Eminem, cosa ha detto riguardo alla sua fede e all’aborto

«E’ stato divertente per un po’, ti avrei davvero voluto vedere sorridere. Non volevo farti abortire ma cos’è, un’altra bugia da dire ad un bambino mai nato?». Queste le parole che il famoso rapper americano Eminem ha messo in bocca ad un uomo, protagonista del brano River, contenuto nell’album “Revival” e pubblicato il 15 dicembre 2017.

Il ritornello ripete: «Sono stato un bugiardo, sono stato un ladro, sono stato un amante, sono stato un traditore, tutti i miei peccati hanno bisogno di acqua santa, sento che mi sta ripulendo. La verità delle mie bugie sta cadendo ora come pioggia, quindi lascia che l’acqua del fiume scorra». Raro e sorprendente che un testo così riflessivo e delicato possa essere prodotto da un artista tanto apparentemente indifferente da tematiche del genere.

Abortire significa uccidere, interrompere arbitrariamente una vita umana. Lo sanno tutti, ma solo alcuni hanno il coraggio e la libertà interiore per affermarlo. La profonda crisi post-aborto -acclarata scientificamente, come abbiamo dimostrato– di cui sono vittime tantissime donne (ma anche uomini) è la dura realtà che affiora: l’interruzione di gravidanza non è una normale operazione chirurgica.

Tornando ad Eminem, il più famoso rapper americano (nome d’arte di Marshall Bruce Mathers III) osannato da milioni di teenager (e non solo) in tutto il mondo, pochi sanno che nel 2009, in un’intervista per la rivista Vibe, ha affermato: «La spiritualità fa sicuramente parte del mio processo. Dio è il mio potere più alto e lo è sempre stato. Prego decisamente molto più di prima, anche se non non mi sento uno stravagante religioso che si reca in chiesa quattro giorni alla settimana o qualcosa del genere. Non sto dicendo che è una brutta cosa fare ciò, ma soltanto che io credo in Dio e prego» (citato in M.A. Dawkins, Eminem: The Real Slim Shady (Hip Hop in America), Praeger 2013, p. 79).

Dopo la dipendenza da droga e alcool e testi infarciti di volgarità, razzismo e misoginia, è una nota che consideriamo positiva per tale artista, per questo ci è piaciuto sottolinearla. Sempre che corrisponda alla realtà. La conversione, infatti, è un lavoro quotidiano, non una dichiarazione ad una rivista patinata. E’ un cambiamento di affezione, di giudizio, di mentalità, di valori, è l’inizio dell’appartenenza a Colui che solo vince l’effemerità della vita. «Tutti i miei peccati hanno bisogno di acqua santa», canta Eminem. Se è ciò che realmente pensa, il bisogno di perdono è il primo grande passo di questo cammino.

La redazione

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