Maria di Nazareth, la 12° donna più grande della storia? Una classifica folle.

Alcuni "esperti" in 10 differenti campi di attività umane hanno nominato ciascuno 10 donne che, secondo loro, avrebbero avuto il maggiore impatto sulla storia mondiale. L'iniziativa è nata dalla rivista BBC History. La prima è stata Marie Curie, celebre scienziata che scoprì -tra le altre cose- la radioattività, cruciale per curare il cancro. Al 12° posto, a sorpresa, un'altra Maria. La madre di Cristo.

Una sorpresa amara e non tanto perché Maria di Nazareth non si è classificata in prima posizione, ma perché avrebbe dovuto arrivare ultima. Anzi, il suo posto era fuori dalla classifica. Non esiste infatti alcun piano di confronto tra la Madonna e Marie Curie, o qualunque altra scienziata, politica, principessa, filosofa. Maria non ha inventato nulla, ma nessuna donna ha mai introdotto nel mondo quel che è avvenuto tramite lei. Con il suo ("fiat") ha permesso al divino di incontrare l'umano, all'Infinito di raggiungere il finito, aprendo agli uomini un orizzonte di senso e di vita eterna. A che vale la perfetta salute del corpo -grazie a innovazioni mediche- se poi la vita è colma di un'assenza? A che vale la guarigione dalla malattia se poi la realtà e tutto ciò che abbiamo costruito e abbiamo di più caro -prima o poi- scompare nel nulla, si frantuma nell'effimero, come non fosse mai stato?

Ci mancherebbe, ci fossero state decine di Marie Curie il mondo sarebbe senz'altro migliore. Il punto è che siamo su piani radicalmente diversi ed il confronto andrebbe evitato, del tutto. Nessuna...

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Strage nel club gay di Orlando, un superstite: «lascio l’omosessualità»

Nel giugno 2016, almeno 50 persone persero la vita all'interno del club gay Pulse di Orlando. Nonostante vennero immediatamente indicati come mandanti morali gli "omofobi" difensori della famiglia -tra cui Papa Francesco- nelle ore successive emerse che l'attentatore, Omar Mateen, era un noto gay e frequentatore del Pulse, arrabbiato per come «si sentiva usato» in quel locale.

In seguito alla tragedia, una delle persone omosessuali superstite, Angel Colón, annunciò un radicale cambio di vita, ritornando a frequentare la parrocchia dove era solito cantare nel coro.

Poco tempo fa, un altro superstite della strage di Orlando ha fatto un annuncio, ben più scioccante. Ha maturato la convinzione che Dio abbia tratto dal male di quella notte, commesso dall'attentatore, un bene maggiore, un moto di pentimento che ha inondato la sua vita per come l'aveva vissuta fino ad allora. In una intervista, Luis Javier Ruiz ha infatti raccontato il suo abbandono dell'omosessualità, dopo trent'anni di vita Lgbt.

Aveva fatto coming out durante...

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Cosa pensano gli studiosi scettici delle apparizioni di Gesù?

I Vangeli riportano che i discepoli, delusi e smarriti dopo la crocifissione e morte del loro mentore, ebbero in visione lo stesso Gesù, che mostrò loro la sua resurrezione dai morti. Un fatto che li sconvolse e convinse, tanto da essere disposti al martirio pur di non negare quanto visto. Ma cosa c'è di vero in tutto questo? I critici spiegano che i racconti evangelici sarebbero tardivi rispetto ai fatti, che i discepoli stiano mentendo o che, al limite, abbiano avuto allucinazioni. Ma queste conclusioni non appaiono neppure analizzando gli studi degli esperti più scettici, agnostici e atei.

Innanzitutto sfatiamo il mito della narrazione tardiva dei Vangeli: già uno o due anni dopo la morte di Gesù di Nazareth, infatti, nella piccola comunità di cristiani di Gerusalemme si proclamava e annunciava il primissimo credo cristiano: la crocifissione, la morte e la resurrezione di Cristo. E' dimostrato dalla Prima Lettera ai Corinzi, redatta in modo definitivo da San Paolo nel 50-55 d.C. utilizzando, però, informazioni apprese dai discepoli nel 35 d.C. le quali, oltretutto, erano note già da qualche anno. A sostenere l'origine antichissima della lettera paolina (scritta prima dei Vangeli) è la quasi totalità degli esperti, non sono soltanto studiosi di fede cristiana, da qualcuno frettolosamente ed erroneamente tacciati di essere "di parte", come se non avessero il dovere morale di dimostrare in modo oggettivo le loro tesi, esattamente come...

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Andare a Messa migliora anche la salute mentale: nuovo studio

«I nuovi dati suggeriscono che il coinvolgimento religioso favorisce la salute mentale, promuove l'impegno sociale, fornisce risorse psicologiche (speranza, ottimismo, senso della vita) e promuove migliori stili di vita». Lo ha riferito un nuovo studio, pubblicato su Sleep Health: Journal of National Sleep Foundation.

La scommessa l'ha vinta, un'altra volta, Blaise Pascal. Il matematico, infatti, azzardò una provocante riflessione: colui che crede vince sempre, se Dio esiste, infatti, otterrà la salvezza. Se si sbaglia, avrà comunque vissuto un'esistenza più serena rispetto a chi non crede. «La religione e la spiritualità influenzano positivamente la salute e la qualità della vita di una persona», ha scritto Christopher Ellison, del Dipartimento di Sociologia dell'Università del Texas ed autore della ricerca.

Il recente studio statunitense, quindi, si aggiunge alla già corposa letteratura scientifica sull'argomento, che abbiamo voluto raccogliere in un nostro apposito dossier.

Per completezza di informazione citiamo il responso delle ricerche più recenti: le coppie sposate che frequentano assieme la Messa, vivono più a lungo, hanno meno probabilità di essere depresse e meno probabilità di divorziare (30-50% in meno), ...

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L’Argentina respinge l’aborto, storico voto grazie a donne e Chiesa

Quel che non accadde in Italia il 22 maggio 1978 e in Irlanda il 25 maggio 2018, è accaduto oggi in Argentina. La legalizzazione dell'aborto è stata storicamente respinta da 38 deputati contro 31, preferendo salvare "entrambe le vite" -secondo lo slogan dei pro-life argentini- quella della madre e quella del figlio. Molto ha influito lo schieramento compatto per il "no" della Conferenza episcopale, guidata da vescovi vicini all'argentino Papa Bergoglio e da lui scelti personalmente.

E' una sconfitta del potente apparato mediatico che ha letteralmente censurato le migliaia di manifestanti per la vita caratterizzate dal colore "azzurro": in pagina solo ed esclusivamente fotografie delle bandiere "verdi", quelle pro-aborto (e anche in questi primi minuti dopo il voto, i quotidiani esteri -in Italia quasi nessuno ha ancora dato la notizia- scelgono foto di manifestanti "verdi" tristi e sconsolati, ignorando la esultante "marea azzurra"). Un esempio su tutti: nonostante un sondaggio avesse riportato che la maggioranza delle donne argentine era schierata contro l'aborto, ieri La Stampa...

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Jean-Paul Sartre sfiorò la conversione durante la prigionia: «lì ero felice»

Pochi giorni fa il mondo cattolico, in particolare, ha festeggiato l'anniversario di Paul Claudel, poeta e drammaturgo francese, convertitosi nel 1886 a Notre-Dame de Paris, ascoltando il Magnificat durante la Messa di Natale. Autore de L'annuncio a Maria, lo stupendo dramma che cambiò l'esistenza di centinaia di persone. Pochi sanno, però, che anche Jean-Paul Sartre rimase impressionato da Claudel. Sfiorando la conversione.

Oltre a La nausea, l'esistenzialista francese -non credente- scrisse uno dei più bei testi letterari sulla Natività del Cristo. Fu elaborato grazie all'amicizia con alcuni prigionieri cattolici, con cui condivise una parte del cammino della vita nel campo di concentramento di Treviri. Bariona o il figlio del tuono. Racconto di Natale per credenti e non credenti, si intitola. Scritto nel 1940, la storia ruota attorno alla figura di capo villaggio nei pressi di Betlemme, Bariona per l'appunto. Sartre descrive un suggestivo rapporto di intimità tra la Madonna e il Bambino, alludendo ai fatti a lui contemporanei della Francia occupata dai Nazisti e la necessità di un'amicizia per un'ideale maggiore, tra prigionieri credenti e non credenti, esortandoli alla resistenza.

Un Sartre inedito, distante dagli esiti nichilistici de La nausea, imprevedibilmente apertosi alla possibilità di una speranza. Riconobbe la positività dell’essere e descrisse, con rara delicatezza, l’affezione stupita di Maria, unitamente al pudore protettivo di Giuseppe, per il “Dio bambino”, l’attesa...

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Giorno del voto: tranello al Papa e duro attacco dei vescovi argentini all’aborto

Imminente la votazione al Senato in Argentina sulla legalizzazione dell'aborto. L'arcivescovo di Buenos Aires, Mario Poli -scelto personalmente da Papa Francesco come suo successore- è intervenuto in modo diretto ed esplicito nel dibattito pubblico a poche ore dalla votazione. Inizierà oggi (alle 14, ore italiane) e si protrarrà fino alla mattina di domani.

Pochi quotidiani italiani hanno riportato la trappola di uno studente argentino, Nicolás Fuster, ai danni di Francesco: infiltratosi tra i pellegrini durante l'Udienza di mercoledì scorso, è riuscito a consegnare al Papa una lettera assieme ad un fazzoletto verde. Il suo amico fotografo ha immortalato la scena, che è diventata virale in Argentina promossa dai militanti favorevoli all'interruzione di gravidanza. Il colore verde, infatti, è stato scelto dai promotori del "si", contro l'azzurro dei pro-life. La Sala Stampa del Vaticano ha immediatamente emesso un comunicato: «Ogni mercoledì, ogni udienza generale, il Papa riceve centinaia di lettere, fazzoletti (non solo verdi), cappelli e altri doni. Utilizzare la consegna di un “regalo trappola” senza che il destinatario sapesse cosa fosse né cosa cercasse non sembra molto onesto».

Forse anche a causa di questo episodio, la Conferenza Episcopale Argentina ...

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Abusi sessuali: incriminato il presidente degli Atei americani

Anche David Silverman, presidente di American Atheists -la principale organizzazione laicista degli Stati Uniti-, è stato sollevato dall'incarico dopo denunce credibili di violenze sessuali. Identiche circostanziate accuse che hanno colpito poco tempo fa l'ultima celebrità del movimento ateista, il fisico Lawrence Krauss. Qualche anno fa, invece, era toccato al fondatore della principale rivista atea, Michael Shermer.

La Chiesa cattolica americana (e cilena, in particolare) sta facendo i conti con il terribile scandalo della pedofilia, del quale tutti siamo enormemente umiliati e arrabbiati. Ma, nel suo piccolo, anche la comunità ateista è scossa da un fenomeno diffuso legato, anche in questo caso, all'abuso sessuale, seppur nei confronti delle donne. Oltre a misoginia e discriminazione femminile. Reati e scandali di cui pochi parlano e che, perché no, andrebbe reso noto dato chd le femministe laiche lo stanno definendo addirittura un'epidemia essendo, molte di esse, state rese vittime. Degli abusi e del clima di omertà.

Silverman...

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Ma, alla fine, a cosa serve il cristianesimo?

A cosa serve il cristianesimo? E' una domanda spiazzante, ma saper rispondere è quanto mai necessario, pressati da una cultura che ne nega qualunque ruolo positivo nella storia moderna e da un'altra che ne riconosce un contributo notevole ma superato, tanto che oggi se ne potrebbe farne anche a meno.

Per molti, il cristianesimo è una religione come tante altre. Ha i suoi pregi e i suoi difetti, e si potrebbe anche comporre una lista delle influenze cristiane sulla cultura europea, come ha ben fatto ed esempio lo storico statunitense Thomas Woods in Come la Chiesa Cattolica ha costruito la civiltà occidentale (Cantagalli 2007). Ma, in Oriente si potrebbe fare lo stesso valorizzando l'apporto delle religioni orientali, o l'induismo in India.

Remì Brague (nella foto), emerito di Filosofia medievale e araba presso la Pantheon-Sorbonne University, ha affermato: «Come una religione fra tante, il cristianesimo ha reso possibile la nascita delle differenti nazioni d’Europa. La fusione degli abitanti romanizzati dell’Impero e dei popoli “barbari” immigrati è avvenuta attraverso la partecipazione a un’unica fede. Tuttavia è verosimile che questo ruolo avrebbe potuto essere assunto da un’altra religione. L’elemento decisivo in effetti fu che i nuovi arrivati adottarono la religione dei popoli conquistati. E questo sarebbe potuto accadere ugualmente con, diciamo, la religione di Mithra, se avesse avuto il sopravvento, o anche il manicheismo...

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A.R. Wallace scoprì l’evoluzione biologica: «è guidata da una Mente»

Da pochi giorni è stato pubblicato il libro Nature's Prophet (University Alabama Press 2018), dedicato a Alfred Russel Wallace. L'autore, Michael A. Flannery, storico della Scienza presso la University of Alabama di Birmingham ha sostenuto che la formulazione dell'evoluzione biologica di Wallace era del tutto incompatibile con quella di Darwin. Infatti, la sua teoria si svolgeva in un contesto teleologico. Un'evoluzione teistica, si potrebbe dire.

Flannery, membro del controverso movimento Intelligent design, ha suggerito che proprio questa apertura teleologica gli fu fatale dal punto di vista della fama, che andò quasi esclusivamente al suo competitor Charles Darwin, co-scopritore della selezione naturale. Non si può escludere, anche se va ricordato che molti dei primi darwinisti furono teisti e cristiani, ben più vicini esistenzialismente a Wallace che all'agnostico Darwin. Pensiamo ad Asa Gray, Lyell, Herschel, Henslow, Mivart, De Filippi, Chambers, Rosa, De Nouy, Sinnott, Marcozzi

L'entomologo George Beccaloni, che nel 2013 ha curato una mostra su Wallace al Natural History Museum di Londra, ha spiegato: «Wallace era quello che aveva la carta pronta per la pubblicazione, e se l’avesse inviata direttamente ad una rivista per farla pubblicata, la selezione naturale sarebbe stata la scoperta di Wallace». Invece, il naturalista scelse di inviare...

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Preti in Francia: crescono i “tradizionalisti” in comunione con Francesco

Una notizia ha mandato in fibrillazione gli amici della "resistenza anti-papista". In Francia, tra i paesi occidentali più in crisi di ordinazioni sacerdotali, il 20% dei preti ordinati sarebbe un "tradizionalista".

Uno dei commenti esultanti è stato questo: «un segnale importante, in considerazione dell'aperto sfavore che il Pontefice regnante ha dimostrato a più riprese verso i giovani sacerdoti che prediligono la tradizione della Chiesa». Appare una voluta e maligna confusione tra l'adesione alla "Tradizione" con la celebrazione della messa in latino, inducendo che soltanto i preti che utilizzando il Vetus Ordo sarebbero in linea con il deposito della dottrina cattolica. L'aver tirato ingiustamente in ballo Francesco, inoltre, è la conferma che in certi ambienti qualunque notizia viene usata come arma per colpire il Papa: i gruppi più fecondi di ordinazioni sarebbero quelli sfavoriti da Bergoglio: questo è il brutto messaggio che si vuol far passare.

Falsa anche l'affermazione che Francesco guardi con sfavore il rito antico, errata convinzione nata al tempo del commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata, quando la Santa Sede indusse loro a celebrare la liturgia secondo il rito ordinario. Ma -è già stato chiarito- «solo per rispondere a problemi specifici...

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Il falsi numeri dell’aborto clandestino, da sempre usato come grimaldello

Per quanto ci si sforzi di far passare quell'azione come atto di libertà, nell'interesse della donna ed addirittura della sua salute, l'aborto resta quel che tutti sanno: l’uccisione di una vita umana. La storia mostra che la menzogna è stata sempre indispensabile per far digerire all’opinione pubblica la sua liberalizzazione.

Ed è andata così in tutto il mondo, e quindi anche negli Stati Uniti, all’inizio degli anni 70. La Corte Suprema legalizzò l'interruzione di gravidanza con la famosa e contestatissima sentenza "Roe vs Jane Roe"; Norma Leath Mc Corvey va in sposa ad un uomo violento a soli sedici anni, ha due figlie e durante la terza gravidanza chiede allo Stato del Texas di poter abortire: le viene accordata l’autorizzazione. Da iniziò il suo impegno come attivista pro -aborto (anni dopo l’approvazione della legge che porta il suo nome si convertì alla fede cattolica e divenne un'attivista pro-life). La legge viene approvata nel 1973 a livello federale e porta appunto il suo nome.

Come è stato ben ricostruito, durante la discussione della legge vennero falsificati i dati: ogni anno, riportarono i media, fra 5.000 e 10.000 donne morivano a causa degli aborti clandestini. La verità emerse solo successivamente e svelò un'altra situazione. Esaminando i dati dei decenni e degli anni precedenti al 1973, ad esempio nel 1930, l' Istituto Guttmacher (che negli USA si occupa di “politiche della riproduzione”)...

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Stati Uniti: stabili da 30 anni i cristiani convinti (calano solo i “tiepidi”)

"America religiosa, Europa laica? Perché il secolarismo europeo è un'eccezione" (Il Mulino 2010). Così si intitolava un interessante libro di alcuni anni fa. Un recente studio, otto anni dopo, ne ha sostanzialmente confermato la tesi: gli Stati Uniti rimangono un paese fortemente religioso, il più devoto di tutte le democrazie occidentali.

Certo, molti sociologi hanno osservato che anche l'America ha iniziato a prendere la strada della secolarizzazione, seguendo la vecchia Europa, ma il cristianesimo venne dato per spacciato già nel 1966, si ricordi la famosa copertina del Time: "Is God dead?". Una recente indagine, cinquant'anni dopo, ha mostrato che il 55% degli statunitensi dichiara di pregare quotidianamente, rispetto al 25% degli abitanti del Canada, al 18% di quelli dell'Australia e al 6% dei cittadini della Gran Bretagna.

In un secondo studio, anch'esso da poco pubblicato (da studiosi della Harvard University e dell'Indiana University Bloomington), viene meglio esplicitata la negazione di un declino del cristianesimo, e si proclama, addirittura, che la religione continua a godere di «intensità persistente ed eccezionale».

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Il primo libro stampato? Una Bibbia. Le origini cristiane della stampa.

«Il successo dell'Occidente, inclusa l'ascesa della scienza, si basa interamente su fondamenta religiose, e le persone che lo favorirono erano devoti cristiani». Così scrive, nel suo bestseller La vittoria della ragione (Lindau 2006), il sociologo Rodney Stark. Un esempio concreto è la nascita della stampa moderna, con la pubblicazione della Bibbia da parte di Johannes Gutenberg.

La cosiddetta "Bibbia a 42 linee" fu infatti il primo libro ad essere stampato nella storia dell'umanità, a Francoforte nel 1450, in caratteri gotici e con tiratura 180 copie (andate a ruba). Un bibliologo di Princeton, Eric Marshall White, nel suo recente Editio Princeps. A History of the Gutenberg bible (Harvey Miller Publishers 2018), ha ricostruito la storia della prima edizione a stampa di un testo.

Pio II venne subito a conoscenza del lavoro del cristiano Gutenberg, che cambierà per sempre la storia del mondo. Una pagina stampata in un giorno e quasi tre anni per realizzare almeno 150 copie (un monaco amanuense terminava di copiare a mano una Bibbia in due anni). Prima della fine del secolo vi erano stampatori in almeno 240 città europee.

Non sorprende che la scelta del primo libro da stampare cadde sul testo biblico, «il grande codice della civiltà», come lo ha definito il critico letterario Northrop Frye. O "alfabeto per leggere il mondo", secondo l'espressione del celebre drammaturgo Bertolt Brecht: quel «testo che...

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Pena di morte, di fatto era già inammissibile: risposta alle perplessità

Questa volta i quotidiani hanno scritto il vero: Papa Francesco non solo si è posto in continuità con i suoi predecessori nell'opporsi radicalmente alla pena di morte, ma ha ottenuto l'introduzione della sua inammissibilità, senza alcuna eccezione, nel Catechismo cattolico (modificando il punto numero 2267). Ma è davvero una radicale novità?

In realtà, no. Il Catechismo avvertiva che la pena capitale era inaccettabile, ad eccezione di un caso: l'impossibilità di rendere inoffensivo il reo (o criminale). Tuttavia, citando Giovanni Paolo II, si conveniva che, grazie ai moderni sistemi carcerari, tale eccezione era «praticamente inesistente». La logica vuole che dichiarando inesistente l'unica eccezione, di conseguenza l'inammissibilità della pena di morte era già respinta integralmente. Francesco ha quindi reso categorico ciò che era logicamente sottinteso nel Catechismo, volendo rendere più solida la posizione del "favor vitae".

La tematica, piuttosto semplice, include dei corollari che la rendono più complessa. Questo giustifica parzialmente molte perplessità in merito. L'errore più gettonato è quello di ritenere la dottrina sulla pena di morte una verità rivelata, irriformabile, esibendo la posizione favorevole di Tommaso d'Aquino e sostenendo che l'attuale decisione di modifica andrebbe contro l'insegnamento secolare della Chiesa. Eppure, come chiunque dovrebbe sapere, non siamo...

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