Anche Ratzinger superscandaloso: «Obama? Un grande politico!»

In seguito alla nostra riflessione sul comportamento evangelico di Papa Francesco nei confronti di Marco Pannella ed Emma Bonino, abbiamo ricevuto alcune email con un’osservazione comune: un conto è tendere cristianamente una mano d’amicizia ai due leader anticlericali, un altro è inserire la Bonino (e Napolitano) tra i “grandi d’Italia”.

Un’obiezione comprensibile, certamente. Bisogna tuttavia ricordare che le parole di Francesco sono state riferite indirettamente dall’Ansa e cosa giusta sarebbe ascoltare l’intera riflessione del Papa. In ogni caso, la “grandezza” della Bonino, per Francesco, è stata quella di aver fatto conoscere più di ogni altro all’opinione pubblica la situazione di disagio in Africa: «Emma Bonino è la persona che conosce meglio l’Africa. E ha offerto il miglior servizio all’Italia per conoscere l’Africa. Mi dicono: è gente che la pensa in modo molto diverso da noi. Vero, ma pazienza. Bisogna guardare alle persone, a quello che fanno». Queste la parole battute dall’agenzia, dove non compare una classifica dei “grandi d’Italia”.

A noi è sembrata una valorizzazione di quel che di bene ha fatto la attivista radicale, una sorta di alleanza: quando ti impegni nelle giuste battaglie, hai dalla tua parte il mondo cattolico. Lo stesso che Francesco fece con Pannella: non può passare inosservato il cambio di idea di quest’ultimo sulle unioni civili, pochi mesi prima di morire. Oltre ad un suo avvicinamento alla croce cristiana, seppur senza aver mai rinnegato le sue battaglie etiche.

Se Francesco scandalizza nella sua amicizia e valorizzazione di ciò che Zaccheo ha fatto di bene, piuttosto che soffermarsi sul male commesso, come si sentiranno i tradizionalisti quando sapranno che il Papa emerito ha valorizzato allo stesso modo l’ex presidente americano Barack Obama? Non lo ha solo elogiato ma lo ha inserito “tra i grandi del mondo”. Eppure, le colpe di Obama sono ben maggiori di quelle di Pannella e Bonino, essendo diretto responsabile della legalizzazione del matrimonio omosessuale negli Stati Uniti, oltre che della restrizione della libertà religiosa e del successo della politica abortista durante il suo mandato.

Intervistato dal suo biografo tedesco, Peter Seewald nel suo Ultime Conversazioni (Garzanti 2016), Ratzinger commenta così il profilo di Obama: «È un grande politico naturalmente, che sa come si ottiene il successo. Ha determinate idee che non possiamo condividere. Con me tuttavia non si è comportato come un tattico ed è anche una persona riflessiva. Ho avuto la sensazione che cercasse un punto d’incontro e ascoltasse». Dopo aver espresso un giudizio del presidente del Cile, Michelle Bachelet, ha quindi aggiunto: «in generale è stata un’esperienza unica conoscere questi personaggi al di là del loro aspetto tattico-politico. Uomini e donne tra loro molto distanti, i quali cercano tuttavia di far sì che le cose avvengano secondo giustizia» (P. Seewald, Ultime conversazioni, p. 186).

Parole sovrapponibili a quelle che Francesco ha rivolto alla Bonino e a quelle pronunciate da padre Lombardi, ex portavoce della Sala stampa vaticana, in memoria di Pannella: «è una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui non si poteva non apprezzare l’impegno totale e disinteressato per nobili cause, ad esempio quella a cui si è molto dedicato negli anni recenti, in favore dei carcerati». Sottolineare la lontananza su certe posizioni, ma valorizzare «ciò che vale» (1Ts 5,21), secondo l’insegnamento di San Paolo. Dov’è lo scandalo?

Eppure nessuna polemica si è levata contro Benedetto XVI, nessuna ironia da parte del gruppo di giornalisti (sedicenti ratzingeriani) che ogni giorno bersaglia Francesco, usando ossessivamente l'”argomento Bonino e Pannella” per giustificare la propria confusione esistenziale. Due pesi e due misure, come i farisei di allora: ingiustamente e incoerentemente.

La redazione

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