La femminista: «Prostituzione un lavoro? No, è stupro a pagamento»

legalizzare prostituzioneProstituzione legale. Chi la invoca ritiene sia “un lavoro come un’altro”, ma per l’ex-prostituta Rachel Moran si tratta di una schiavitù che distrugge la donna, la disumanizza e la riduce ad oggetto da pagare e allontanare. Un “contenitore di fluidi maschili”, come le definisce Elisabetta Ambrosi.

 

Su Il Fatto Quotidiano è comparso qualche giorno fa un terribile articolo. L’autrice è Elisabetta Ambrosi, già nota ai nostri lettori in quanto nel 2014 invitò a depenalizzare l’incesto (e le adozioni per i single) con le stesse argomentazioni utilizzate a favore delle nozze omosessuali. Nel recente commento l’intenzione era difendere le prostitute, ma le ha umiliate terribilmente.

Le donne che si prostituiscono, ha scritto la Ambrosi, «impediscono che la violenza deflagri. Tengono bassi i livelli di stress di milioni di uomini, fanno sì che i loro fluidi si scarichino, abbassando la soglia della rabbia». Ridurre le donne a raccoglitori umani di fluidi maschili è piuttosto vergognoso, sopratutto per una che si definisce femminista. Contribuisce però a far capire che nessuna donna lo farebbe perché “appassionata” ma piuttosto perché è costretta e conferma l’assurdità di chi lo definisce “un lavoro come un altro”, come ha fatto il vicepremier Matteo Salvini vuole legalizzarla, facendosi accompagnare dal suo amico trans Efe Bal.

 

Dacia Maraini e Lea Melandri: “non è un mestiere normale”.

L’ultima volta in cui in Italia si è parlato di prostituzione sulle prime pagine dei giornali risale al 2015, quando l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino voleva creare un quartiere a luci rosse. Già allora riportammo l’opposizione di alcune prostitute, di molti operatori che le aiutano quotidianamente, e anche di diverse femministe rosse, come Dacia Maraini e Lea Melandri, intenzionate a smontare il mito che sia “un mestiere normale”.

 

L’ex prostituta Rachel Moran: “Stupro a pagamento”.

La ex-prostituta Rachel Moran, oggi giornalista e femminista anti-prostituzione, è una testimone importante in questo dibattito. La sua vicenda è raccontata in un libro intitolato Stupro a pagamento: la verità sulla prostituzione (Round Robin 2017), dove racconta la lenta devastazione della sua dignità e personalità durante i 7 anni in cui vendeva il suo copro. La sua tesi è che non si può tollerare la compravendita del corpo femminile, perché alla base dello scambio sesso-denaro c’è una relazione diseguale: la prostituzione è sempre «abuso sessuale pagato», così come è insita in essa la distruzione della personalità della donna, disumanizzata e ridotta a oggetto da usare, pagare e allontanare. Lo stesso dicasi per escort, squillo e prostitute d’alto borgo. Tutte, scrive la Moran, «sono vittime di una mistificazione che fa comodo agli uomini che pagano per fare sesso». L’umiliazione subita ogni giorno è uguale per tutte e in tutti i segmenti di mercato.

Lo slogan sessantottino Il corpo è mio e decido io ha distrutto la vita di troppe donne. La femminista intende battersi perché la prostituzione sia riconosciuta come «sfruttamento sessuale radicato nell’abuso» e, di conseguenza, per la criminalizzazione della richiesta di rapporto sessuale a pagamento, cioè dei clienti. Che, tra l’altro, corrisponde alla stessa linea suggerita dalla Conferenza Episcopale Italiana. Assieme a lei tante attiviste che difendono il modello nordico “proibizionista” svedese, diffusosi in Norvegia (nel 2009), in Islanda (2009) ed è attualmente in discussione in Irlanda, Israele, Gran Bretagna, Finlandia e Francia.

Lavoro come un altro? Ma in quale lavoro l’abuso sessuale fa parte del contratto? Papa Francesco, giustamente, ha parlato, senza mezzi termini, di «donne schiave della prostituzione. Non mi piace dire prostitute: schiave della prostituzione».

La redazione

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31 commenti a La femminista: «Prostituzione un lavoro? No, è stupro a pagamento»

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  1. Michele ha detto

    È falso che tutte le prostitute sarebbero costrette. Le escort di lusso non lo sono, men che meno le ragazzine che si prostituiscono su certe bacheche per arrotondare la paghetta universitaria.

    • Laura ha detto in risposta a Michele

      Le escort di lusso sono l’1% rispetto alle donne buttate in mezzo alla strada. Ma anche se fossero tutte d’accordo e volessero a tutti i costi essere prostitute, non si può legalizzare qualcosa che umilia le donne stesse perché lo Stato non può approvare e quindi rendere “positivo” un mestiere che è indegno ed è sfruttamento del corpo femminile.

      • Wuro ha detto in risposta a Laura

        Premesso che anch’io trovo umiliante per una donna (o per un uomo) prostituirsi, non pretendo che chi si prostituisce la pensi come me. Se lo fa liberamente e coscientemente deve avere tutta la libertà di poterlo fare. Oltretutto non sono prostitute e/o prostituti quelli che si sposano per interesse? Ce ne sono a centinaia e riempono le pagine delle riviste o sono sempre in qualche programma televisivo, eppure non abbiamo mai detto niente.

  2. Michele ha detto

    Per la cronaca https://m.youtube.com/watch?v=y9GvWoSRDto

    https://www.tag24.it/174924-la-storia-di-marika-da-dentista-ad-escort-per-scelta/

    Chi vuole convinca loro che sono costrette a fare ciò che fanno. A meno che il “costrette” non venga inteso metaforicamente (del tipo “schiavizzate dalla propria avidità” o cose simili) è palesemente assurdo.

  3. Michele ha detto

    Tutte, scrive la Moran, «sono vittime di una mistificazione che fa comodo agli uomini che pagano per fare sesso». L’umiliazione subita ogni giorno è uguale per tutte e in tutti i segmenti di mercato.

    Ma per piacere. Ma-per-piacere!

    Certo, quella che ho postato nel secondo link è sicuramente molto, molto umiliata dai 500 euro che prende all’ora (roba che, anche incontrando un solo cliente al giorno cinque giorni alla settimana, le frutterebbe 10.000 euro al mese). Cooooome no.

    Please….

    Semplicemente ci sono persone che messe di fronte alla possibilità di guadagnare cifre esorbitanti non se la fanno scappare, altroché costrette.

    Questo articolo è pieno di ideologia femminista a buon mercato, ideologia come sempre scollegata dalla realtà.

    Offrite a quelle due ragazze un lavoro a tempo indeterminato a 1500, no via, 2000 euro al mese (ben superiore alla media italiana) e vedrete come rinunceranno all’umiliazione di guadagnare in due ore quello che altri guadagnano in un mese di lavoro LOL, vedrete quanto rinunceranno ai loro umilianti 10.000 euro mensili (ammesso che lavorino poco, perché quello sarebbe il guadagno con un solo incontro al giorno) per i vostri 2000.

    • Luca ha detto in risposta a Michele

      Praticamente per due soldi vendono la dignità

      • Gianluca C. ha detto in risposta a Luca

        Una prostituta è più degna di me e di te messi insieme.

        • Giorgio ha detto in risposta a Gianluca C.

          E perché? Da quando in qua chi prende le scorciatoie è più degno di chi si fa il mazzo?

          • Gianluca C. ha detto in risposta a Giorgio

            Sono i ladri, i corruttori, gli arrivisti a prendere le scorciatoie. Molto più degna la prostituta della rispettabile avvocata che ha fatto finta di risiedere a Catanzaro per poter passare gli esami.
            (Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale).

            • Giorgio ha detto in risposta a Gianluca C.

              È sempre una scorciatoia vendere il proprio corpo per guadagnare in un’ora ciò che molti guadagnano in un mese, cerchiamo di essere seri. Se questo donne vengono elevate a modello di moralità poi non stupiamoci se le nostre figlie fanno altrettanto.

    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Michele

      Concordo !
      Sante parole Michele…..

  4. Fabio ha detto

    Prostituzione legale. Chi la invoca ritiene sia “un lavoro come un’altro”, ma per l’ex-prostituta Rachel Moran si tratta di una schiavitù che distrugge la donna

    ma che c’entra la schiavitu!?? Se una donna vuole prostituirsi, come e quando vuole, perche le piace farlo che deve fare?

    • Laura ha detto in risposta a Fabio

      Perché forse non ce ne sono? Sulla strada non ci sono donne libere ma straniere di “proprietà” di papponi, informati sulla situazione attuale e non ragionare su una ipotesi. Se poi lo dice pure la Maraini: http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt201502/150210maraini1.pdf

      • Giorgio ha detto in risposta a Laura

        Un conto è affermare che alcune siano sfruttate e costrette contro la loro volontà, ben diverso è dire che questo sia il caso di tutte, perché è una palese falsità.

        Specialmente visto che l’articolo estende quel discorso anche a quelle di alto bordo e alle ragazzine che si vendono sulle bakeche internettiane.

        • Laura ha detto in risposta a Giorgio

          Di donne libere che si prostituiscono per passione non ne ho mai sentite ma il punto non è questo, ma la legalizzazione di una pratica moralmente indegna per le donne. E’ lo stesso argomento della droga, c’è chi si droga e a te non cambia nulla ma lo Stato legalizzando approverebbe il male che quella gente si fa e questo è contro al principio dello Stato che tutela i suoi cittadini anche da loro stessi.

          • Fabio ha detto in risposta a Laura

            Una mia amica si prostituisce abbastanza regolarmente, guadagna bene e sta bene cosi finche vorrà.

            Anche un mio amico si traveste e si prostituisce molto volentieri.

            Non è una pratica indegna perchè non c’è nessun reato e nessun problema da parte di nessuno, nè costrizione nè violenza anzi.. seppur a pagamento danno un po di vicinanza a chi non ce l’ha.

            Ed è un bene che lo Stato regolamenti questo esercizio. Per colpa dei cristiani la legislazione viene bloccata con la scusa della morale e il risutlato è la totale mancanza di tutele per le lavoratrici/lavoratori e di versamento dei loro tributi, rischi per la propira vita e di malattie.

            • Gianluca C. ha detto in risposta a Fabio

              Beh, complimenti. Hai notato che i benpensanti la prima cosa che fanno è puntualizzare

              Non sono razzista, tant’è che ho molti amici di colore

              Non sono omofobo, tant’è che ho molti amici gay

              ma si guardano bene dal vantare amicizie con prostitute e travestiti?

  5. tredici ha detto

    L’unico modo per capire cosa vuol dire prostituzione sarebbe passare una intera notte mezzi nudi a passeggiare avanti e indietro per un marciapiede e farsi incul…..are da chiunque passi.

    Al termine di questa meravigliosa esperienza possiamo cominciare a parlarne e magari cercare di capire se si puo’ scegliere di fare una vita cosi’ per piacere o per qualche soldino in piu’.

    • Fabio ha detto in risposta a tredici

      sarebbe passare una intera notte mezzi nudi a passeggiare avanti e indietro per un marciapiede e farsi incul…..are

      se uno non lo vuole fare non lo fa.. se è obbligato allora non è un problema di prostituzione ma di abuso e violenza ed è un altro discorso.

  6. Seba ha detto

    Sono sicuro che ora i cattolici sovranisti che fino a ieri erano contro la prostituzione passeranno sul carro della legalizzazione perché l’ha detto Salvini, nuovo guru spirituale. Sarei curioso di sentire Simone Pillon cosa ha da dire in merito ma temo che resterà silente…

  7. alessandro pendesini ha detto

    Prostituzione un lavoro ? No, è stupro a pagamento……

    In Paesi civilizzati, la legge penalizza tutti coloro che obligano (sovente aggressivamente) una donna a prostituirsi, e qui saremo (forse) tutti d’accordo !
    Ma sarebbe ridicolo o assurdo pretendere che una donna (o uomo) che sceglie LIBERAMENTE « affittare » il suo sesso, a volte per per guadagnarsi da vivere decentemente, -e questo capita molto più sovente di quanto certi potrebbero immaginare anche nel Bel Paese !- non lo ritengo sia uno « stupro » come affermato nell’articolo, ma un’attività o lavoro qualsiasi che, inoltre, non è mai stato possibile eradicare !!!
    Dispiaccia ai puritani devoti…..
    Semmai lo stupro avviene quando una persona adulta abusa –a volte ripetutamente, e durante anni- di bambini/e o pre-adolescenti TRAUMATIZZANDOLI A VITA, come è successo innumerevoli volte nelle istituzioni catttoliche (ma non solamente) da miliaia di preti, malgrado che la Chiesa fosse, da sempre, al corrente di questo intollerabile scandalo, e che solo recentemente si è scoperto l’immenso « altarino » ! Va notato che l’OMERTA’ non è un’esclusività solamente mafiosa…..
    Ho inoltre difficoltà ad immaginare quello che succedeva in un’epoca dove la Chiesa cattolica aveva un assoluto potere sul docile e devoto popolino……In quest’epoca –che ha durato oltre un millennio- chi avrebbe solamente osato criticare un gerarca o prete cattolico ?

    Vorre inoltre sottolineare l’indecenza di certe donne sposate che, malgrado l’apparenza di pie o sante, hanno (o hanno avuto) l’amante ! Queste si che meriterebbero di essere definite, detto volgarmente, « puttane ». E l’Italia NON è un’eccezione ! A livello europeo risulta al 1° posto davanti la Spagna e Francia…..Quando, paradossalmente paesi nordici, Danimarca Finlandia e Norvegia (paesi con bassa % di credenti) arrivano all’ultimo posto….SIC !
    Aggiungo che da certi sondaggi (Gallup, ecc…) risulta che circa 2 bambini su dieci provvengono da rapporti extraconiugali…..
    Ma di questo l’UCCR –molto stranamente- non ne parla !

    • Francesco ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Gentile Alessandro,
      vorrei porle una domanda: ma se sua figlia le dicesse un giorno: “papà ho scelto cosa farò da grande….affitterò *liberamente* il mio sesso e così mi guadagnerò da vivere decentemente”. Vorrei sapere da lei e da quelli come lei…vi sentireste dei padri soddisfatti e realizzati?

      PS. Il discorso sull’adulterio è completamente fuori tema.

      • federico74 ha detto in risposta a Francesco

        Ma sai, il cosiddetto “alessandropendesini” scrive dal Belgio, è un “belga di origine italiana”, ha una mentalità particolare.

  8. Gianluca C. ha detto

    Piuttosto che saperla sfruttata o sottopagata, ladra o corrotta, certo che sì. Poi è ovvio che ciascuno per i figli desideri il meglio. Ma del concetto di onorabilità catto-borghese non me ne potrebbe frega’ di meno, in ogni caso.

  9. minimus ha detto

    L’idea di criminalizzare il cliente e non la prostituta è assura, a mio parere. O nessuno o al massimo entrambi. pPerché l’idea che tutte le prostitute lo facciano perché costrette, semplicemente, non sta in piedi. Chi lavora “in proprio” invitando i clienti a casa sua è costretta? E non venite a dire che le difficoltà economiche sono una costrizione, perché allora anche chi abortisce perché non può mantenere i figli non ha scelta.
    Se c’è una cosa da fare è reprimere duramente chi sulla prostituzione ci guadagna (trafficanti, papponi ecc.) ma l’idea di abolire totalmente il mestiere “più antico al mondo” per legge, beh, non è realistica. Negli Stati Uniti è illegale, eppure sono stato a San Diego e per le strade, di sera, ce n’erano di più che in circonvallazione a Milano. Lasciate che i due se la vedano col Padreterno, lo Stato ha cose più importanti a cui pensare.

  10. lorenzo ha detto

    Ma chi supporta il traffico di esseri umani e poi si indigna per il traffico delle prostitute, non si accorge di essere in contraddizione con sé stesso?

  11. Max De Pasquale ha detto

    Considerare la donna in pratica come un contenitore di umori maschili. Se questo e’ progresso…

  12. Luca ha detto

    Il falso moralismo delle femministe…. prostitute sono tutte quelle donne che sposano un uomo senza amarlo ma solo per spolparlo dei suoi beni…ricordo poi che le prostitute sono consenzienti quindi parlare di stupro è una sciocchezza…

    • Laura ha detto in risposta a Luca

      Ah beh. Mentre un uomo che sposa una donna solo per i suoi beni? Non avete inventato un nome per loro?
      Lo stupro può essere anche consenziente se si è costretti da forze maggiori, ad esempio i ricatti dei papponi e l’estrema necessità per sopravvivere.

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