Altro che Lutero, Papa Francesco elogia il promotore della Controriforma

bergoglio lutero riformaLa precisazione del Papa che Martin Lutero non volle, nelle intenzioni, dividere la Chiesa, ma rinnovarla, ha suscitato qualche prevedibile polemica. Un voluto malinteso da parte di alcuni, gli stessi che però non si scandalizzarono affatto quando Benedetto XVI disse che «l’intera sua spiritualità era del tutto cristocentrica» e Giovanni Paolo II chiese di riconoscere «l’alta importanza della richiesta di Lutero di una teologia vicina alle Sacre Scritture e della sua volontà di un rinnovamento spirituale della Chiesa».

Scandalismo tradizionalista che si attiva a comando, come sempre. Tra i tre pontefici, Francesco è stato quello che ha usato parole meno elogiative nei confronti del padre della Riforma protestante. Pochi giorni fa, inoltre, ha indicato come modello san Girolamo Emiliani, uno dei maggiori promotori ed iniziatori della Controriforma cattolica italiana (assieme a Carlo Borromeo), che reagì allo scisma protestante rivoluzionando realmente -non solo nelle intenzioni- la decadenza morale in cui era caduta la Chiesa rinascimentale.

San Girolamo fondò la congregazione dei padri Somaschi, approvata nel 1568 da papa Pio V. E’ stato beatificato e proclamato patrono universale degli orfani e della gioventù abbandonata. Istituì orfanotrofi e opere per i poveri e coinvolse la Chiesa in un’immensa opera di carità verso gli ultimi. Furono poi i Somaschi a fondare scuole gratuite, aperte a tutti, in cui venne adottato il rivoluzionario metodo pedagogico di san Girolamo Emiliani, basato su “preghiera, carità e lavoro”.

Incontrando proprio l’ordine dei chierici somaschi, Papa Bergoglio ha ricordato il fondatore con queste parole: «San Girolamo Emiliani, contemporaneo di Lutero, visse con sofferenza la lacerazione dell’unità cattolica; coltivò e promosse in Italia la riforma della Chiesa, “sua ardentissima sete”, con le opere di carità, l’obbedienza ai Pastori, la contemplazione di Cristo Crocifisso e della sua misericordia, l’insegnamento catechistico, la fedeltà ai Sacramenti, il culto dell’Eucaristia, l’amore alla Vergine Maria. Il suo esempio e la sua intercessione vi spingano a consacrare le vostre forze all’annuncio della salvezza in Cristo, affinché possa raggiungere le persone e le comunità delle nazioni in cui siete presenti e le loro tradizioni; così progredisce l’inculturazione, condizione necessaria al radicarsi della Chiesa nel mondo». In particolare, ha proseguito il Papa, «vorrei incoraggiarvi a continuare attivamente il vostro lavoro di formazione dei catechisti, degli animatori laici e del clero. Uno dei pericoli più gravi, più forti nella Chiesa oggi è il clericalismo. Lavorate con i laici, che siano loro a portare avanti, che abbiano il coraggio di andare avanti, e voi sosteneteli e aiutateli come sacerdoti, come religiosi. È questo un servizio molto prezioso alle Chiese locali, in comunione con i Pastori e in unione con tutta la Chiesa e la sua tradizione vivente».

In poche parole, Francesco ha fornito la ricetta per una nuova Controriforma da attuare nei giorni nostri: la missione alla carità come opera centrale, l’obbedienza ai propri pastori, una autentica devozione cristiana e mariana compiuta nella fedeltà ai Sacramenti, una laicato maturo sostenuto dai sacerdoti ma che non attenda l’iniziativa del vescovo-pilota, l’insegnamento della dottrina e del catechismo e l’impegno nell’evangelizzazione. Goccia dopo goccia, San Girolamo Emiliani possa sostenere il Papa e i nostri pastori in questo faticoso rinnovamento.

La redazione

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