I migliori libri da regalare a Natale (pubblicati tra giugno – dicembre 2018)

natale libri più belliLa rubrica di UCCR dedicata ai libri più interessanti. Ecco le novità editoriali che consigliamo di acquistare, pubblicate tra giugno e dicembre 2018.

 

Si avvicina il Santo Natale, regalate cultura. Ecco l’ultima puntata dell’anno della nostra rubrica, in cui segnaliamo quelle che riteniamo essere le migliori novità editoriali, che integrano la nostra biblioteca virtuale.

Qui sotto elenchiamo le pubblicazioni consigliate, uscite tra giugno e dicembre 2018.

 

Il giorno del giudizio – Conflitti, guerre di potere, abusi e scandali. Cosa sta davvero succedendo nella Chiesa di Andrea Tornielli e Gianni Valente (Piemme 2018)
I due autori sono tra i pochi che hanno scelto di smentire puntualmente il golpe giornalistico tentato ai danni di Papa Francesco. Un attacco cattolico che ha avuto il suo culmine con l’invettiva dell’ex nunzio Carlo Maria Viganò. Ma c’è poco di vero e gli omissis svelano la strumentalità di tante operazioni mediatiche, del tentativo di bollare come eretico Francesco e della rete politico-economica internazionale che sostiene la battaglia contro di lui.

Il centenario delle stigmate di San Padre Pio – Nuova luce da documenti inediti di Enrico Malatesta (Mimep-Docete 2018)
L’autore è uno dei massimi esperti di Padre Pio e in questo affascinante libro presenta documenti inediti in occasione del centenario dell’apparizione delle stigmate del santo. In particolare Malatesta ha attinto dall’archivio privato delle lettere del prof. Giorgio Festa, uno dei pochi medici che visitò Padre Pio e ne studiò le stigmate.

Quant’è vero Dio – Perché non possiamo fare a meno della religione di Sergio Givone (Solferino 2018)
Il bisogno di Dio sembra tornare alla ribalta ovunque nel mondo, in modi anche drammatici. Il filosofo Givone, docente all’Università di Firenze, risponde al perché. Soprattutto smentisce che la religione sia un’invenzione per consolare gli uomini. Al contrario, nel momento in cui risponde alla domanda sul senso della vita, la religione riguarda la nostra libertà, perché della libertà è l’ultima difesa e non la soppressione.

Felice colpa – L’antropologia rivelata alla luce dell’esegesi di Gen 3 di Giosuè Francesco Voltaggio e Germano Lori (Chirico 2018)
Due presbiteri della diocesi di Roma rimettono al centro dell’evangelizzazione il peccato originale, opponendosi al tentativo di “abbassare l’asticella” del Cristianesimo per timore che la gente fugga. Se non c’è nulla da cui essere salvati, a cosa servirebbe evangelizzare?

«Vogliamo tutto» – 1968-2018 (Itaca 2018)
Alcuni docenti dell’Università Cattolica di Milano, assieme ai loro studenti, hanno realizzato un percorso di approfondimento sul Sessantotto davvero interessante. Una rivoluzione esistenziale ed antropologica che è però fallita, restituendo quell’individualismo radicale che ispira la società odierna.

Ho scommesso sulla libertà del card. Angelo Scola (Solferino 2018)
Una bella autobiografia del brillante e stimato ex arcivescovo di Milano, un ricco affresco di aneddoti e profonde riflessioni e un pensiero sulla Chiesa attuale.

Ecco, io vedo i cieli aperti… – Psicopatologie, fenomeni mistici, demonologia di Raffaele Talmelli (OCD 2018)
Una tematica complessa, ma l’esorcista padre Talmelli ha l’esperienza giusta per affrontarla. Soprattutto ha il merito di tenere stretta la scienza medica, la psichiatria e la psicologia, collaborando con gli specialisti. Ma non tutto è riconducibile alle psicopatologie e il libro insegna a riconoscere le differenze tra possessioni reali e patologie mentali.

Dio chiama con arte – Parole e immagini vocazionali di Andrea Dall’Asta (Ancora 2018)
L’autore, un gesuita, propone un interessante cammino: dalla contemplazione di sedici opere d’arte all’approfondimento del proprio cammino di fede.

Voi chi dite che io sia? – Storia di un profeta ebreo di nome Gesù di Giorgio Jossa (Paideia 2018)
Docente di Storia della Chiesa antica all’Università Federico II di Na­poli, Giorgio Jossa presenta da un punto di vista laico la storicità di Gesù di Nazareth, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vita. A questo libro abbiamo destinato una recensione più approfondita.

Scegliere un film 2018 di Armando Fumagalli e Eleonora Recalcati (San Paolo 2018)
Gli appassionati di cinema non possono perdere l’annuale appuntamento con i due autori, esperti critici cinematografici che orientano il lettore tra le centinaia di pellicole uscite durante il 2018. Con un solo criterio: che siano film arricchenti sul piano umano e culturale, che abbiamo qualcosa di interessante da dire. La chiave di lettura è quello dell’antropologia cristiana. Sullo stesso tema proproniamo: Per un cinema di idee – Lettura di cinquanta film d’autore di Olinto Brugnoli (Messaggero 2018).

Quando il cielo ci fa segno – Piccoli misteri quotidiani, di Vittorio Messori (Mondadori 2018)
Il noto scrittore e giornalista cattolico Messori ritorna sulla scena dopo un lungo silenzio, lo fa con un libro interessante in cui parla di sé, della sua vita e di quanto gli è accaduto dopo la conversione. Concentrandosi su alcune esperienze che identifica come “segni” di Dio.

Il grande codice – Bibbia e letteratura di Northrop Frye (Vita e pensiero 2018)
Un libro storico, pubblicato nel 1982, con il quale il noto critico letterario canadese individua nei racconti biblici l’oggetto di ispirazione per tutti i grandi successi letterari. La Bibbia ha profondamente plasmato il nostro immaginario, senza la quale due millenni della nostra cultura non sono minimamente decifrabili.

Testimonianze extrabibliche su Gesù – Da Giuseppe Flavio al Corano di Frederick F. Bruce (Claudiana 2018)
Il celebre biblista americano, alfiere dell’affidabilità del Nuovo Testamento, presenta le prove storiche dell’esistenza di Gesù concentrandosi sulle testimonianze al di fuori del Nuovo Testamento. Lo studio è rivolto a diverse fonti: ebraiche, pagane, apocrife e islamiche, con particolare riferimento a Giuseppe Flavio, ai manoscritti del Mar Morto, al Vangelo di Tommaso e al Corano.

Fine dell’eccezione umana? – La sfida delle scienze all’antropologia di Giacomo Canobbio (Morcelliana 2018)
Un bel tentativo di comprendere i dati offerti alla teologia da parte delle neuroscienze le quali, secondo alcuni, metterebbero in discussione le acquisizioni della tradizione filosofica e teologica nonché la grandezza dell’uomo rispetto agli altri esseri viventi, essendo dotati anche di un principio spirituale.

Miracoli a Lourdes di Fabio Bolzetta (Paoline 2018)
Il libro nasce dagli incontri personali dell’Autore con i cinque miracolati italiani di Lourdes. Ogni testimonianza è spiegata e accompagnata dalle documentazioni originali custodite dalle Commissioni collegiali mediche e canoniche presso gli archivi diocesani e presso il Bureau des Constatation Médical di Lourdes.

Oltre la paura – Lettere sul nostro presente inquieto di Massimo Camisasca e Mattia Ferraresi (Lindau 2018)
Mons. Camisasca è uno dei vescovi più illuminati d’Italia. Interrogato dal giornalista Ferraresi riflette sull’Occidente e sulla crisi della modernità, in particolare sul ruolo riservato alla religione in questo momento storico. Sullo stesso tema proponiamo: Dov’è Dio? – La fede cristiana al tempo della grande incertezza di Julian Carron e Andrea Tornielli (Piemme 2018).

Un cardiologo visita Gesù – I miracoli eucaristici alla prova della scienza di Franco Serafini (ESD 2018)
L’autore è un noto cardiologo bolognese e guida il lettore nelle analisi cliniche, nei test di laboratorio, nelle indagini istologiche e genetiche che sono stati effettuati sulle ostie consacrate che apparentemente hanno sanguinato in diverse parti del mondo. I miracoli eucaristici possono infatti parlare con il linguaggio asettico e insieme autorevole della scienza.

Dieci brevi lezioni di filosofia – L’essenziale è invisibile agli occhi di Francesco Agnoli (Gondolin 2018)
Le neuroscienze, il dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la Cosmologia del Big Bang, la dinamica del nostro venire alla luce, il sapere dell’uomo di oggi può dialogare con le riflessioni dei grandi filosofi che chi ci hanno preceduto?

Gesù di Nazaret di Romano Penna (San Paolo 2018)
Il noto biblista italiano, Romano Penna, tra i massimi esperti dell’apostolo Paolo, riflette su Gesù di Nazareth e soprattutto su cosa egli personalmente pensava di essere. Quale autoconsapevolezza aveva Gesù di Nazaret? Il Messia? Un semplice profeta? Un uomo qualunque?

Eutanasia e morale di Giuseppe Summa (EDS 2018).
Un agile volume nel quale si approfondiscono le ragioni di chi sostiene la vita e respinge la cultura dello scarto. Dello stesso autore segnaliamo anche: Aborto, risvolti giuridici ed etici (EDS 2018) e Fecondazione artificiale, umana e morale (EDS 2018).

De Sindone – Nova et Vetera di Maria Elisabetta Patrizi (Tau editrice 2018).
Un compendio storico e scientifico aggiornato sugli studi sulla Sindone, correggendo confusione e superficialità.

La redazione

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32 commenti a I migliori libri da regalare a Natale (pubblicati tra giugno – dicembre 2018)

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  1. Alessandro ha detto

    E per i più piccoli ci sono i libri fantasy di Silvana de Mari. Sulle ali della libertà uscito nel 2018, e gli altri usciti precedentemente.

  2. Gianluca C. ha detto

    per i più piccoli ci sono i libri fantasy di Silvana de Mari

    la quale, nell’universo parallelo dei neofascisti di Forza Nuov… ehm, dell’Associazione Pro Vita, è stata assolta:
    http://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/silvana-de-mari-assolta-le-prime-dichiarazioni/

    • Seba ha detto in risposta a Gianluca C.

      In realtà è stata condannata. Comunque, pur pensandola come lei in linea generale, non mi ha mai entusiasmato l’argomentazione della De Mari di buttarla tutto in ambito medico/sanitario. La questione è morale e deve rimanere tale.

      • lorenzo ha detto in risposta a Seba

        Che il 2-3% della popolazione rappresenti oltre il 50% dei nuovi casi di Aids e l’80% dei nuovi casi di sifilide non è una questione morale?
        Hai la più pallida idea della prostrazione morale che colpisce le persone alle quali viene diagnosticata la malattia?
        Non ritieni forse un dovere morale mettere in guardia quelle persone dei rischi che corrono?

        • Gianluca C. ha detto in risposta a lorenzo

          Non ritieni forse un dovere morale mettere in guardia quelle persone dei rischi che corrono?

          Sì, ed è per questo che occorre sensibilizzare l’uso del profilattico, non spargere odio e falsità nei confronti di un’intera categoria di persone: nessuna ideologia, nessun credo religioso può renderlo permesso in un consesso civile. Ti sembrerà strano, ma contrarre il virus dell’HIV o della sifilide è cento volte più difficile in un rapporto omosessuale protetto che in un rapporto eterosessuale non protetto.

          Ciò detto, a tutt’oggi la De Mari, stante le sue dichiarazioni, è ancora convinta di essere stata assolta. E’ evidente lo scollamento con la realtà di questa signora, già testimoniato in passato con la sua teoria delle feci filiformi, con le asce brandite nei convegni omofobi, con dichiarazioni mistico-farneticanti come “gli spermatozoi che finiscono nel tratto rettoanale avevano altri sogni”…
          Forse non è nemmeno giusto continuare ad infierire nei suoi confronti.

          • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

            La sicurezza del preservativo non è al 100%: fatti una piccola ricerca in rete e noterai che, nei paesi dove è maggiore l’uso del preservativo, è maggiore anche la diffusione, tra gli omosessuali, delle malattie sessualmente trasmissibili.
            Lo sapevi che la De Mari è stata condannata per solo due affermazioni: che il movimento lgbt ostacola chi la non la pensa come loro e che della cerchia lgbt fanno parte anche movimenti dichiaratamente pedofili.

            • Gianluca C. ha detto in risposta a lorenzo

              Lo sapevi che la De Mari è stata condannata per solo due affermazioni

              La De Mari, io, tu, Pro Vita e Forza Nuova NON possiamo sapere quali siano state le sue affermazioni che, nello specifico, hanno portato alla condanna per diffamazione, semplicemente perché le motivazioni della sentenza non sono state ancora depositate.
              Quello che leggi in giro sulla presunta “assoluzione” per alcune delle sue affermazioni incriminate sono a) farneticazioni della medesima b) articoli di giornalisti ignoranti che riprendono le sue farneticazioni.
              Una cosa è certa: non c’è stata nessuna assoluzione, neanche parziale, e ciò anche se non tutte le frasi incriminate dovessero essere state ravvisate come diffamatorie. La De Mari era imputata per diffamazione, ed è stata condannata per diffamazione. Esattamente come non viene assolto, nemmeno parzialmente, un ladro che alla fine del processo risulti essere colpevole di aver rubato solo mille euro anziché duemila.

              • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

                Non sono state pubblicate le motivazioni della sentenza, non la sentenza: informarsi no?

                • Gianluca C. ha detto in risposta a lorenzo

                  E’ stata solo data lettura in udienza del dispositivo della sentenza, da cui si desume solo la condanna, non le motivazioni, per il deposito delle quali il giudice (come avviene per il 99% dei casi) si è preso un termine di trenta giorni.
                  Quindi si sa solo che è stata condannata; non si sanno ancora i motivi che hanno determinato la condanna (i.e. quali frasi in particolari siano state considerate diffamatorie).
                  Poi, per favore, te lo chiedo con tutto il garbo possibile, evita di questionare su materie di cui capisci poco o niente quali la procedura penale. Specie con chi per mestiere ne sa più di te.

                  • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

                    “Si sa solo che è stata condannata” a pagare una multa di 1.500 euro e una provvisionale di altri 2.500 euro al Coordinamento Torino Pride e a Rete Lenford per aver legato l’attività dei gruppi Lgbt allo sdoganamento della pedofilia. Per tutte le altre accuse, se non sbaglio erano una dozzina, è invece stata assolta: non ti sembra che, per saperne più di me, dovresti almeno informarti?

                    • Gianluca C. ha detto in risposta a lorenzo

                      L’accusa era UNA: diffamazione.
                      NON SI SA se è stata condannata “per aver legato l’attività dei gruppi Lgbt alla pedofilia” o per altro motivo, PERCHE’ I MOTIVI NON SONO STATI ANCORA PUBBLICATI.
                      Ti entra questo nella tua testa dura???

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      @Gianluca
                      L’accusa per diffamazione, come ti ho scritto sopra, riguardava solo il fatto “che il movimento lgbt ostacola chi la non la pensa come loro e che della cerchia lgbt fanno parte anche movimenti dichiaratamente pedofili”;

                      per quanto riguarda invece la supposta diffamazione in riferimento alle seguenti sue affermazioni:
                      “- Nessuno nasce con un orientamento omosessuale
                      – Non esiste alcun dato scientifico a sostegno di una base genetica o biologica dell’attrazione verso individui dello stesso sesso.
                      – Nessuno sceglie di provare attrazione per individui dello stesso sesso.
                      – Tale attrazione è la conseguenza di traumi infantili irrisolti che conducono alla confusione dell’identità sessuale.
                      – Gli individui possono scegliere di cambiare e di passare da un orientamento omosessuale a un orientamento eterosessuale.
                      – L’attrazione per individui dello stesso sesso non è congenita.
                      – Ciò che si è imparato può essere disimparato.
                      – Quando le ferite vengono guarite e vengono colmati i bisogni insoddisfatti, si sperimenta l’identità sessuale e viene alla luce il desiderio eterosessuale.
                      – Non siamo di fronte a una cosa buona o cattiva, ma a un disturbo affettivo nei confronti di individui dello stesso sesso.
                      – Non c’è nulla di “gaio” nello stile di vita omosessuale; è caratterizzato da molte delusioni e il più delle volte da una incessante ricerca d’amore attraverso relazioni codipendenti.
                      – Non è una cosa cattiva provare attrazione per individui dello stesso sesso, poiché ciò rappresenta uno stimolo a guarire un bisogno d’amore insoddisfatto. Tuttavia, agire in base a tale desiderio provoca frustrazione e sofferenza.
                      – Ci si trova di fronte a un disturbo affettivo nei confronti di individui dello stesso sesso per cui l’individuo non riconosce la propria mascolinità o femminilità e cerca disperatamente di colmare la lacuna unendosi a qualcuno dello stesso sesso.”,
                      il giudice ha ritenuta che le affermazione sopra riportate non siano diffamatorie e omofobe “perché il fatto non sussiste”.
                      Ti entra nella tua testa dura che dovresti prima informarti???

          • Alessandro ha detto in risposta a Gianluca C.

            Sensibilizzare all’uso del profilattico come il solo modo per evitare le stm è stata una campagna fallimentare, anche quando sono distribuiti gratuitamente una buona fetta di persone non li usa. Non a caso i paesi che sono sempre stati visti come più libertari come il Regno Unito, prendendo atto di questo e a seguito della diffusione incontrollata di malattie sessuali, stanno passando ad altre strategie come la Prep.
            Peccato che anche in questo caso la Prep può evitare il contagio dell’hiv ma non delle altre malattie che stanno aumentando per la falsa illusione che l’unica malattia pericolosa da cui proteggersi sia l’aids.
            Non si può pensare che la prevenzione debba passare solo dal prendere una pillola o un preservativo. Ci vuole una strategia più ampia che includa anche il cambiamento di comportamenti a rischio di cui si evita di parlare per il pregiudizio che questo sia un discorso da bigotti moralisti.
            Ai medici va un grande onore, quello di inventarsele tutte per evitare che le persone si ammalino. Mentre ci sono persone che irresponsabilmente dicono: “Io ho questo comportamento e anche se di base è a rischio non lo cambio, al massimo trovate qualcosa che mi protegga dalle malattie perchè io continuo a vivere in questo modo e chi dice qualcosa a riguardo è solo un bacchettone”.

            • Gianluca C. ha detto in risposta a Alessandro

              Ci vuole una strategia più ampia che includa anche il cambiamento di comportamenti a rischio di cui si evita di parlare per il pregiudizio che questo sia un discorso da bigotti moralisti.

              Non è questione di passare per bigotti; invitare ad astenersi dai rapporti occasionali è una tautologia (come dire che per evitare gli incidenti stradali la cosa migliore è starsene a casa), destinata peraltro, che piaccia o no, ad essere recepita da una minoranza di persone.
              Basare il contrasto alle malattie sessualmente trasmissibili SOLO con la propaganda all’astinenza è irresponsabile (ma su questo converrai con me); ma dar vita a campagne d’odio costellate da falsità contro i presunti “untori” è criminale. Che la condanna della De Mari serva da monito in questo.

              • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

                Ti ripeto che la De Mari è stata condannata solo per “aver legato l’attività dei gruppi Lgbt allo sdoganamento della pedofilia” e non per quello che ritieni tu: informarsi no?

              • Alessandro ha detto in risposta a Gianluca C.

                Tra l’astinenza totale e la promiscuità senza limiti c’è anche una buona via di mezzo.
                L’approccio ABC (Abstinence, be faithful, use a condom) che ci piaccia o no, è il più veritiero per prevenire le malattie e avere una qualità della vita migliore.
                1) Astienersi e imparare come fare per non essere in balia delle pulsioni (tabù in questa società, non sarebbe male conoscere qualche strategia) altrimenti
                2) evitare partner occasionali che non sai cosa possono trasmetterti e impegnati in una relazione stabile (se c’è una difficoltà a impegnarsi in una relazione stabile, può valer la pena iniziare un percorso di psicoterapia che aiuti a capire dove sono i problemi relazionali e come affrontarli).
                3) Se proprio non si riesce si ha un rapporto occasionale, usare almeno il condom. Ma quest’ultima possibilità dovrebbe essere in caso di emergenza, non uno stile di vita magari anche figo che viete vittime. E non toglie i problemi che può dare il sesso anale, specialmente per chi è passivo. Chi ha conoscenti o famigliari in queste situazioni sa bene che non è il bigottismo ma il bene che spinge a parlare di queste cose perchè a volte semplicemente non ci si pensa o si è in una situazione in cui non si capiscono bene i pericoli dei propri comportamenti, come può accadere in altre circostanze.

                • Gianluca C. ha detto in risposta a Alessandro

                  Ma guarda che in realtà stiamo dicendo la stessa cosa: stringi stringi, non c’è molta differenza pratica tra il dire

                  usa il preservativo in caso di rapporto occasionale e, se non ce l’hai, astieniti

                  e

                  astieniti dai rapporti occasionali e, se non ci riesci, usa il preservativo

                  Il problema non è questo, è far passare odio e pseudoscienza come “diritto di critica”. La verità è rivoluzionaria; la menzogna è reazionaria

  3. lorenzo ha detto

    Mi permetto di consigliare “Quinto comandamento”: romanzo tratto dalla storia vera di un missionario che, a capo di un gruppo di mercenari, salva migliaia di ostaggi nel Congo degli anni 60.

  4. Roberto ha detto

    Il punto è che si crede che la cultura la si faccia leggendo i quotidiani, come se i quotidiani mostrino sempre i fatti per quello che sono. La verità è che però hanno ragione sia i quotidiani che hanno detto che la De Mari è stata assolta, sia quelli che hanno detto che la De Mari è stata condannata. 1) è stata assolta per 6 capi d’abbigliamento imputazione su 8,sulle sue tesi scientifiche in sfavore del sesso tra due uomini gay ecc. 2) è stata condannata per 2 capi d’imputazione per aver paragonato l omosessualità alla pedofilia. Ora il giornalista del Fatto Quotidiano e Repubblica hanno solo scritto che è stata condannata, informando del punto 2. I quotidiani cattolici hanno scritto che è stata assolta, ma hanno anche scritto sul punto 2. La verità è sia la 1, sia la 2, ma i giornali di regime hanno parlato solo della 2. Ma lo conoscete Carmelo Bene? Cosa disse riguardo il giornalismo italiano? “I giornali non informano dei fatti, ma i fatti”. Cioè i giornali danno i fatti, i loro fatti. Leggere un giornale prescindendo dalle intenzioni, dai gusti, dai calcoli morali del giornalista qua in Italia significa restare Delle capre rincoglionite!

    • Roberto ha detto in risposta a Roberto

      D’ abbigliamento… Scusate il correttore del mio cellulare

    • Gianluca C. ha detto in risposta a Roberto

      Il capo d’imputazione nel processo della De Mari è UNO e UNO SOLO, e riguarda il reato di diffamazione.
      Per quel singolo capo d’imputazione è stata emessa una condanna, punto.
      Le scemenze che trovi scritte in rete (c’è chi parla di quattro capi di imputazione, chi di otto, chi di quattordici) sono di chi farebbe meglio ad occuparsi di Fedez e della Ferragni anziché di cronaca giudiziaria.

      • Gianluca C. ha detto in risposta a Gianluca C.

        …e se non vuoi credere a me, credi almeno alla De Mari, la quale nella sua memoria difensiva così esordisce:

        Io sottoscritta Silvana De Mari […] presento la seguente memoria proponendomi in modo particolare di dimostrare che le accuse formulate nel capo di imputazione non hanno alcun fondamento

        salvo poi moltiplicare i capi d’imputazione come pani e pesci al momento della sentenza, per poter farneticare “che è stata assolta”

      • Roberto ha detto in risposta a Gianluca C.

        Infatti il reato di diffamazione secondo la sentenza riguarda solo l’ aver equiparato l’ omosessualità alla pedofilia, per tutto il resto è stata assolta, cioè per tutte le argomentazioni inerenti alla scienza. Se non sai nemmeno quali sono state le accuse rivolte alla De Mari, di che cavolo parli? La De Mari è stata messa a giudizio per una lunga serie di affermazioni, una nelle quali si è deciso fosse condannato a risarcire 1.500 euro per diffamazione. Le analisi scientifiche invece non permettono che la De Mari sia accusata anche lì, cioè HIV ecc. ecc.
        Io sono poco informato su questi fatti, ma mi basta abbastanza per capire quanto tu sia fideista verso la stampa italiana quando si tratta di gay e cattolici.
        Le scemenze che trovi scritte in rete, cioè quelle del giornalaio di Repubblica o del Fatto Quotidiano gay friendly, stai attento a quelle, che sono anche quelli che ti riempiono la testa di cazzate come Fedez e di Ferragni.

        • Gianluca C. ha detto in risposta a Roberto

          1.NON C’E’ STATA NESSUNA ASSOLUZIONE
          2. Le fonti giornalistiche che dicono il contrario riprendono le farneticazioni della De Mari, secondo la quale “sarebbe stata in larga parte assolta” (sic)
          3. Quando verranno depositate le motivazioni vedremo quali saranno state le affermazioni ritenute diffamatorie, prima non è possibile farlo per chiunque, compresa la De Mari
          4. E’ l’ultima volta che lo scrivo

          • Roberto ha detto in risposta a Gianluca C.

            Insomma per te hanno ragione i giornalai di Repubblica e del fatto Quotidiano perché sì, mentre le parole della De Mari sono farneticazioni perché sì. Se queste sono le tue argomentazioni, ti lascio crogiolare nella tua onniscienza giurisdizionale.

        • lorenzo ha detto in risposta a Roberto

          parte II

          A questo punto sono veramente curioso di vedere come andrà a finire il processo che la De Mari dovrà fronteggiare il 21 marzo prossimo: se infatti la De Mari è stata condannata per aver falsamente accusato il mondo gay di diffondere la pedofilia, come potrà essere stato diffamato il circolo Mario Mieli di Roma dall’affermazione fatta dalla De Mari che il Mieli non era un attivo e pubblico sostenitore della pedofilia?

        • lorenzo ha detto in risposta a Roberto

          parte II
          A questo punto sono veramente curioso di vedere come andrà a finire il processo che la De Mari dovrà fronteggiare il 21 marzo prossimo: se infatti la De Mari è stata condannata per aver falsamente accusato il mondo gay di diffondere la pedofilia, come potrà essere stato diffamato il circolo Mario Mieli di Roma dall’affermazione fatta dalla De Mari che il Mieli non era un attivo e pubblico sostenitore della pedofilia?

      • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

        Federico Boni, su gay.it, il 14 dicembre 2018 scrive:
        “Il Tribunale di Torino ha condannato la dottoressa Silvana De Mari a una multa di € 1500 per aver accusato il movimento LGBTI di voler «annullare la libertà di opinione e diffondere la pedofilia», al risarcimento dei danni da liquidare in separato giudizio civile, e a una provvisionale di € 2500 per ciascuna associazione.”
        Se la De Mari fosse stata condannata, come era stato chiesto dai ricorrenti, per le sue affermazioni che legavano l’aumento delle malattie sessualmente trasmissivi allo stile di vita omosessuale, credi forse che i gay non lo avrebbero sbandierato ai quattro venti?

      • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

        parte II
        A questo punto sono veramente curioso di vedere come andrà a finire il processo che la De Mari dovrà fronteggiare il 21 marzo prossimo: se infatti la De Mari è stata condannata per aver falsamente accusato il mondo gay di diffondere la pedofilia, come potrà essere stato diffamato il circolo Mario Mieli di Roma dall’affermazione fatta dalla De Mari che il Mieli non era un attivo e pubblico sostenitore della pedofilia?

      • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

        Vedo che non sono riuscito ad esprimere bene il mio concetto e quindi lo riscrivo:
        Se la De Mari è stata condannata per diffamazione per aver affermato che il mondo lgbt non è contrario alla pedofilia,
        come si potrà sostenere, in un processo, che è diffamazione anche l’aver affermato che il circolo Mario Mieli di Roma è intitolato a un noto pedofilo?

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