Dario Fo traditore seriale, ma moralizzava la Chiesa sul rispetto delle donne

donne nella chiesaGiustamente l’opinione pubblica si scandalizza quando emerge la storia di un prete che dal pulpito predica una cosa e nella vita privata si comporta esattamente all’opposto. E’ un tradimento di se stessi, di coloro a cui si rivolge e di ciò di cui si è rappresentanti.

Ma l’ipocrisia, l’incoerenza e la doppia vita -di cui ha parlato il Papa recentemente– sono un problema umano, è una caratteristica di tutti gli uomini, non riservata solo ai cattolici. La vita del laicissimo e compianto Dario Fo lo dimostra.

Seppur coltivasse una propria spiritualità si divertiva a colpire la Chiesa, ad accusarla di qualunque cosa e non gli abbiamo certo mai riservato risposte critiche mentre era in vita, tra noi. Ricordiamo quando legava erroneamente il celibato alla pedofilia, quando inventava fantomatiche “censure vaticane” se qualche teatro rifiutava i suoi spettacoli o quando tratteggiava un San Francesco anticlericale: un falso, mai esistito.

Non sapevamo però quel che è emerso dal documentario kolossal Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia che sta andando in onda su Rai5. Dario Fo era un traditore seriale di sua moglie, tanto che addirittura nel 1987 lei annunciò in diretta televisiva di volerlo lasciare. Il drammaturgo lo ammise e tempo dopo raccontò: «ero circondato da ragazze bellissime che mi si offrivano. Qualcuna si innamorava di me e anch’io ero coinvolto». In un’altra occasione ha aggiunto: «Se fossi ipocrita, direi che erano tutte storie senza importanza, occasionali. Avventure di nessun conto. Invece no: qualcuna tra queste ragazze si innamorava di me e io anche ero coinvolto».  La stessa Rame nel 1987 scrisse: «Ogni tanto qualcuno mi chiede: “quante donne ha avuto Dario?”. Non saprei rispondere, non ho tenuto il conto. Sì, certe volte mi sono “girate”, ho sicuramente sofferto».

E mentre Fo tradiva in modo seriale sua moglie, contemporaneamente scriveva: «La Chiesa ha sbattuto tutte le porte in faccia all’universo femminile, disconoscendone il pensiero e la professionalità». Pubblicò il libro Gesù e le donne (Rizzoli), pensando di riportare alla ribalta le donne protagonista della vita di Gesù in contrapposizione al presunto occultamento di esse da parte della Chiesa. Odiava la castità sacerdotale, non riusciva a comprenderla: «Quando i preti diventeranno persone normali?», si domandò. «Già il fatto di non avere una donna! In un essere umano che è stato creato per avere tutte le attenzioni per l’altro sesso…».

Oltre al fatto che la storia delle donne nella Chiesa è ben diversa da come la racconta -non a caso ci sono sempre state statisticamente molte più donne cattoliche che uomini (tutte sadiche?)- bisognerebbe avere un po’ di pudore nell’accusare altri di “disconoscere il pensiero e la professionalità delle donne”, quando si è stati i primi a disconoscere la dignità della propria moglie e delle donne con cui l’ha tradita, usate come mero momento di sfogo sessuale. Se la non normalità è quella dei preti, certamente la normalità non può essere stato il rapporto di Dario Fo con il mondo femminile. Il momento per un mea culpa, l’anticlericale, non lo trova mai.

Tradire colei alla quale si è giurato amore e fedeltà è l’umiliazione più grande che un uomo possa imporre ad una donna (e viceversa, ovviamente). Calpestare i suoi sentimenti, la sua fiducia, il suo bene. La donna che lo scopre non lo metabolizzerà più, restando ferita per sempre. «Non potevo più sopportare le attese snervanti, i sotterfugi, le scuse, le bugie, le umiliazioni fuori e dentro le mura domestiche», ha raccontato anche la moglie di Umberto Veronesi, un altro traditore compulsivo. Un altro che contemporaneamente diceva: «l’etica laica è mille volte superiore all’etica religiosa, allontanarsi dalla religione mi ha fatto maturare».

E’ la loro vita privata, in fondo, ma per lo meno Dario Fo avrebbe dovuto risparmiarsi il pontificare su come la Chiesa cattolica tratta le donne. Dario e Franca sono rimasti assieme per 60 anni e questa forse è la testimonianza più grande che hanno dato al mondo, nonostante tutto è possibile continuare ad amarsi.

La redazione

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