Monica Cirinnà, la paladina dei diritti usa i disabili come insulto

monica cirinnà“Dio, patria e famiglia: vita de merda”. E’ l’opinione della senatrice Monica Cirinnà, la stessa moderazione che usa sui social contro chi la critica. Non trattenendosi dall’usare offese pesanti e offensive, come “demente”. La disabilità usata come insulto dalla paladina dei diritti civili.

 

«Ora tiriamo lo sciaquone e la mandiamo dove si merita. Demente!». Ad esprimersi tramite questo barcollante italiano (sarà sciacquone, al massimo) ed usando il plurale maiestatico in preda a sogni di celebrità per i quattro arcobalenotti che la seguono su Facebook, è cosiddetta paladina dei diritti e delle minoranze: la senatrice Monica Cirinnà.

Divorziata, animalista-vegana, gattara, senza figli ed attuale compagna del cacciatore orgogliosamente carnivoro Esterino Montino, due ex vitalizi da 9000 euro complessivi al mese (cfr. M. Giordano, Molto più che sanguisughe, vampiri, Mondadori, p. 60) ed attualmente rinviato a giudizio con l’accusa di aver usato denaro pubblico (7500€) a scopo personale e familiare (una coppia di vampiri, insomma, se il reato venisse accertato), la Cirinnà è la più amata dal mondo Lgbt, autrice della legge sulle unioni civili che porta il suo nome.

 

“Dio, patria e famiglia: vita de merda!”. La “civile” Cirinnà.

L’8 marzo scorso, in piazza Vittorio a Roma, la senatrice si è fatta immortalare con un cartello che ironizza, a suo dire, il motto “sovranista”: “Dio, patria, famiglia: che vita de merda”. Lo slogan è fatto passare come “fascista”, in realtà risale addirittura a Giuseppe Mazzini.

Certamente chi crede in questi valori, per evitare qualunque ambiguità, potrebbe affidarsi ad altri slogan ma il violento e volgare giudizio della Cirinnà espresso nel cartello supera qualunque limite. Credere in Dio, amare la propria terra nativa e considerare un valore la famiglia saranno anche “merda” per la Cirinnà, ma è molto più probabile -lo dicono studi e statistiche- che una vita misera la viva chi trascorre l’esistenza solo e isolato, privo di radici e di una speranza trascendente. Probabilmente la seconda parte della frase espressa dalla Cirinnà nel suo cartello è semplicemente autobiografica.

 

I “figli non umani” della senatrice.

Ma qual è la famiglia della senatrice Lgbt? Campa di politica dal 1993, anche se molti osservatori ritengono che abbia ottenuto la poltrona in parlamento grazie al compagno Montino. Secondo il suo curriculum, si occupa solamente di animali, di vegani e di omosessuali. Nella tenuta a Capalbio, meta della sinistra chic, Cirinnà&Montino scrivono di avere «tanti figli non umani», mentre secondo la stampa italiana, dal 1998 hanno vissuto in un appartamento di Propaganda Fide in piazza Navona a Roma, pagando senza troppi problemi per il resto dell’umanità un affitto di 360 euro mensili.

 

“Topo di fogna”, “disgustoso”, “demente”. Così la Cirinnà su Facebook.

E’ istruttivo della personalità della Cirinnà il modo con cui utilizza i social, Facebook sopratutto. «Vorrebbe una legge per punire il cosiddetto incitamento all’odio contro gay e transessuali», è stato osservato, «però su Facebook insulta chi la pensa diversamente, tirando fuori slogan degli anni di piombo». Per la senatrice, chi difende i diritti dei bambini non ancora nati è un «topo di fogna». Se si ha modo di entrare sul suo profilo Facebook, ci si può accorgere dei metodi piuttosto infantili della Cirinnà nel replicare a chi non è d’accordo con lei: spulcia accuratamente il profilo del contestatore, scatta lo screenshot di un post che ritiene omofobo o razzista (come l’adesione al Family Day, la foto di un crocifisso o di un bambino appena nato) e lo rende pubblico per dimostrare che quella persona ha torto a prescindere. Convogliando sul malcapitato la denigrazione dei suoi follower, sperando così di chiudere in fretta il confronto.

E se si facesse lo stesso con lei? Se si osservasse il suo modo di comportarsi lontano dalle istituzioni? Ecco comparire la furia della Cirinnà contro i contestatori: “cafone”, “vigliacco”, “codardo”, “gattino da tastiera”, “gradasso”, “ominicchio”, “rovina dell’Italia”, “mezza cartuccia”, “disgustoso”. E anche “demente”.. Demente? Si, la fustigatrice dei discorsi d’odio riversa il suo odio fustigatore su un commentatore e, sempre la paladina delle minoranze, usa la disabilità mentale come offesa. Se dare del “frocio” è omofobia, dare dell'”handicappato” cos’è, cara Senatrice?

 

Fortuna per lei che non è approvata la sua legge sull’hate speech, altrimenti rischierebbe grosso.

La redazione

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15 commenti a Monica Cirinnà, la paladina dei diritti usa i disabili come insulto

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  1. Psicoterapeuta ha detto

    Introduco un neologismo quando dico che sui social sovrabbondano i leoni da tastiera. Vero è che non è un utente anonimo ma è vero che oggi il mondo politico si è talmente imbarbarito nel linguaggio con i social che sempre più si prefigurano come leoni da tastiera.

    • Alessio ha detto in risposta a Psicoterapeuta

      Quindi giustifichi la Cirinnà. Altre capriole?

      • Psicoterapeuta ha detto in risposta a Alessio

        No, stò dicendo che i politici di qualunque parte dovrebbero proprio smettere di fare i leoni da tastiera,inclusa la cirinnà. Basta portare i propri argomenti in maniera pacata,poi si può non concordare su nulla,ma non che tu usi slogan in maniera offensiva o parole quali “topo di fogna” e i soliti ad hominem commisti retorica,e lo dico indipendentemente da quale parte politica uno si prefiguri.

  2. Aleudin ha detto

    Ma chi? La Cirinnà? Quella che quando al telefono le hanno chiesto se poteva accogliere due immigrati nella sua tenuta agricola dove produce vino e olio ha risposto “Mi spiace, non ho spazio.” ?

  3. Aristocle ha detto

    …e io pago, anzi “la pago” direbbe il principe De Curtis… Se il PD non provvede a liberarsi di certe figure, come può immaginare di tornare ad essere un soggetto politico credibile?

  4. Aristocle ha detto

    Eh già,,,giro giro tondo, caschi il mondo…che ‘sto seggio non lo sgombro!

  5. giuliano ha detto

    Insomma, anche i politici liberals italiani quando stuzzicati si comportano come qualunque giovane sborone e pasticcato da tastiera…

  6. Andrea2 ha detto

    Beh, non c’è da stupirsi: quando si parla solo dei propri diritti e mai di quelli degli altri e men che meno di doveri, questi sono i risultati. Non mi ricordo chi disse che quando, in uno stato, nei supermercati erano più lunghi gli scaffali di cibo per animali da compagnia rispetto a quelli di prodotti per i neonati, quelli stato era entrato in una fase di decadenza. Tra l’altro chi costringe un gatto o un cane a vivere una vita innaturale chiuso in un minuscolo appasrtamento di città non ama affatto gli animali ma solo se stesso.
    Del resto abbiamo già avuto spesso occasione di ammirare la raffinata educazione di altri contestatori che hanno postato i loro commenti in questo sito.

  7. Andrea2 ha detto

    Visto che c’è qualcuno che tira sempre fuori Giuseppe Mazzini (a sproposito) firmandosi ogni volta con nomi diversi vi chiedo:
    chi ha detto Dio esiste. Noi non dobbiamo né vogliamo provarvelo: tentarlo, ci sembrerebbe bestemmia, come negarlo, follia? Mazzini
    chi ha detto vi è un Dio solo, autore di quanto esiste? Mazzini
    chia ha detto l’elemento religioso è universale, immortale: universalizza e collega. Ogni grande rivoluzione ne serba impronta, e lo rivela nella propria origine o nel fine che si propone? Mazzini

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