Lei è una donna filippina, perché 2+2=5

Lui si chiama Adam Wheeler ed è statunitense. Tuttavia, è un trans che ritiene di essere nato in “un corpo sbagliato” e in uno “stato sbagliato”, infatti crede di essere una donna -si fa chiamare Ja Du- e di essere filippina.

Perfetto. Ora però tutti coloro che si riempiono la bocca di parole come rispetto, trans-fobia, diritti, gli stessi che parlano al femminile di Vladimiro Guadagno (in arte, Luxuria), sarebbero obbligati ad affermare che la verità non è ciò che mostra la realtà, ma ancora una volta quello che ognuno capricciosamente decide un bel giorno di essere. Questo tizio è davvero una donna ed è davvero nato nelle Filippine. D’altra parte, ci fanno sapere, guida anche un tuk tuk a Tampa, in Florida, che è comunemente usato per il trasporto pubblico nelle Filippine. Ecco la prova regina!

C’è chi nasce uomo e si sente donna (o viceversa), c’è chi è nata donna ma si sente un gatto (come la ragazza norvegese, Nano), c’è chi ha la pelle bianca ma si identifica come nera in nome della racial fluidity («perché il genere non è binario, e nemmeno la razza») e c’è il meccanico cinquantenne Paul Wolschtt che si percepisce come una bambina di sei. Trans-follie. 

Così, perché il progressismo non bigotto non ci sgridi definendoci “razzisti”, “promotori d’odio”, “transfobici”, “omofobi” e “fascisti”, dovremmo sostenere che tali persone sono realmente donne, gatti, nere e bambine. Perché, se uno lo sente, allora anche 2+2=5. La fluidità del genere, della razza, della matematica…

E’ dura la vita dei liberi pensatori. «Un bel giorno il Partito avrebbe proclamato che due più due fa cinque, e voi avreste dovuto crederci. La visione del mondo che lo informava negava, tacitamente, non solo la validità dell’esperienza, ma l’esistenza stessa della realtà esterna» (G. Orwell, 1984).

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

____________________________________