sponsorizzare la riapertura delle case chiuse, molti cattolici che hanno imprudentemente sposato la causa leghista -come La Nuova Bussola Quotidiana- tacciono per convenienza politica. La legge Merlin viene intanto salvata dalla Corte Costituzionale e dal presidente Sergio Mattarella.

 

Prima o poi sarebbe arrivato questo momento. Lo avevamo preannunciato il giorno dopo la nascita dell’attuale governo giallo-verde, ricordando ai tanti cattolici esaltati per il nuovo corso salviniano il pallino del vicepremier leghista per la legalizzazione della prostituzione e la riapertura delle case chiuse. Nonostante il fallimento in altri Paesi.

Un tema riemerso recentemente. «Ero e continuo a essere favorevole alla riapertura delle case chiuse», ha dichiarato Matteo Salvini il 28 febbraio scorso. Da anni il ministro dell’Interno conduce una campagna a fianco del transessuale Efe Bal, che il 10 marzo scorso ha conseguito il diploma alla Scuola di Formazione Politica della Lega. Ogni partito ha il suo Luxuria, evidentemente.

 

L’ambiguità de La Nuova Bussola Quotidiana, tace per non contraddire Salvini.

L’ingenuo direttore de La Nuova Bussola Quotidiana, Riccardo Cascioli, si è lasciato subito infinocchiare dal Vangelo sventolato da Matteo Salvini in campagna elettorale, trasformando il già ultra-politicizzato sito web che dirige nell’organo di stampa dell’area catto-leghista. Curiosità vuole che la NBQ si è sempre scagliata contro coloro che da sempre tentano la riapertura delle case chiuse in Italia, ovvero il Partito Democratico. La prostituzione legale, scriveva la Bussola cinque mesi prima dell’incarico all’attuale governo, è «un fallimento etico, ma anche un autogol sociale sociale».

Eppure, ancora nessuna campagna di denuncia è stata avviata da Cascioli nei confronti delle intenzioni della Lega, così celere invece nell’opporsi ferocemente al PD per le stesse motivazioni. Si fa finta di nulla, tradendo i valori cattolici per non rischiare di generare una -evidentemente più importante- sconvenienza politica. E’ l’ipocrisia in cui cadono tutti i cattolici che -a destra o a sinistra- sposano imprudentemente una causa politica e sostituiscono la speranza trascendente della fede con quella orizzontale che può derivare dall’idolo di turno. E’ l’ambiguità che domina proprio chi è abituato a puntare il dito sull’ambiguità altrui, soprattutto se si tratta di preti, Papi, vescovi o cardinali.

 

La Corte Costituzionale: “La legge Merlin non contrasta la Costituzione”.

Fortunatamente è intervenuta in questi giorni la Corte costituzionale a ribadire che la legge Merlin -che punisce il reclutamento e il favoreggiamento della prostituzione- non è in contrasto con la Costituzione. Sono stati così smentiti i giudici della Corte d’appello di Bari, secondo i quali invece la prostituzione sarebbe un’espressione della libertà sessuale tutelata dalla Costituzione e che, pertanto, punire chi svolge un’attività di intermediazione o favoreggiamento tra prostituta e cliente equivarebbe a compromettere l’esercizio tanto della libertà sessuale.

Il silenzio imbarazzato e leghista de La Nuova Bussola Quotidiana è stato per fortuna coperto dalla soddisfazione della femminista de Il Corriere, Monica Ricci Sargentini: «La legge Merlin è salva e le donne tirano un sospiro di sollievo. Per le associazioni femministe che si battono da anni contro qualsiasi forma di legalizzazione è una bella vittoria, soprattutto perché allontana la possibilità della riapertura dei bordelli auspicata dal vicepremier leghista Matteo Salvini». Anche molte associazioni in difesa delle donne hanno espresso sollievo, ricordando che «prostituirsi non è mai una libera scelta ma è sempre frutto di pesanti condizionamenti. Questa è una vittoria importante per le donne e per la dignità della persona».

 

Il presidente Mattarella: “Prostituzione è schiavitù”. Lo stesso la Comunità GPXIII.

L’8 marzo scorso anche il presidente Sergio Mattarella ha collegato la prostituzione alla schiavitù. «Lo sfruttamento sessuale delle donne è una pratica criminale purtroppo diffusa. E’ bene chiamare questa condizione con il nome appropriato, ovvero schiavitù», ha dichiarato.

Un giudizio che collima non solo con quello delle prostitute stesse, ma anche con l’esperienza di chi le aiuta ogni giorno. In particolare Comunità Papa Giovanni XXIII che, tramite il suo presidente Giovanni Paolo Ramonda, ha detto: «La decisione presa dalla Consulta rafforza la Legge Merlin e conferma la validità del suo obiettivo: la liberazione delle donne da questa forma di schiavitù moderna. La nostra posizione rimane quella di adottare il cosiddetto modello nordico in cui si prevede la sanzione ai clienti, considerati corresponsabili della riduzione in schiavitù di queste persone». In 30 anni di attività la Comunità Papa Giovanni XXIII ha liberato dalla strada oltre 7000 ragazze vittime del racket della prostituzione.

 

La coerenza del senatore Simone Pillon: “Dico no alla riapertura dei bordelli”.

Simone Pillon, senatore leghista e cattolico, non ha avuto remore -al contrario di tanti altri- ad opporsi alla riapertura delle case chiuse, nonostante il parere contrario di Matteo Salvini. In un’intervista ha dichiarato: «Devo precisare che nel programma della Lega non c’è traccia della riapertura delle case di tolleranza. Se e dopo un adeguato e ampio confronto mi sarà chiesto di votare per la riapertura dei bordelli, la mia risposta sarà un semplice ma fermo “no, grazie”». Cattolici coerenti. Altri meno.

La redazione

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