Migranti ed il caso Aquarius. Le parole di Bergoglio e Biffi sono la bussola

I naufraghi a bordo della nave Aquarius verranno trasferiti su navi italiane e condotti a Valencia. Queste le ultime notizie dopo che il ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha negato alla nave il permesso di attraccare in un porto italiano. Il Paese è diviso e la lotta intestina tra buonisti e razzisti -così come entrambi gli schieramenti si definiscono a vicenda- è senza esclusione di colpi.

Anche parte della comunità cattolica è travolta nel volgare furore dei social, in un irrazionale clima da ultrà. A venire verbalmente colpiti anche alcuni esponenti ecclesiastici, in gran parte contrari al principio di non accoglienza. Spiace vedere come la retorica anticlericale sia penetrata così profondamente in casa cattolica: "taci cardinale, facile predicare mentre vivi nel lusso!". "Il Vaticano non si deve intromettere nella politica italiana!". "I vescovi si occupino piuttosto dei preti pedofili!". Questi alcuni tweet e post di "cattolici militanti", che hanno interiorizzato le classiche accuse del laicismo.

Il compianto card. Giacomo Biffi non è più tra noi, possiamo però il suo giudizio sul fenomeno immigratorio è più che attuale e può aiutare a formarsi un'opinione sana sulla tematica. "Ero straniero e non mi avete accolto" (Mt 25,43), ha twittato in queste ore il card. Gianfranco Ravasi. Le intenzioni del porporato sono ottime, usare il Vangelo come coscienza...

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Nuovo studio: le scuole cattoliche formano studenti più disciplinati

Da sempre rivolgiamo grande attenzione al mondo della scuola, sopratutto sfidando i pregiudizi di molti sulla presunta inadeguatezza degli istituti cattolici. Uno nuovo studio statunitense guarda in questa direzione sostenendo che l'eduzione al comportamento ricevuta dagli studenti delle scuole cattoliche è migliore.

Sul Wall Street Journal, infatti, viene ripresa la ricerca svolta dal Thomas B. Fordham Institute dell'University of California-Santa Barbara, curata dal prof. Michael Gottfried. Analizzando i dati nazionali sugli studenti delle scuole elementari statunitensi e confrontando tra loro gli alunni delle scuole cattoliche, delle scuole statali e di altre scuole private, religiose e laiche, gli autori hanno ricavato prove statisticamente significative che gli studenti degli istituti cattolici hanno mostrato un miglior e più civile comportamento rispetto a quelli delle altre scuole.

Concretamente, si legge nello studio, «i bambini delle scuole cattoliche hanno discusso, litigato, si sono arrabbiati, hanno reagito in modo impulsivo e disturbato le attività scolastiche meno frequentemente». Inoltre, «dimostrano maggiori probabilità di controllare la propria rabbia, di rispettare la proprietà altrui, di accettare le idee dei loro compagni di studio e di gestire la pressione dei pari». In altre parole, si potrebbe sintetizzare con maggiore autodisciplina.

Gli autori negano una casualità nella scoperta, sostenendo...

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Sindone, il resoconto della datazione pubblicato su Nature diceva il falso

  di Andrea Tornielli La Stampa, 03/05/2018  

A trent’anni dalla datazione della Sindone con la tecnica del radiocarbonio (i cui risultati apparvero nel 1989 in un resoconto su Nature), emergono nuovi dubbi sull’affidabilità di quel risultato, secondo il quale il lenzuolo che porta impressa l’immagine del corpo di un uomo flagellato e crocifisso come Gesù sarebbe in realtà un tessuto risalente all’epoca medioevale.

Se n'è parlato all’incontro annuale del comitato scientifico del Centro Internazionale di Sindonologia, il 5 e il 6 maggio a Chambéry, in Savoia, con medici, fisici, chimici, storici e biologi internazionali. Tra questi Paolo Di Lazzaro, dirigente di ricerca dell’Enea di Frascati, che nel suo intervento ha ricordato come «il calcolo che trasforma il numero di atomi C-14 nell’età di un tessuto» presenti «maggiori incertezze rispetto ad altri campioni solidi (ossa, manufatti, etc.) a causa della maggiore permeabilità del campione tessile agli agenti esterni (digestione batterica, muffe, sporcizia)».

Non è un caso, spiega di Lazzaro, che Beta Analytic, una delle ditte più rinomate per la datazione C-14, sia oggi prudente riguardo l’affidabilità della datazione dei tessuti con questa tecnica, «riconoscendo che i campioni tessili necessitano di maggiori precauzioni rispetto agli altri materiali». In particolare, Beta Analytic dichiara che «la datazione di tessuti...

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La nipote di Martin Luther King: «se rifiuti il razzismo, combatti l’aborto»

Il nome del pastore Martin Luther King sarà sempre legato ai diritti civili degli afroamericani. L'eredità spirituale è oggi nelle mani della sua famiglia e, in particolare, della nipote Alveda King. La quale continua la battaglia, riconoscendo che «un bambino nero ha tre volte più probabilità di essere ucciso nel grembo materno rispetto ad un bambino bianco».

Alveda ha recentemente accusato sul Washington Post la nota catena di caffetteria Starbucks, in quanto, «attraverso le sue donazioni aziendali, finanzia una delle organizzazioni più razziste nella storia della nostra nazione, Planned Parenthood. Cioè il principale fornitore di aborti negli Stati Uniti, che esegue oltre 300.000 interruzioni di vita ogni anno». Dal 1973, ha spiegato la nipote di Martin Luther King, l'aborto ha ridotto la popolazione nera di oltre il 25%, come confermano i rapporti americani.

Pochi sanno che Planned Parenthood è stata fondata dall'eugenetista hitleriana Margaret Sanger, nel tentativo di eliminare ciò che considerava membri "non idonei" della società. Cioè neri e disabili. Non è un caso che ancora oggi l'80% delle sue cliniche...

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La scienza risponde a tutto? Nemmeno sfiora gli interrogativi più importanti

«È con la scienza che possiamo sperare di rispondere agli interrogativi dell'uomo. È con la scienza che possiamo contribuire a migliorare la qualità della vita del singolo». Due frasi, buttate lì come finale di un articolo dal prof. Giuseppe Novelli, genetista e rettore dell'Università Tor Vergata di Roma.

Novelli non è certo uno scientista, un odifreddiano antimetafisico, un positivista ottocentesco e, anzi, l'università che dirige è spesso sede di importanti convegni sul rapporto tra fede, scienza e filosofia. Per questo, probabilmente, nemmeno lui avrà dato troppo peso a quanto scritto. Com'è possibile, infatti, credere davvero che tutti gli interrogativi esistenziali che l'uomo matura di fronte alla sua incompletezza, alla sua sete di un significato ultimo, possano arrivare dalla scienza?

Nonostante le convinzioni dell'entomologo E.O. Wilson («La scienza non è semplicemente un'altra impresa come la medicina, l’ingegneria o la teologia. È la fonte di tutto il sapere che abbiamo del mondo reale»), si tratta di ultimi rimasugli di un riduzionismo nato già vecchio. La visione illuministica del cosmo ha ceduto il passo ad una concezione scientifica consapevole della sua provvisorietà, forgiata sulla base delle conquiste del XX scolo, come il principio di indeterminazione di Heisenberg. Karl Popper, con l’inserimento del criterio di falsificabilità, ha dimostrato che la scienza è un sistema ipotetico-deduttivo e non c'è nulla di definitivo in essa. Se per Thomas Kuhn...

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Due fiumi dichiarati “esseri umani viventi”: follie del relativismo

Viviamo in tempi affascinanti, da un lato, e surreali dall'altro. In un'epoca in cui moltissimi esseri umani ancora non hanno accesso ai diritti umani ed in cui famosi bioeticisti vorrebbero togliere il diritto alla vita a bambini non nati, appena nati e disabili cognitivi, due fiumi sono stati dichiarati "persone" giuridiche dotate di diritti umani.

In Nuova Zelanda, al fiume Whanganui sono stati concessi gli stessi diritti legali di un essere umano poiché semplicemente la tribù Maori considera il fiume un suo "antenato" ed un "parente". Allo stesso tempo, la corte indiana ha dichiarato il fiume Gange e il suo principale affluente, la Yamuna, "esseri umani viventi", considerati sacri nella fede indù. E' stato deliberato che non si tratta più di correnti d'acqua, ma «entità legali e viventi aventi lo status di una persona giuridica con tutti i diritti, doveri e responsabilità corrispondenti».

Ma secondo quale criterio si può affermare che un fiume ha precisi "doveri e responsabilità"? E quali diritti? Sorgeranno crisi esistenziali quando, per esempio, si dovrà costruire...

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Di fronte all’Islam, Richard Dawkins vede nel cristianesimo un baluardo

Ricordate lo zoologo Richard Dawkins? Quello che «la fede cristiana è uno dei più grandi mali del mondo, paragonabile al virus del vaiolo ma più difficile da estirpare» (The God delusion). Ieri era uno degli intellettuali più in voga, oggi è spesso lo zimbello dei media e del mondo accademico. Ma non è questo il punto, piuttosto il suo continuo cammino di conversione.

La parola conversione è errata, egli continua a dire che Dio, probabilmente, non esiste. Ma la sua posizione si è ammorbidita. Se nel 2012 invitava i suoi sottoposti a deridere pubblicamente i credenti, poco tempo dopo -come abbiamo documentato- l'ateo più famoso del mondo ha affermato di essere agnostico. Un anno dopo è arrivato a dichiarasi “culturalmente cristiano”, nel 2015 ha criticato una catena di cinema che si era rifiutata di proiettare un’annuncio contenete una preghiera cristiana: «Se qualcuno si sente “offeso” da una preghiera, allora merita di essere offeso».

Poco tempo fa, invece, in risposta ad un sondaggio sul crescere dell'abbandono della religione da parte dei giovani britannici, Dawkins ha twittato: «prima...

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Suffragio femminile, il grande contributo dei cattolici e della Chiesa

E' piuttosto trascurato il ruolo importante svolto dal mondo cattolico per rivendicare il diritto di voto alle donne. I precursori cattolici, infatti, iniziarono molto prima a battersi per l'uguaglianza femminile rispetto al femminismo, che oggi si appropria indebitamente di tale lotta.

Per restare in Italia, nel 1917 l'attuale Servo di Dio, don Luigi Sturzo -fondatore della Democrazia cristiana e co-fondatore del Partito Popolare, inserì una donna nei suoi organi dirigenti (Giuseppina Novi Scanni) ed invocò il suffragio femminile quando ancora pochi ne parlavano. Nel 1917, fu la giornalista americana Dorothy Day ad organizzare una protesta di fronte alla Casa Bianca, insieme ad altre 39 donne, per l’esclusione femminile dal suffragio. Si convertì al cattolicesimo nel 1927 e si oppose alla rivoluzione sessuale sessantottina. Nel 2000 è stata proclamata serva di Dio. La prima donna a far parte del Consiglio comunale di Vienna nel 1919 per il Partito Socialdemocratico, invece, fu la beata Hildegard Burjan, che l'anno seguente divenne la prima donna eletta deputata al Consiglio nazionale austriaco.

Nel 1919, don Sturzo inserì nel suo manifesto elettorale il voto femminile. Come ha scritto la femminista Giulia Galeotti, l'apertura del sacerdote «aveva alle spalle non solo la tradizione cattolica (il diritto canonico, ad esempio, per secoli è stato il solo a porre sullo stesso piano...

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I Comuni virtuosi che negano il patrocinio al Gay Pride 2018

«Lurido carnevale». Così lo definì Giovanni Testori, grande intellettuale (dichiaratamente gay). Per il regista Franco Zeffirelli, anch'egli omosessuale, si tratta invece di «esibizioni veramente oscene». Parliamo del Gay Pride, la noiosa sagra dell'arcobaleno fintamente felice, che genera lacerazioni sociali ovunque si svolga ed è avversato, sopratutto, dalle stesse persone omosessuali.

Il motivo è spiegato da Sandro Mangano, presidente dei "gay liberali italiani" (GayLib): «Essere omosessuale non vuol dire essere un pagliaccio. Sono contro le carnelavate. Pride significa orgoglio, e penso e con me molti altri, che c’è ben poco da essere orgogliosi in una giornata di sfilate alla brasiliana. Cosa si trasmette? Nulla. Anzi si alimentano critiche». E, stereotipi.

Anche per questo sono sempre più numerosi i sindaci italiani, di destra o di sinistra, che rifiutano di concedere sostegni ufficiali e patrocini all'OndaPride. A Genova, il sindaco Marco Bucci (centrodestra) ha negato quest'anno per la prima volta il sostegno comunale al Gay Pride,...

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Il 20% degli atei prega Dio. E’ la realtà che vince sul pregiudizio.

Sono due i motivi per cui non sono affatto sorprendenti i risultati di uno studio britannico secondo cui un adulto su cinque prega Dio nonostante abbia affermato di non essere credente/religioso. Per molti si tratta di un gesto dettato da un profondo momento di crisi: «Per favore, Dio».

Il primo motivo è che si tratta di un fenomeno già noto, nel 2004, infatti, è emerso dal Pew Research Center che tra coloro che si definiscono “atei” e “agnostici”, il 38% crede in Dio (o in uno spirito universale), di cui il 9% è assolutamente certo della Sua esistenza. Tra i “non religiosi”, invece, l’81% crede in Dio, di cui il 39% è assolutamente certo. Il 6% degli “atei”, inoltre, afferma di pregare ogni giorno e l‘11% lo fa saltuariamente. Il recente studio, invece, è stato condotto da ComRes.

Dove sarebbe la sorpresa? Sbaglia profondamente chi volesse cogliere l'occasione per ironizzare sulla presunta incoerenza delle persone non credenti (anche se, a parti invertite, molte di loro non si sarebbero certamente risparmiate), piuttosto è interessante notare che in gran parte sono le circostanze negative della vita a scuotere l'animo anche di chi non crede. E nemmeno questo è sorprendente (ecco il secondo motivo).

Quando tutto nella vita gira alla grande è facile percepirsi autosufficienti, emancipati, indipendenti,...

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Il card. Sgreccia, un “eretico”? «Le eccezioni di Amoris Laetitia in linea con Familiaris Consortio»

Abbiamo atteso qualche giorno prima di commentare la notizia, indecisi su come avrebbero reagito i nostri amici tradizionalisti alle parole del card. Elio Sgreccia, che recentemente ha lodato il pontificato di Francesco e l'esortazione apostolica Amoris laetitia, vedendovi non un eresia ma una netta continuità con la Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II. Un altro papolatra?

Permetteteci una piccola e pungente premessa: l'informatissima galassia antipapista ha salvato mons. Sgreccia da attacchi irrispettosi, preferendo l'assoluto silenzio. L'ex presidente della Pontificia Accademia per la Vita non è solo giustamente ammirato dal mondo cattolico, ma è perfino idolatrato dal tradizionalismo italiano, sopratutto dopo la nomina bergogliana del successore mons. Vincenzo Paglia. Il giornalista Socci non ha urlato alcuna profezia di imminenti catastrofi, Marco Tosatti non ha pubblicato repliche anonime di qualche suo amico lefebvriano, Sandro Magister ci ha risparmiato la classifica dei super-teologi nemici di AL e nessuno ha visto Roberto De Mattei partecipare a messe riparatrici, proprio lui che contro l'esortazione apostolica aveva coordinato un gruppetto di professori anticonciliaristi e i sedevacantisti della Fraternità San Pio X. Se Giuseppe Rusconi ci ricorda che «mons. Sgreccia ha collaborato a lungo con Joseph Ratzinger», il solerte Riccardo Cascioli ci informa che si tratta di una «personalità cattolica...

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L’Unione scienziati cattolici: già iscritti illustri nomi della scienza mondiale

Oggi sono circa 700. Parliamo degli scienziati professionisti cattolici che in due anni hanno aderito alla Society of Catholic Scientists (Unione di scienziati cattolici), fondata nel 2016 negli Stati Uniti.

Lo scopo è promuovere la fratellanza spirituale e intellettuale tra persone di fede che lavorano nelle scienze naturali e mostrare l'armonia tra fede e scienza in un'epoca in cui molti ne dubitano.

L'associazione è stata ufficialmente riconosciuta dalla Conferenza episcopale statunitense e  l'attuale presidente, nonché uno dei fondatori, è il dott. Stephen M. Barr, esperto di fisica delle particelle ed eminente professore di Fisica e Astronomia presso l'Università di Delaware.

Un secondo fondatore è l'attuale vicepresidente, il fisico Jonathan I. Lunine, docente alla Cornell University dove è anche direttore del Center for Radiophysics and Space Research. Lunine è un'autorità internazionale sui pianeti abitabili extraterrestri ed è membro delle principali società scientifiche, convertitosi al cattolicesimo nel 2007 grazie, come ha dichiarato, «alla profondità del pensiero cattolico sulle più profonde questioni che noi umani ci possiamo porre, ma sopratutto l'aver conosciuto i fratelli ed i padri gesuiti dell'Osservatorio Vaticano, il cui impegno di vita tra fede e scienza...

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Cosa ci fa un crocifisso sul petto di Toro Seduto?

Il famoso capo indiano Toro Seduto fu il leggendario leader dei Lakota Sioux, una figura nota nella storia del selvaggio West. Di lui si conosce la stoica resistenza contro i cowboy statunitensi e la sua sfortunata morte. Quel che pochi sanno è che Toro Seduto indossava sempre un crocifisso al collo.

E' la storia di un'amicizia, che esemplifica il modo più classico di come si è trasmessa l'esperienza cristiana nei secoli. Non attraverso grandi discorsi o convincimenti filosofici, ma dalla stima per l'altro, dallo stupore per uno sguardo nuovo, diverso. Felice.

Tutto nasce dal grande lavoro svolto da parte dei missionari cattolici in difesa dei popoli indiani dai colonialisti, seminando la pace ed insegnando una pacifica convivenza tra le varie tribù pellerossa. Il più famoso tra questi sacerdoti fu il gesuita Pierre-Jean De Smet, grande amico di Toro Seduto e uno dei pochi bianchi che potevano recarsi nei territori Sioux. Le popolazioni native ammiravano molto le "toghe nere", come chiamavano i missionari cattolici. De Smet incontrò per la prima volta Toro Seduto nel 1848, il vescovo Thomas O'Gorman ha scritto nel 1904: «Padre De Smet ha lasciato una registrazione completa di quella sua prima visita nell'estate del 1848, annotando che si recò lì in modo transitorio poiché desiderava raggiungere alcune tribù dei Sioux, nell'alto Missouri, nelle lontane montagne rocciose».

Toro Seduto aveva più di una moglie e questo fu un ostacolo alla sua accettazione della fede cattolica. Tuttavia intrattenne una profonda...

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Crolla il protestantesimo negli Usa: l’errore di conformarsi al mondo

Secondo un recente sondaggio, il protestantesimo sta letteralmente crollando negli Stati Uniti, lasciando campo a chi si definisce "senza religione". Il numero dei cattolici, al contrario, rimane stabile. Un segnale forte al progressismo cattolico che vorrebbe aprirsi al mondo seguendo l'esempio della confessione protestante.

Il calo del protestantesimo americano di ben 14 punti in 12 anni è stato rilevato da ABC/WashingtonPost, corrispondente ad un aumento di 9 punti dei no religion ed un mantenimento dei cattolici attorno al 22%. Anzi, secondo altri report, il numero dei cittadini statunitensi che si definiscono cattolici è in costante aumento: da 48,5 milioni del 1965 ai 76,7 milioni nel 2014.

Certamente tali numeri, per quanto riguarda il cattolicesimo, devono molto all'influenza ispanica. Tuttavia, se si osserva nel dettaglio, anche tra gli statunitensi non ispanici la percentuale di cattolici è rimasta pressoché costante negli ultimi 12 anni: il 22% nel 2003 ed il 20% del 2018.

Nel 2014, commentando le idee del figlio spirituale del card. Martini, il teologo Vito Mancuso ("La Chiesa è indietro, deve adeguarsi al mondo!),"...

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La prima e completa fonte su Gesù di Nazareth? Risale al 30 d.C.

I quattro Vangeli sono inattendibili essendo stati redatti a molti anni di distanza dai fatti che pretendono narrare. Così si sente dire spesso, ma è un'affermazione falsa. Vediamo perché.

Innanzitutto più volte abbiamo sottolineato che le informazioni su Gesù di Nazareth sono più numerose e vicine ai fatti raccontati rispetto a moltissimi altri personaggi storici, come Giulio Cesare, Adriano, Marco Aurelio, Giuseppe Flavio, Socrate, Alessandro Magno ecc. Tanto che il celebre studioso John Robinson ha commentato: «La ricchezza dei manoscritti, e, soprattutto, lo stretto intervallo di tempo tra la scrittura e le prime copie esistenti, di gran lunga fanno dei Vangeli il miglior documentato testo di qualsiasi scritto antico della storia» (Can we Trust the New Testament?, Grand Rapids 1977, p. 36).

In secondo luogo, gli evangelisti hanno tratto gran parte delle informazioni da fonti pre-sinottiche (orali e scritte), in circolazione già pochi anni dopo la morte di Gesù. «Alcuni discepoli di Gesù», ha aggiunto il principale biblista vivente, John P. Meier, «possono aver cominciato a raccogliere e sistemare detti di Gesù anche prima della sua morte» (Un ebreo marginale, Vol. 1, Queriniana 2006, p. 157).

Ma c'è un altro argomento su cui vorremmo soffermarci più dettagliatamente: le lettere di San Paolo scritte, come tutti sanno, precedentemente ai Vangeli. In particolare, la Prima Lettera ai Corinzi è stata composta nel 50-55 d.C., dunque soltanto circa vent'anni dopo la crocifissione del...

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